Nuda proprietà: Si o No

La frenata dei prezzi ha riacceso l’interesse su questo tipo di acquisto immobiliare, da scegliere però solo dopo aver valutato i pro e i contro.
Il suo principio base è la separazione fra la proprietà e l’.
Se compri sei proprietario della casa ma chi te la vende ne mantiene l’, cioè continua a viverci dentro o se affittata a godere dei frutti.


Regolato dall’art. 978 e seguenti del Codice Civile, l’ può essere a termine – chi vende infatti – può restare nell’appartamento per un periodo prefissato, non più di trenta anni – oppure a vita.
La formula più frequente è l’ultima, perché consente a persone in età avanzata di riscuotere una certa somma continuando a vivere nella propria abitazione. Ci possono essere più usufruttuari ( es. una coppia di coniugi comproprietari) : in questi casi si potrà entrare in possesso solo alla morte di entrambi.I VANTAGGI
Paghi molto meno casa e tasse, con l’imposta di registro sulla somma minore. E quando, alla scomparsa dell’, si entrerà in possesso del bene non si dovrà pagare più niente. Basterà effettuare, con un certificato di morte, la voltura al catasto.
Si noti che il valore dell’imposta di registro è calcolato in base a una tabella collegata all’età del venditore, moltiplicando il coefficiente per il tasso di interesse legale, oggi al 3%.
Per comprendere meglio, se la casa vale 200 mila euro, il 3%, di tale somma rappresenta la rendita annua (6.000 euro). Si moltiplichi questo valore per l’età di chi cede la nuda proprietà : se ha 60 anni il valore è 24, quindi per il fisco il valore dell’ – sul quale va calcolata l’imposta di registro – è di 144 mila euro.
Per un venditore di 78 anni, invece, il coefficiente è di 12, quindi il valore dell’ è esattamente la metà, 72 mila euro.
Si sappia, poi, che, anche sull’acquisto della nuda proprietà, si può godere dei benefici della prima casa.
Infine si è esentati dalla compilazione del del .

SVANTAGGI
Il più evidente è l’incertezza della data in cui si entrerà in possesso del bene (legata alla sopravvivenza dell’) . Inoltre, nell’atto di vendita si deve stare attento ad alcuni particolari.

ESEMPIO
Chi vende ha il diritto di godere del bene e dei suoi frutti. Cioè, se non viene specificatamente vietato nei documenti, l’ può affittare l’abitazione appena venduta e intascare l’affitto.
Certo, alla sua scomparsa si diventerà proprietario e beneficiario del bene, ma se la nuda proprietà era stata acquistata per abitarci, questo complicherà la vita perché il contratto di affitto rimane valido.
Per evitare questi problemi, il consiglio è di non concedere l’, bensì il diritto di uso o abitazione. Funzionano come l’ ma non possono essere ceduti ad altri, e non possono essere ipotecati o pignorati.
Debbono considerarsi anche le spese : chi vende – e continua a godere del bene – deve pagare tutte le spese correnti (condominio e manutenzione ordinaria) e quelle fiscali (Irpef sulla rendita catastale e eventuale Ici). Tutte le altre spese – es. nuovo ascensore o rifacimento di una facciata – toccano al nudo proprietario, anche grosse cifre per un bene che non si gode.
E’ previsto comunque un indennizzo da parte dell’, pari al 3% annuo per le spese sostenute.

Fonte: Donnegeometra

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(Fonte: Immobiliare Blog)

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Tags: Politica, Sport, Gossip, Internet, Ambiente

Never Back Down: Recensione e Trailer

Trasferitosi da poco in un nuovo liceo Jack - abituato ad esser trattato come una star sportiva nella scuola precedente - incontra molte difficoltà di inserimento tra i suoi compagni.

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Taciturno e solitario, il ragazzo si sente perennemente fuori posto, soffre in silenzio la perdita del padre ed ha un passato turbolento da cui difendersi, ma qualcosa sfugge al suo controllo e un incontro di football sfociato in una rissa molto violenta, giocato in Iowa e di cui Jake è il protagonista, viene fatto girare nella nuova scuola. Come se non bastasse durante una festa in piscina Jack viene coinvolto in un combattimento con il bullo Ryan McCarthy; sconfitto e umiliato decide così di allenarsi sotto la guida di Jean Rogua, maestro di arti marziali miste.

Cast: Sean Faris, Djimon Hounsou, Amber Heard, Cam Gigandet, Leslie Hope, Lauren Leech, Evan Peters, Wyatt Smith

Regia: Jeff Wadlow

Sito Ufficiale:
www.neverbackdownthemovie.com

Data di uscita: Venerdì 28 Novembre

Durata:

Genere: Azione

Produzione: Summit Entertainment, Mandalay Pictures, BMP Films, Mandalay Independent Pictures

Distribuito: Medusa

Trailer:


(Fonte: eCinema Blog)

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Tags: Ambiente, Spettacolo, Politica, Tv, Cinema

Vendevano immobili a prezzi ribassati: in 18 nei guai

18 Ottobre, 2008Tags:, ,

Sei milioni e 200 mila euro: a tanto ammontano gli accertamenti messi a punto dall’Agenzia delle Entrate di Massa a seguito di un’indagine nel settore immobiliare. Sulla carta comparivano immobili di scarso valore ma, nella realtà, erano di pregio superiore. Chiaramente, per sfuggire alle tasse si occultavano gli imponibili.

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Un’azione repentina, nel giro di pochi mesi ha consentito il recupero di oltre tre milioni di euro. Su 24 soggetti sottoposti a controllo, sono infatti 18 le posizioni definite, ovvero i casi di accertamento con adesione. Come dire: ok, avete ragione, pago ma non così tanto. E così gli uffici hanno stabilito con i contribuenti l’onere più appropriato per recuperare le somme evase.L’indagine è partita dagli uffici dell’Agenzia Entrate di Massa, diretta dal dottor Raffaele Santone, nel mese di febbraio scorso, sospettando irregolarità su alcune vecchie pagine web, dove si proponevano affari immobiliari a basso costo. A insospettire il fisco sono state inoltre dichiarazioni reddituali troppo basse denunciate da alcune imprese.

E così è scattata un’indagine a 360° che ha portato risultati lusinghieri all’Agenzia, riuscendo a verificare in poco tempo lo scostamento dei valori dichiarati da quelli effettivi, recuperando, ad oggi, la metà dell’ importo dell’intera operazione. I controlli sono scattati verso alcuni soggetti che avevano posto in essere cessioni o, più generalmente, lavori di costruzione o compravendita di beni immobili, ed è stato attuato, dicevamo, attraverso accessi mirati che hanno permesso di acquisire velocemente tutta la documentazione.

Gli elementi riscontrati dall’Ufficio hanno permesso di definire mediante accertamento con adesione la gran parte delle posizioni per un importo complessivo di 3 milioni e 300mila euro: 18 dei 24 soggetti sottoposti a controllo hanno infatti definito la propria posizione finale, riconoscendo sostanzialmente fondata la pretesa erariale e, con essa, l’imposta e le sanzioni dovute.

Risultati peraltro insperati in quanto gli ‘evasori’ non hanno opposto alcuna resistenza: alcuni hanno provveduto a sanare la posizione in contanti, altri a rateizzare il pagamento dovuto. Altre posizioni analoghe sono tuttavia oggetto di controllo per cui richiedono il segreto istruttorio.

Fonte: La Nazione di Angela M. Fruzzetti

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(Fonte: Immobiliare Blog)

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Il PC meglio in affitto !

7 Ottobre, 2008Tags:, , ,

Il noleggio permette di distribuire i costi, risparmiare capitale circolante e mantenere l’It aggiornato. Valutate attentamente le rate perchè in qualche caso potranno essere ancora piuttosto elevate.
L’acquisto dei dispositivi informatici ha un peso rilevante sul budget aziendale, costo reso più oneroso dalla velocità di obsolescenza delle attrezzature It. Il noleggio di pc, stampanti e altri prodotti informatici costituisce una soluzione per mantenere il proprio cash flow e un parco macchine costantemente aggiornato.Un’azienda di piccole dimensioni si trova spesso a dover fare i conti con una mancanza di liquidità che può interferire con la necessità di acquistare i prodotti informatici necessari al proprio business.
Un numero crescente di piccole imprese sceglie, così, di noleggiare le attrezzature informatiche necessarie alla loro attività, un’opzione semplice per usufruire di dispositivi It senza dover impegnare il proprio capitale. Una micro-impresa, ad esempio uno studio grafico:
l’affitto di due nuovi pc permette di non intaccare la liquidità e mantenere i sistemi aggiornati in un settore dove sempre di più i programmi cambiano ogni sei mesi.
Oltre alla possibilità di dilazionare il pagamento in più anni si apprezza anche il consistente recupero finanziario offerto dal noleggio. L’acquisto di prodotti tecnologici può anche prevedere un ammortamento di cinque anni, tempo quasi spesso troppo lungo per beni soggetti a una rapida obsolescenza.
Il noleggio per 24 o 36 mesi consente, invece, di mantenersi al passo con la tecnologia con il vantaggio della deducibilità al 100% dalle tasse. La locazione operativa (noleggio) costituisce quindi per le aziende un valido vantaggio fiscale e amministrativo: si può chiedere indietro un terzo dei pagamenti mensili del canone, i pagamenti sono pianificati e restano una voce esterna al bilancio di esercizio semplificando così la contabilità.
Ipotizzando un noleggio di un pc per un valore di 1.200 euro (1.000 euro iva esclusa, in quanto può essere scaricata) su 36 mesi il costo del noleggio è di 45 euro al mese deducibili dalle tasse. Sommando la deduzione dall’Irpef e dell’Irap è possibile arrivare a un’aliquota pari a quasi il 39%». Nel caso in esame risulta un costo effettivo di 27 euro mensili. La deducibilità integrale si realizza solo se lo standard di fatturazione annuale si mantiene però su certi livelli, in caso contrario può scendere al 70%.
Le soluzioni di renting quasi sempre vengono erogate direttamente dai punti vendita grazie ad accordi con i rivenditori. Il renting ormai offre garanzie sul materiale tecnologico noleggiato e l’assistenza continua. Al termine del noleggio sono offerte varie opzioni: continuare a pagare il canone a un tasso ridotto, scegliere un’attrezzatura più avanzata restituendo la vecchia o fare un’offerta per acquistare i dispositivi. Meditate …


(Fonte: Computermente)



(Fonte: Web Burning Blog)

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Berlusconi: “Il governo difenderà i piccoli risparmiatori. Stop agli speculatori”

5 Ottobre, 2008Tags:, , , , ,

Gli italiani non perderanno i loro soldi e il governo si impegna a fare il possibile in questo senso. L’intenzione di Silvio Berlusconi è quella di evitare che alle notizie che arrivano non solo dagli Stati Uniti ma anche dalla Borsa di Milano (dove Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare hanno passato una mattinata sull’ottovolante) si assommi il panico dei risparmiatori che altro non farebbe che rendere ancora meno gestibile la crisi.

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Insomma, «non bisogna farsi prendere dal panico» perché «in Italia non ci sono patemi, non c’è una preoccupazione eccessiva e non ci deve essere paura». Ma c’è anche dell’altro, perché - spiega il Cavaliere nelle sue conversazioni private - «sono stati gli speculatori a spingere al ribasso le nostre banche» proprio mentre la Bce immetteva sui mercati denaro liquido per 50 miliardi di euro e le altre Borse europee riprendevano quota.Così, appena arrivato a Napoli, Berlusconi va dritto al punto e si schiera con i piccoli risparmiatori: «Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi». Un messaggio forte, anche nel tentativo di fare quadrato quando l’onda lunga di Wall Street arriverà anche in Europa. Tanto che nel primo pomeriggio arriva una nota ufficiale del ministero dell’Economia. «Al fine di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale - si legge nel comunicato di via XX Settembre - il ministro dell’Economia, d’intesa con il governatore della Banca d’Italia si impegna ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e a difendere i risparmiatori secondo le indicazioni del presidente del Consiglio». Una presa di posizione, quella del governo e della Banca d’Italia, che secondo gli analisti - insieme alle rassicurazioni dell’ad Alessandro Profumo - ha contribuito alla ripresa in Borsa del titolo Unicredit. «Dopo il nostro intervento - fa notare il Cavaliere durante una conferenza stampa a Napoli - Unicredit è passata da -7 a +7%». D’altra parte, spiega ancora il premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».

E ancora: «Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%». Rassicurazioni a parte, però, che Berlusconi tema le ripercussioni della crisi internazionale non è affatto un mistero, tanto che in una delle anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa, Viaggio in un’Italia diversa, ammette che la situazione economica influirà con ogni probabilità «su certe riforme che con molta chiarezza abbiamo legato all’andamento del bilancio dello Stato». Tra queste, «l’imposizione fiscale sulla base del quoziente familiare». Al taglio delle tasse, invece, si potrà procedere solo dopo che il debito sarà portato al di sotto del 100% del Pil, cosa che avverrà nel 2011. Entro il 2013, quindi, la pressione fiscale sarà portata sotto il 40%. «Il traguardo che ci siamo fissati - spiega Berlusconi - è di scendere entro il 2011 dal 106 al 100% del rapporto tra debito e prodotto interno lordo. Da quel momento, ogni risparmio sul costo dello Stato si trasformerà in riduzione delle aliquote fiscali. Contiamo di portare la pressione fiscale sotto il 40 per cento a fine legislatura. Significa un 10 per cento in meno delle tasse attuali che pagano le imprese e le persone». Il piano casa, spiega invece il Cavaliere, non dovrà essere rivisto «perché non inciderà sui costi dello Stato». E dunque le prime case saranno pronte «con molto anticipo sulla fine della legislatura».

Fonte: Il Giornale

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(Fonte: Immobiliare Blog)

Tags: Politica, Cinema, Internet, Spettacolo, Nel Mondo

USA- Crisi mutui, sì a piano salvataggio

5 Ottobre, 2008Tags:,

l Senato ha approvato il piano di salvataggio di Wall Street, in una versione emendata rispetto a quella bocciata lunedì dalla Camera. Al voto, dopo aver sospeso la campagna elettorale per qualche ora, hanno partecipato anche i candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain. Per il via libera definitivo, il piano dovrà essere votato di nuovo dalla Camera. I deputati sono stati convocati per venerdì.

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04.17 - Appello di Bush alla Camera
Accorato appello del presidente americano George W. Bush alla Camera dopo il via libera del Senato al piano di salvataggio di Wall Street. “Ora serve il via libera anche della Camera - ha detto Bush -. Ne ha bisogno l’economia, il piano è essenziale alla sicurezza dei mercati”. Secondo il presidente Usa, con gli emendamenti approvati, repubblicani e democratici non dovrebbero avere riserve a votare per il sì.

03.24 - Stretta di mano tra Obama e McCain

Al termine del voto di Capitol Hill sulla legge di salvataggio di Wall Street, il senatore dell’Illinois Barack Obama ha attraversato l’aula del Congresso per stringere la mano al collega e rivale repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, John McCain. Il candidato repubblicano ha reagito con uno sguardo di gelo e, girando la testa, ha risposto brevemente alla stretta.

03.20 - Senato Usa approva piano di salvataggio
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato l’emendamento che ha introdotto le modifiche bipartisan concordate al piano di salvataggio anti crisi economica da 700 miliardi di dollari. Si tratta di un passaggio preliminare decisivo per ottenere il via libera al piano nel complesso, bocciato lunedi’ dalla Camera dei Rappresentanti. I principali cambiamenti apportati riguardano un pacchetto di tagli alle tasse per la classe media e per le imprese oltre a un aumento da 100.000 a 250.000 dei depositi sui conti correnti assicurati dalla Fdic, l’organismo federale di assicurazione dei depositi bancari.

Fonte:Tgcom

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(Fonte: Immobiliare Blog)

Tags: Tv, Politica, Auto, Sport, Ambiente

Una Ferrari FXX da guidare tutti i giorni: ci pensa Edo Competition

27 Settembre, 2008Tags:,

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Sembra strano dover associare il nome Ferrari al nome di un tuner;ancora di più se si va a toccare un mostro sacro della casa di Maranello, ovvero la Ferrari Enzo, una delle più potenti, veloci esclusive supercar della storia, stavolta nella sua versione da pista denominata FXX.


La FXX nacque per essere usata solo su pista da 29 selezionati clienti (la trentesima è stata per Schumacher…) durante gli eventi organizzati da Ferrari in giro per il mondo per far provare le brezza di una vettura da pista a persone che piloti non sono! Per ora è stato soltanto uno l’esemplare modificato dal tuner tedesco, ma questo esigente cliente avrà la fortuna di poter usare la sua vettura anche su strada, non dovendo così aspettare gli eventi in pista per potersi divertire! Come se non bastasse il V12 è stato arricchito di 80 cv passando dagli 800 della versione “normale” agli 880 di questo mostro, o forse è meglio dire una f1 su strada…

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(Fonte: Auto Shop Italia)

Tags: In Italia, calcio, Internet, Tempo Libero, Musica

Bugatti Veyron Gran Sport: prezzo “stellare” per il primo esemplare, 3.190.000 dollari!

27 Settembre, 2008Tags:, ,

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Parlare di Bugatti Veyron significa parlare di esagerazione nel mondo delle auto: già famosa come una tra le più veloci se non la più veloce auto di serie più veloce del pianeta  (circa 407 km/h) ora si supera:


Come se non bastasse all’ultima edizione del Concours d’Elegance di Pebble Beach, Bugatti ha presentato l’ultima declinazione ancora più estrema della Veyron, la Grand Sport, una macchina (se si può ancora parlare di macchina) destinata a pochissimi fortunati  facoltosi desiderosi di qualcosa di speciale da mettere nel proprio garage.

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Sarà però il primo acquirente di questa supercar a dover sborsare la bellezza di 3.190.000 dollari , circa 2.200.000  € per possedere l’esemplare numero 001! non si conosce l’identità del fortunato cliente…

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(Fonte: Auto Shop Italia)

Tags: Nel Mondo, Economia, Tempo Libero, Spettacolo, In Italia

In Bianco e Nero - La storia di Monza

14 Settembre, 2008Tags:, , , , , , , , , , , , ,

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13 Settembre 2008, Monza, Gran premio d’Italia…poche semplici parole in grado di accendere i cuori di tutti gli appassionati, ferraristi e non.

L’autodromo nazionale di Monza è infatti uno dei più antichi e affascinanti impianti del mondo, su cui sono state scritte pagine di storia meravigliose di ogni categoria del motorismo a 2 e 4 ruote.

La sua costruzione risale al 1922, quando venne realizzato nel tempo record di soli 110 giorni dalla SIAS di Milano che iniziò i lavori il 15 maggio e già il 28 luglio permetteva ad una vettura di posare le ruote sulla neonata pista per un giro completo, si trattava di una Fiat 570 pilotata dagli assi degli anni ’20 Piero Bordino e Felice Nazzaro.

Quello di Monza era (ed è tuttora) il terzo circuito permanente realizzato al mondo, preceduto solo dal mitico catino di Indianapolis (realizzato nel 1909) e dal circuito inglese di Brooklands (1907 ma chiuso nel 1945).

Già quello stesso anno fu fatto sede del Gp d’Italia, dopo che nel 1921 la corsa si era disputata sul circuito stradale di Montichiari in provincia di Brescia, per la cronaca la vittoria andò alla Ballot di Jules Goux.

All’edizione inaugurale la vittoria andò proprio a quel Piero Bordino (al volante di una Fiat 804) che già fu autore dei primi collaudi nel mese di luglio, il circuito a quei tempi era composto da uno stradale velocissimo di 5500m unito ad un’ovale ad alta velocità di 4500, un giro completo del Gp era costituito dall’unione di queste 2 piste che avveniva per suddivisione in 2 corsie del rettilineo principale, risultando in totale ben 10 km!

Questa particolare composizione (che permetteva già allora medie sul giro spaventose) fu conservata fino al 1928, quando gli organizzatori furono costretti ad apportare modifiche a seguito di uno dei più cruenti e terribili incidenti della storia dell’automobilismo da competizione.

Il campione Emilio Materassi (acerrimo rivale di Nuvolari) è in difficoltà con la sua Talbot lanciata in una furiosa rimonta, al giro 17 si trova davanti la Bugatti di Giulio Foresti, Materassi attacca e i 2 percorrono il rettifilo affiancati.

Esattamente a metà rettifilo avviene la catastrofe, la Talbot sbanda a sinistra attraversa il rettilineo in diagonale e si schianta sulle protezioni volando oltre il fossato che divide il parterre degli spettatori alla pista, il bilancio è terrificante con 60 spettatori falciati di cui 20 morti e 40 feriti oltre al pilota.

Il Gp d’Italia dopo questo terribile evento non venne disputato per i successivi 2 anni, in compenso si tenevano altre manifestazioni di carattere minore che utilizzavano solo l’ovale o il “circuito Florio”, un tracciato composto dalla sopraelevata sud e una parte dello stradale infarcito di chicane improvvisate per rallentare le vetture.

Si riprende in Pompa Magna nel 1931 con Campari e Nuvolari che si dividono la vittoria sulla mitica Alfa P2 e le edizioni successive vedono scritti sull’albo d’oro nomi che rappresentano l’Olimpo dell’automobilismo da corsa: Nuvolari, Caracciola, Antonio Ascari, Fagioli, Stuck e Rosemeyer.

Sono anni magnifici, incentrati sull’eterno duello tra le “frecce d’argento” dell’Auto Union e della Mercedes Benz con le nostre Alfa-Romeo a fare da terzo incomodo, ma tutto si interrompe nel 1938 (dopo un’edizione ’37 disputata a Livorno)…l’anno dopo infatti scoppia la seconda Guerra Mondiale.

Nel 1939 fu comunque rifatta gran parte della pista: l’anello di alta velocità fu demolito, e la pista stradale fu modificata spostando il rettilineo opposto ai box e rimodellando alcune curve. La “curva sud” venne demolita sostituita da 2 nuove curve a gomito pavimentate in pavè e ribattezzate “curve del porfido” La lunghezza del circuito passò a 6.300 metri.

Purtroppo bisogna attendere quasi 10 anni per vedere le auto in corsa sul nuovo tracciato, l’autodromo infatti fino al 1945 viene utilizzato come deposito munizioni e zona parcheggio/manovra per mezzi militari, un utilizzo che finì praticamente per distruggerlo tanto che ci vollero 3 anni per renderlo di nuovo agibile dopo la fine del conflitto, le ostilità sportive ripresero infatti nel 1949 con una sonante vittoria della Ferrari di Alberto Ascari, figlio di quell’Antonio che entusiasmava le platee negli anni ’20.

Nel 1950 nasceva l’ambiziosa Formula 1, che rimpiazzava la categoria “Grand Prix” e cercava di annoverare il meglio in fatto di piloti e costruttori imponendosi come categoria regina, ovviamente Monza non può che far parte del calendario che in quella prima storica annata comprende 7 tappe, il vincitore di quel primo Gp d’Italia di Formula 1 (che chiude il mondiale) è il nostro Nino Farina che al volante della sua Alfa romeo 158 (la mitica alfetta) si impone nel Gran Premio e nel mondiale.

Le successive edizioni finiscono nelle mani rispettivamente di Ascari (’51 e ’52) con la sua fedele Ferrari, dell’asso argentino Juan-Manuel Fangio (dal ’53 al ’55) con Maserati e Mercedes e di Stirling Moss (’56 e ’57) al volante di Maserati e Vanwall.

Per rivedere una Ferrari trionfare in Brianza bisogna aspettare il 1960 con Phil Hill che si aggiudica la corsa interrompendo il dominio “full british”di Tony Brooks e Moss che fecero loro le edizioni ’58 e ’59 con Vanwall e Cooper.

In quel primo decennio di Mondiale il circuito brianzolo subì ulteriori modifiche, in particolare nel ’55 quando venne ricostruito l’anello dell’alta velocità, ma con una pendenza delle 2 sopraelevate di ben l’80% e con l’abbattimento delle “curve del porfido” sostituite da un’unica curva con sviluppo di 180 gradi, la mitica Parabolica che diventerà con gli anni uno dei segni distintivi di Monza nonché giudice spietata di mille battaglie decise all’ultimo giro.

Purtroppo lo stesso anno di quelle importanti modifiche un’altra tragedia oscurò il sole della Brianza, con il plurititolato Alberto Ascari che perse la vita alla curva del Vialone mentre provava una Ferrari Gt per puro divertimento, le circostanze dell’incidente non vennero mai chiarite e da quel giorno alla curva venne dato il nome dello sfortunato campione.

In ogni caso dal 1956 il giro del Gran Premio torna ad articolarsi sull’accoppiata stradale/ovale tanto in voga negli anni ’20 (con lo stradale che però ora misura 5750 m e l’ovale 4500)con medie sul giro che tornano a farsi elevatissime.

Addirittura nel ’57 e ’58 il catino ad alta velocità organizza una sua 500 miglia, una sorta di “trofeo dei 2 mondi” che riunisce i migliori specialisti americani con gli assi europei della F1! Insomma, un altro periodo d’oro attraversa in quegli sfavillanti anni’50 la lunga storia di Monza.

Ma una nuova tragedia funesta l’autodromo lombardo nel 1961, con la gara che chiude il Mondiale e che in teoria dovrebbe consegnare il titolo iridato nelle mani del tedesco della Ferrari Wolfgang Von Trips…

Purtroppo quella che dovrebbe essere una festa si trasforma in una tragedia molto simile a quella del 1928, infatti nei primi giri di gara Jim Clark con la sua Lotus tampona la Ferrari 156 di “Taffy” sul rettilineo opposto al via con la vettura del tedesco che piomba sul pubblico uccidendo 12 spettatori più il pilota, gara e titolo vanno quindi al duo compagno di squadra Phil Hill in quello che rimane il giorno più nero della storia della F1.

A seguito di questi fatti si torna a correre sul solo stradale, con l’anello che viene utilizzato per altri tipi di gare, con l’edizione 1962 inizia un’opera di “colonizzazione” inglese che dura sino al ’65 con Graham Hill, Jim Clark, John Surtees e Jackie Stewart che si aggiudicano nell’ordine la gara al volante di BRM, Ferrari e Lotus.

Il 1966 torna a vedere un italiano su Ferrari trionfare in patria, autore di questo prestigioso exploit è Ludovico Scarfiotti che succede nell’impresa ben 14 anni dopo Ascari.

In quest’occasione pagò la scommessa del Grande Vecchio che decise di anticipare di un mese il debutto del nuovo V12 a 3 valvole per cilindro apposta per tentare quell’impresa.

Nel 1967 porta con sé una nuova edizione che rimarrà nell’immaginario collettivo; il grande Jim Clark, già bicampione del mondo che con la sua Lotus 49 va in testa e si deve fermare ai box per una foratura perdendo un giro, al rientro in pista compie una rimonta mostruosa annullando il giro di svantaggio e superando tutti fino a riconquistare la vetta della gara…peccato che proprio all’ultima tornata il carburante della sua Lotus finisca e sia costretto a lasciare la vittoria alla Honda dell’ex ferrarista Surtees che batte in volata la Brabham di Hulme.

Il 1968 e ’69 vedono trionfare nell’ordine Hulme e Stewart con McLaren e Matra e il 1970 ci regala un’altra edizione controversa, con la tragedia delle prove in cui perde la vita il capoclassifica Jochen Rindt (poi campione postumo) in un’assurdo incidente alla Parabolica mischiata alla grande gioia della gara che vede imporsi lo svizzero Regazzoni su Ferrari 312B.

Un’altra edizione incredibile è quella del 1971 che vede l’inglese Peter Gethin su BRM imporsi in volata dopo aver passato in parabolica all’ultimo giro la March di Peterson, un finale al fotofinish per quello che rimane il Gran Premio più tirato della storia con i primi 5 piloti distaccati all’arrivo di un pugno di centesimi.

Quel 1971 però, vide la media sul giro alzarsi a livelli preoccupanti (ben 240 Km orari!) e gli organizzatori corsero ai ripari costruendo una chicane provvisoria sul rettilineo d’arrivo.

Nulla di particolarmente interessante da segnalare per i 3 anni successivi, di completo dominio Lotus che porta al successo Fittipaldi e Peterson (2 volte) con l’inossidabile modello 72.

Nuova festa Ferrari nel 1975 con Niki Lauda che qui conquista il suo primo titolo al volante della 312T lasciando al compagno Regazzoni la gioia della vittoria, mentre il 1976 si segnala per la miracolosa resurrezione dell’austriaco che solo 40 giorni prima veniva dato per spacciato a seguito di un drammatico incidente al Nurburgring, mentre la vittoria va alla March di “Pete the Swede” Ronnie Peterson .

Quello stesso anno vede nuove e importanti modifiche alla pista con la costruzione di 3 varianti permanenti alla Ascari, alla Roggia e sul traguardo, cona la lunghezza totale che passa a 5800m.

Nel 1977 nuovamente Lotus, ma questa volta con Andretti e la rivoluzionaria 78 a effetto suolo, stessa antifona pare essere nel 1978, con le vetture nero-oro che annientano la concorrenza e la gara monzese che serve solo a dare la conferma matematica del titolo ad Andretti…

Invece, come nel ’61 quella che doveva essere la festa del team di Colin Chapman si trasforma in tragedia, con Peterson che si ritrova coinvolto in un’ammucchiata in partenza dovuta ad uno starter troppo frettoloso e riporta serie fratture alle gambe.

Non sembra in pericolo di vita, ma durante la notte sorgono complicazioni e il funambolo svedese muore in ospedale per embolia, come se non bastasse Andretti viene penalizzato per partenza anticipata e la vittoria va alla Brabham-Alfa di Lauda.

Il ’79 è invece una trionfale parata Ferrari con Jody Scheckter che si aggiudica corsa e titolo scortato dal compagno-amico Gilles Villeneuve.

Il 1980 invece riserva una grossa sorpresa, il Gp d’Italia che viene disputato ad Imola, non lontano dalla “casa” della Ferrari, le rosse comunque non onorano l’impegno con una prestazione all’altezza e l’unica cosa per cui si fanno notare è l’esordio della 126Ck (prima turbo di Maranello) durante le prove e lo spettacolare incidente di Gilles nelle prime battute di gara, che finisce nelle mani di Nelson Piquet con la sua Brabham Ford.

Questo “sgarro” dell’80 sembra far arrabbiare Monza, che sembra vendicarsi del tradimento lasciando le rosse a secco di vittorie per ben 8 anni!

Prima la coppia Renault Prost e Arnoux, poi la Brabham BMW di Piquet, la coppia d’assi McLaren Tag Lauda/Prost indi di nuovo Piquet che bissa il successo per 2 anni di fila con la Williams Honda tengono la Ferrari e i suoi alfieri ben distante dal gradino più alto del podio.

Poi ecco il 1988, l’anno Zero di Maranello, col Drake che ci lascia pochi giorni prima dell’appuntamento casalingo a cui lui ha sempre tenuto tantissimo e una monoposto, la F1 87/88C che nulla può contro lo strapotere McLaren che fino a quel momento ha dominato tutte le gare della stagione con Senna e Prost.

Sulla carta non c’è speranza e la pista sembra dare conferma a ciò, ma quel che succede poi ha dell’incredibile…

Prost ha problemi col suo motore Honda-Turbo dopo le qualifiche, chiede ed ottiene un cambio della centralina, ma quest’intervento non risolve il problema…di tempo per cambiare il motore non ce n’è e Prost capisce che vedere la bandiera a scacchi sarà impossibile.

A questo punto il Professore decide di sfruttare la situazione per mettere pressione al compagno-rivale Senna che divideva con lui la prima fila e sempre con lui si giocava il titolo…setterà il turbo al massimo per costringere Ayrton a tenere un ritmo talmente elevato da fargli sforare la tabella dei consumi carburante (si era in piena Formula consumo) e costringerlo al ritiro.

Al verde Alain scatta meglio, Senna lo sopravanza dopo pochi giri ma questo non compromette il piano del francese, che costringe il brasiliano a ritmi elevatissimi facendogli abbondantemente sforare la fatidica tabella dei consumi.

Tutto sembra andare secondo le previsioni e sempre come da copione arriva il ritiro a circa metà gara col motore Ko, Ayrton ora si trova solo al comando ma si rende conto che per finire la corsa dovrà alzare il piede perché il carburante non è sufficiente, alza così il ritmo di 2/3 secondi al giro tentando di amministrare sino alla fine.

E’ a questo punto che al muretto Ferrari si rendono conto della situazione e ordinano a Berger ed Alboreto (che seguivano in coppia le 2 McLaren) di forzare il ritmo per tentare di prendere Senna.

Il primo ad attaccare è Alboreto, che di riflesso sveglia Berger che ormai correva di conserva puntando al podio, i 2 recuperano ma anche Ayrton ricomincia a girare sul suo passo.

Mancano 5 giri alla fine e l’azzardo Ferrari sembra rimanere tale perché Senna ristabilisce le distanze senza troppi problemi…ma il destino è in agguato.

La McLaren numero 12 ha da doppiare la Williams di Jean-Louis Schlesser (che in questa gara sostituisce Mansell fermato dalla varicella) Ayrton si getta al suo interno alla variante Good Year ma non fa bene i conti, i 2 si toccano e Senna è Ko con una sospensione piegata.

E’ l’apoteosi!a questo punto ha inizio una trionfale parata rossa con tutto l’autodromo che accompagna tra boati d’esultanza le Ferrari coi mitici numeri 27 e 28 verso una formidabile quanto insperata doppietta, pare proprio che qualcuno da lassù ci abbia messo lo zampino.

Purtroppo questa doppietta rappresenta una luce nel buio per i ferraristi che dall’anno dopo dovranno ricominciare a guardare le McLaren dall’alto al basso, nell’89 infatti Prost si rifà del ritiro dell’anno precedente vincendo e regalando la coppa a Cesare Fiorio (ds Ferrari) per far dispetto al Boss Ron Dennis “reo” di avergli preferito Senna che dal canto suo si porta a casa la corsa del 1990, una delle poche che mancavano al suo già ricchissimo carniere.

Si avanza di un anno, il 1991 che è interessante per alcuni meri dati statistici, la prima volta a punti dell’esordiente Schumacher e quella che si rivelerà essere la griglia di partenza con più campioni (presenti passati e futuri) nella storia della massima formula: Senna, Prost, Mansell, Piquet, Hakkinen e Schumacher tutti in un colpo solo per un totale di ben 20 campionati del mondo vinti…un record.

Per la cronaca sarà proprio uno di loro a tagliare vittorioso il traguardo, ossia Nigel Mansell con quella Williams Renault Fw14 che di fatto ammazzerà la stagione seguente.

Nel 1992 Senna si ripete al volante della sua McLaren Honda in quello che sarà l’ultimo anno di una partnership tra le più vittoriose di tutti i tempi.

Si arriva così al 1993 con il semi-esordiente Damon Hill che porta la sua Williams al trionfo davanti ad un incredibile ed arrembante Jean Alesi al volante della poco competitiva Ferrari F93A, Jean è in quegli anni bui l’unico vero faro di una squadra in piena crisi tecnica e l’affetto dei tifosi lo dimostra con un’invasione di pista pari a quella della mitica doppietta dell’88.

E siamo nel 1994, l’hannus horribilis della F1 moderna, Senna e Ratzemberger ci hanno lasciato la pelle ad Imola mentre Letho, Lamy, Alesi, Wendlinger e Montermini si sono infortunati seriamente durante la stagione, la paura per le prestazioni-limite e per la sicurezza passiva di auto e circuiti dilaga e a farne le spese è proprio Monza che vede deturpata una delle sue curve più belle e selettive, la seconda di Lesmo infatti viene trasformata in una più tranquilla piega da terza/quarta marcia.

In quell’anno però la Ferrari è in ripresa con Berger che ha riportato la vittoria a Maranello dopo 4 anni in Germania, questo e un’innumerevole serie di podi da parte dei 2 ferraristi portano il tifo italico a sperare che questa sia la volta buona dopo 6 anni di contentini e brutte figure.

Al termine delle qualifiche i sospetti si rafforzano con Alesi che fa sua la pole e la domenica scatta in testa conducendo la gara come un indemoniato ma…anche stavolta il destino è in agguato.

Jean si ferma al suo primo pit-stop, tutto va perfettamente fino al momento di ripartire quando si rompe un semiasse, la 412T1B numero 27 è Ko e con lei i sogni di gloria di Alesi e del popolo monzese, la festa è rimandata al ’95 (si spera) e la vittoria va di nuovo ad Hill

Nel ’95 la storia si ripete, Schumacher e Hill si giocano il mondiale e la casa di Maranello fa da terzo incomodo, ma quel 10 settembre sembra nuovamente un giorno che si colorerà di rosso.

Hill e Schumacher si autoeliminano alla Roggia e le 2 412T2 di Alesi e Berger passano a condurre con un buon margine sulla Benetton di Johnny Herbert, questa sembra davvero la volta buona.

Ma pure stavolta la sfortuna interviene a rovinare la festa, fermando prima Berger che si ritira con una sospensione polverizzata dalla camera-car staccatasi dalla monoposto di Alesi (un’incidente assurdo mai capitato e mai più ripetuto nella storia della F1!) e poi lo stesso Alesi a cui va arrosto un cuscinetto ruota quando mancano solo 6 giri alla fine!

Herbert si ritrova così su un piatto d’argento la sua seconda vittoria in carriera mentre i tifosi se ne tornano a casa con l’ennesimo rospo da ingoiare.

Ci si convince ormai che Monza sia quasi maledetta, ma il 1996 arriva a smentire tutto con il nuovo acquisto di Maranello Michael Schumacher che trionfa davanti a un tripudio di bandiere rosse approfittando della debacle delle Williams di Hill e Villeneuve.

Il 1997 ci riserva una gara stranamente priva di sorpassi con la vittoria della Mclaren Mercedes di David Coulthard che ha la meglio ai box sulla Benetton dell’ex ferrarista Alesi.

Tutt’altro sapore ha l’anno seguente con Monza che diviene tappa cruciale del duello al vertice tra Ferrari e McLaren, la gara si disputa sull’asfalto viscido ed è un susseguirsi di colpi di scena con Coulthard che si ritira, Hakkinen che sbaglia e kaiser Schumi che vince agganciando il finnico in vetta al mondiale…che poi perderà a Suzuka all’ultima gara.

Nel ’99 assente Schumacher per il famoso crash di Silverstone, Hakkinen ha il match point per il titolo ma lo spreca uscendo alla variante Good Year e spalancando le porte della vittoria a Frentzen che vince sulla sua Jordan e si inserisce nella lotta iridata.

Entriamo così nel ventunesimo secolo con una novità, la variante Good Year è sostituita da una stretta piega a destra da prima marcia, più sicura ma senz’altro con meno fascino.

Per quanto riguarda la corsa Schumacher bissa il successo del ’98 in una gara segnata dalla paurosa carambola del primo giro alla Roggia che vede coinvolte le 2 Jordan di Frentzen e Trulli, Barrichello, Coulthard e De La Rosa.

E’ Frentzen con un attacco maldestro al compagno ad innescare tutto, una delle sue ruote vola oltre le recinzioni e colpisce in pieno uno dei leoni della CEA, Paolo Gislimberti uccidendolo sul colpo.

Edizione dolce-amara pure nel 2001 con il week end monzese che coicide con la settimana dell’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre, l’intero globo è a lutto e si corre in un’atmosfera surreale e polemica a causa anche di una diatriba tra i piloti che vorrebbero fare il primo giro al rallentatore per rispetto, ma l’accordo non si trova e ne esce una figura un po’ barbina per tutto il circus, alla fine vince Montoya al suo primo successo in F1 con la Williams BMW.

Siamo ormai nel pieno del “quinquennio rosso” con la Ferrari che dopo aver vinto i precedenti 2 campionati si appresta a fare lo stesso nel 2002 con le F2002 che tritano letteralmente la concorrenza e inaugurano il nuovo fantascientifico podio monzese (composto da una piattaforma sospesa sulla pit-lane che si affaccia sulla pista) con una facile vittoria del fedele scudiero Barrichello, stesso risultato pure nel 2003 dopo un bel duello dell’asso tedesco con Montoya e nel 2004 con le F2004 che si esibiscono in una prodigiosa rimonta sull’asfalto viscido dopo essere scivolate in fondo, ed è di nuovo Barrichello ad aggiudicarsi la corsa.

Si vola così nel 2005, la Ferrari stavolta ha esaurito il suo ciclo di vittorie e il campionato è una faccenda a 2 tra la McLaren Mercedes di Kimi Raikkonen e la Renault di Fernando Alonso, ma questa volta è il terzo incomodo a spuntarla, con Montoya (McLaren) che beffa entrambi.

Nuove polemiche nel 2006 quando il campione del mondo Alonso viene ingiustamente accusato di avere ostacolato Massa in qualifica e retrocesso in griglia, in gara si ritirerà col motore rotto e la vittoria andrà al suo antagonista Schumacher che vince per l’ultima volta sul circuito brianzolo e a fine gara annuncia il suo ritiro dalla F1…non prima di aver conteso il titolo fino alla fine ad Alonso.

Il 2007 invece vive ancora della sfida Mclaren/Ferrari, duello condito dalle violente polemiche sulla famosa spy-story, con Ron Dennis raggiunto addirittura da un avviso di garanzia della procura di Modena e dalla feroce rivalità interna al team di Woking tra il bi-campione Alonso e l’astro nascente Lewis Hamilton.

Questa volta sono le frecce d’argento a prendersi la rivincita dello smacco subito a Silverstone da parte dei rivali e si impongono nella “tana” ferrarista con una schiacciante doppietta che vede primo Alonso e secondo Hamilton che a pochi giri dalla fine infila un esterrefatto Raikkonen alla prima variante.

Ed eccoci al presente, con le McLaren che si confermano ancora in palla durante i test di agosto e le rosse che sembrano faticare, di mezzo c’è stato un Gran premio del Belgio farcito da mille polemiche per la clamorosa decisione di togliere la vittoria a Lewis Hamilton per una presunta infrazione in un sorpasso proprio a Raikkonen ed assegnarla a Massa…come potete ben vedere il clima è già rovente ancora prima che le monoposto scendano in pista, ne vedremo delle belle!

Buon Divertimento!

Mirko Gibbi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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Wtcc news:”Seat e Chevy in direzione 2009″

17 Luglio, 2008Tags:,

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Secondo alcune indiscrezioni di Sportautomoto, la Seat ha gi?? in mente di lanciare un nuovo modello per poter proseguire nel Wtcc anche dopo il 2008. Quindi andrebbe in pensione la gloriosa Leon, molte volte criticata per il suo enorme vantaggio con il motore Diesel che venne adottato la prima volta nell’appuntamento svedese di Anderstorp della scorsa stagione. Il modello che dovrebbe subentrare sarebbe la Exeo, che ha la particolarit?? di presentare solo motori a benzina, quindi in modo tale da poter evitare altre critiche e sospetti nei confronti della oramai anziana cugina Leon. Intanto non sembra finita qui la serie di indiscrezioni riguardanti il Wtcc, infatti anche la Chevy starebbe preparando una nuova vettura che prenderebbe il nome di Cruze. Modello pronto a subentrare alla Lacetti, che nei suoi anni di competizioni ha raccolto ben poco di quanto ci si aspettasse al suo esordio.

Stefano Chinappi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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American Gangester è arrivato in DVD!

25 Maggio, 2008Tags:, , , , , ,

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Copyright © 2008 by UNIVERSAL PICTURES. All Rights Reserved.

La stampa internazionale l’ha definito già un classico. Il pubblico ha risposto con 260 milioni di dollari al box office in tutto il mondo. Universal Pictures Italia presenta finalmente in DVD American Gangster un film di Ridley Scott interpretato dai premi Oscar Denzel Washington e Russel Crowe in una speciale extended edition, con 18 minuti di scene inedite rispetto alla versione cinematografica.


American Gangster è disponibile nelle tre versioni:
• DVD singolo extended edition con commento al film del regista e dello sceneggiatore Steven Zaillan
• Edizione 2 dischi con packaging speciale steelbook metallico: DVD singolo extended edition e nel secondo disco 2 ore di contenuti speciali
• Boxset – 2 DVD, 2 capolavori del crimine: American Gangster e Scarface.

Sinossi:
Dopo la morte del Boss Brumpy Johnson, il suo apprendista Frank Lucas (Denzel Washington), afferra l’opportunità di costruire il suo impero personale. In breve tempo governa il narcotraffico di New York, inondando le strade di un prodotto più puro ad un prezzo migliore: la blue magic. Richie Roberts (Russel Crowe) è un polizziotto scaltro e duro con lo stesso rigoroso codice etico di Lucas: sono due lupi solitari ai lati opposti della legge. I destini di questi due uomini si intrecceranno in un incontro-scontro che non solo cambierà le loro vite ma altererà il destino di un’intera generazione nella città di New York.

Approfondimenti:
La storia dello spacciatore di eroina/uomo di famiglia/distributore di morte/leader civico Frank Lucas viene raccontata per la prima volta in un articolo del giornalista Mark Jacobson apparso sul New York Magazine sette anni fa. Nel 2000, il produttore esecutivo Nicholas Pileggi - co sceneggiatore di Quei bravi ragazzi e Casino insieme a Martin Scorsese - ha presentato Jacobson a Lucas, dando inizio ad un viaggio in cui Lucas ha raccontato al giornalista la sua oltraggiosa ascesa e la sua successiva caduta. Dall’aver assistito all’omicidio del cugino ad opera del KKK a La Grange, nel North Carolina, al guadagno di cifre da capogiro con lo spaccio della droga fino alla condanna all’ergastolo, la vera storia di Lucas lascia senza fiato. Affascinato dall’articolo di Jacobson, il produttore premio Oscar Brian Grazer ha opzionato il progetto e si è incontrato con Pileggi e Lucas per discuterne la realizzazione. Grazer ha pensato alla storia di Lucas come ad una metafora dell’avidità del capitalismo borghese ed ha ammesso di non averne mai sentito prima una simile. Lo sceneggiatore vincitore dell’Oscar Zaillian ha trascorso un mese insieme a Lucas ed al suo avvocato accusatore Richie Roberts per dare forma al loro improbabile racconto che si dipana per oltre una decade. Zaillian è rimasto affascinato dalla improbabile relazione che si stabilisce tra questo imprenditore malavitoso multimilionario e un complicato poliziotto trasformatosi in persecutore. Ed era certo di poterne trarre una parabola edificante che non solo raccontasse l’ascesa e la caduta di Lucas ma anche il destino sovrapposto al suo del suo principale inseguitore e sua nemesi. Per prepararsi al ruolo, Washington spiega di essere “stato in una stanza con Frank, di aver acceso il registratore e di aver parlato con lui. Non ho necessariamente tentato di imitarlo, ma Frank è un vero incantatore; è quella la chiave del suo personaggio”. Crowe, invece, dice del suo personaggio (il polizziotto Richie Roberts): “Lui è una contraddizione vivente. Niente nella sua storia ha elementi tradizionali—e non è uno che si può facilmente catalogare”.

Genere: Thriller

Cast: I vincitori del premio Oscar RUSSELL CROWE (Il Gladiatore, Insider - Dietro la verità), DENZEL WASHINGTON (Training Day, Inside Man, Hurricane - Il grido dell’innocenza) e CUBA GOODING, JR. (Pearl Harbor) e ancora RUBY DEE (Un grappolo di sole), CHIWETEL EJIOFOR (I figli dell’uomo) JOSH BROLIN (Non è un paese per vecchi), TED LEVINE (Memorie di una geisha).

Durata: 150 min. circa

Anno: 2007

Nazionalità: USA

Regia: RIDLEY SCOTT (Il Gladiatore, Black Hawk Down)

SPECIFICHE TECNICHE DEL DVD

Contenuti Audio: Italiano, Inglese, 5.1 Surround

Sottotitoli: Inglese, Italiano, Croato, Sloveno, Ebraico.

CONTENUTI SPECIALI EDIZIONE 2 DISCHI:

• Commento al film del regista Ridley Scott e dello sceneggiatore Steven Zaillan (contenuto anche nel DVD singolo)
• La caduta dell’impero: realizzare American Gangster
• Archivio
• Scene eliminate
Per ulteriori informazioni e visualizzazione del DVD visitate il sito ufficiale della Universal Pictures al seguente indirizzo: www.homevideo.universalpictures.it


(Fonte: eCinema Blog)

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Il debutto della McLaren

18 Maggio, 2008Tags:,

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Il 22 maggio 1966 la McLaren fece il suo debutto al 24° Gran Premio di Monaco. Bruce fondò il “Bruce McLaren Motor Racing” nel 1963 quando era ancora uno dei piloti ufficiali della Cooper, ma ormai aveva deciso di mettersi in proprio e costruire delle vetture che portassero il suo nome come aveva fatto Jack Brabham. Inizialmente Bruce corse con delle Cooper T70 spinte dal motore Climax nella Formula Tasman.
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(Fonte: eRace Motor Blog)

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