MANTENERE LA DISPOSIZIONE DELLE ICONE IN WINDOWS VISTA
11 novembre, 2008Tags:hkey current user, microsoft, microsoft software, microsoft windows registry, software, software microsoft, Windows, windows microsoft, windows registry editor, windows shell
[-HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\ShellNoRoam\BagMRU][-HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\ShellNoRoam\Bags][-HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\Shell\BagMRU][-HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\Shell\Bags]
[-HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\Local Settings\Software\Microsoft\Windows\Shell\BagMRU][-HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\Local Settings\Software\Microsoft\Windows\Shell\Bags]
[HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\Local Settings\Software\Microsoft\Windows\Shell]”BagMRU Size”=dword:00004e20
[HKEY_CURRENT_USER\Software\Classes\Local Settings\Software\Microsoft\Windows\Shell\Bags\AllFolders\Shell]”FolderType”=”NotSpecified”
(Fonte: GIANCARLO BLOG)
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(Fonte: Web Burning Blog)
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Windows 7, ecco come è l’erede di Vista
11 novembre, 2008Tags:chief software architect, developer conference, inter, internet, microsoft, ray ozzie, software, steve ballmer, Windows
Dopo aver tenuto a battesimo Windows Azure e lanciato l’offensiva nel cloud computing, il Chief Software Architect di Microsoft Ray Ozzie è tornato sul palco della Developer Conference per parlare di Windows 7 e della nuova versione Office. L’attesa era tanta e l’erede di Bill Gates sulla poltrona di architetto in quel di Redmond è subito venuto al dunque: viviamo in un’era in cui il personal computing è qualcosa di più del classico pc, è telefonia e Web. Internet, ha detto Ozzie, è divenuto il punto di incontro di tutti e ciò a cui stiamo lavorando è qualcosa che vuole migliorare l’accesso, da computer o da telefonino, al Web. E l’oggetto di questo lavoro è naturalmente Windows 7. Il sipario quindi idealmente si alza sull’erede di Windows Vista e iniziano le prime demo del sistema operativo di settima generazione, quello che Steve Ballmer, il Ceo di Microsoft, ha definito solo due giorni come “meglio di Windows Vista”.
Agli sviluppatori gli executive hanno iniziato a mostrare le migliorie di Seven partendo dalla task bar, la barra dei comandi, rinnovata anche nella dimensioni delle icone, più grandi rispetto a quelle del precedente Os. Microsoft non ha giocato la carta dell’annuncio “boom”, dell’innovazione a tutti i costi anche perché il kernel di Seven (bene ricordarlo anche ai meno esperti in materia) è lo stesso di Vista: il che significa che la tecnologia alla base del sistema operativo non cambia, ma cambiano molti dettagli funzionali. Windows 7 non è quindi un sistema operativo rivoluzionario ma si annuncia dotato di tutti gli avanzamenti via via sviluppati per correggere i difetti di Vista, confermando da subito la compatibilità con le applicazioni nate per l’attuale piattaforma. Prerogative del nuovo software sono quindi i tempi di avvio, sensibilmente più ridotti a quelli di Vista, la presenza di tool di servizio come quello dedicato alla gestione delle batterie (Seven è a maggiore efficienza en energetica del suo predecessore) e la tanto annunciata interfaccia touch. Su un computer dotato di schermo a tecnologia touchscreen Windows 7 permetterà agli utenti di operare su documenti, immagini o pagine Web con il semplice tocco delle dita. La nuova era di Windows è iniziata e c’è chi dice che Seven potrebbe arrivare sul mercato in anticipo rispetto alle previsioni, nella seconda metà del 2009.
Gianni Rusconi

(Fonte: Computermente)
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Internet intasato da botnet di sistemi infetti che emettono decine di miliardi di spam al giorno
11 novembre, 2008Tags:e mail, hedge fund, inter, internet, posta indesiderata, REM, software, symantec
Come negli ultimi tempi il mondo della finanza si è rivelato fragile di fronte agli attacchi di finanzieri e hedge fund capaci di muovere cifre colossali per speculare su azioni e materie prime, così il mondo Internet (oppure singoli siti) appaiono sempre più a rischio di collasso di fronte all’esercito di sistemi zombie che sono caduti in mano a malintenzionati per non essere stati adeguatamente protetti oppure in quanto dotati di protezioni inadeguate che sono violate a causa di bug, carenze di manutenzione oppure per intrusioni illecite.
A questo proposito, il rapporto mensile State Of Spam (Ottobre 2008) di Symantec afferma che circa l’ottanta percento delle e-mail che circolano oggi in rete è spam e la maggior parte di questo è causato da sistemi infetti (zombie) che operano all’insaputa dei proprietari.
Secondo i dati di Symantec, nel Luglio del 2007 è stato rilevato che quasi il 71% delle e-mail potevano essere considerate messaggi di spam, mentre solo pochi mesi dopo, cioè alla fine dell’anno scorso, è stato stimato che tre messaggi su quattro (il 75%) appartenessero alla categoria della posta indesiderata.
Nel 2008 le cose non sono però andate molto meglio.
Salvo un leggero calo del fenomeno tra Gennaio e Febbraio 2008 dovuto ad alcuni arresti d’esponenti legati ad organizzazioni criminali che operavano online, la tendenza ha ripreso a crescere a ritmi incessanti, assestandosi nell’ultima rilevazione più o meno attorno all’80%.
Gli Stati Uniti (che è il paese in cui la lotta allo spam si è fatta più serrata ed efficiente in questi ultimi anni) sono però anche la nazione dalla quale provengono la maggior parte delle e-mail indesiderate. Si calcola che il 29% della posta spazzatura abbia origine proprio dal Nord America.
Seguono, di molto distaccate, Turchia (8%), Russia (7%), Sud Corea, India e Cina, quest’ultime rispettivamente con il 4%.
In Europa, i casi che preoccupano sono quelli del Regno Unito e della Germania, dai quali si calcola provenga rispettivamente il tre ed il due percento di tutto lo spam mondiale.
La maggior parte dello spam è prodotto, come noto, da botnet di sistemi infetti (detti zombie) che possono essere pilotati a distanza dai cybercriminali e che in 24 ore sono capaci di diffondere in rete decine di miliardi di e-mail spazzatura.
Il 12% dei sistemi zombie identificati da Symantec risiede in Turchia, il 9% in Brasile, l’8% in Russia ed il 6% in Cina, India e Stati Uniti. Il 20% in media della posta indesiderata riguarda spam finanziario, il 18% è volto a promuovere prodotti d’interesse generale, il 17% medicinali chimici o cure alternative, mentre il 24% è orientato alla vendita di gadget o apparecchiature legate con il mondo informatico o Internet in generale.
Contrariamente a quanto si possa pensare, solo il 2% delle e-mail spazzatura presenta contenuti a sfondo pornografico, mentre ben l’8 % è finalizzato a scopo di frode o truffa con accorgimenti sempre più ingegnosi.
Relativamente a quest’ultimo dato gli esperti hanno, infatti, evidenziato un incremento dei messaggi di posta elettronica contenenti URL o collegamenti diretti a software malevolo, ma anche una crescita dei messaggi che contengono già in allegato almeno un malware.
Le forme più comunemente riscontrate dai ricercatori sono i trojan, gli infostealer ed i password stealer, vere e proprie applicazioni di software progettato per insidiarsi all’interno del PC, sottrarre informazioni o password ad insaputa dell’utente.
Nelle aziende è assolutamente importante che ogni IT Manager provveda periodicamente a sensibilizzare gli utenti su questi ultimi aspetti mettendoli in guardia contro i tentativi sempre più fantasiosi con cui si cerca di carpire le password di conti bancari, i dati delle carte di credito ed altre informazioni che possono contribuire ad estorsioni di denaro.

(Fonte: Computermente)
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Tags: Internet, Cinema, Musica, Ambiente, Tv
IpTv 2.0: Alice non è più sola nel paese delle meraviglie a banda larga
Gettate alle ortiche l’Ip-Tv e fate largo a una televisione integrata al personal computer ma connessa ad Internet. In poche parole, date il benvenuto all’Ip-Tv 2.0 che entra nel soggiorno di casa (soprattutto) delle famiglie italiche più giovani, con l’intento di farvi uscire tutti pazzi per la tv. Se n’è parlato ieri all’Università La Sapienza di Roma.
Della convergenza Pc-tv attraverso Ip-Tv e Media Center, del ruolo ricoperto da standard aperti e software libero per massimizzare la libertà degli utenti e favorire la piena maturazione della potenziale domanda di banda e servizi remoti.
A metter voce al microfono sono stati in molti, al Centro Congressi di via Salaria. A Rufo Guerreschi (Telematics Freedom Foundation e Parco Telematico dell’Audiovisivo) è toccato il compito di rompere il ghiaccio e parlare del “ruolo di software libero e standard aperti per portare la scelta della web tv nel salotto degli italiani”. Ovvero: di come passare dal produttore al consumatore interrompendo la “filiera” attraverso “la scatola che si preferisce”. Una scorciatoia a portata di telecomando per gli amanti del fai-da-te alle prese con i programmi preferiti all’ora che si desidera. La community in Italia ne conta solo 400 mila (che vale la medaglia di bronzo, dopo Francia e Spagna, nella hit europea dedicata all’Ip-Tv), contro un potenziale di 20 milioni di famiglie.
E chi vocifera la tv andrà in pensione avrà di che rimanere a bocca asciutta. “A patto si dia più potere all’utente, il piccolo schermo cambierà perché aumenterà nel numero di attori in campo, ma solo per giocare tutti la stessa partita verso la liberalizzazione del settore”, sottolinea Robert Castrucci dell’ISIMM (Istituto Media Economia Società Istituzioni ISIMM). Il motivo? “Alice Tv, non è più sola nel paese delle meraviglie a banda larga.
Fastweb Tv, che per prima al mondo ha gettato il sassolino del video on demand, è inchiodata da 5 anni ai 200mila abbonati. Eppure – continua Castrucci – (qualcosa) si muove anche per Tiscali Tv.
Ma il futuro è l’Ip-Tv 2.0 ovvero la Next Tv che, invece di andare sul computer, va in televisione”. E giù a riflettere: messa la pluralità di emittenti a disposizione su un piatto della bilancia, non c’è il rischio si passi dalle web tv d’azienda a quelle di un condominio, di un quartiere o di una parrocchia?
Aprendo il fronte di “un’altra tv” relativamente economica rispetto alla “tradizionale”, non accadrà quello che era accaduto negli anni Settanta con il fenomeno delle “radio libere”? “Che male c’è: ciascuno può dire la sua. Ma il punto è: chi ti ascolta? Anche quando domani avremmo 100mila emittenti, a che pro? – conclude Castrucci – Sarà come sempre la pigrizia anche nell’uso del telecomando a fare la differenza”.
(Fonte: Computermente)
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(Fonte: Web Burning Blog)
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Tags: Nel Mondo, Tempo Libero, Politica, Sport, Ambiente
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(Fonte: Lifehacker)
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(Fonte: Web Burning Blog)
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Tags: calcio, Cinema, Spettacolo, Politica, Nel Mondo
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(Fonte: Lifehacker)
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Technorati Tags: Backup, backup storage, bandwidth throttle, cheap option, Download, free online storage, free storage, Internet, internet connection, Mac, PDA, remote backup, Windows
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Tags: In Italia, Economia, Tempo Libero, Gossip, Internet
RENDERE PREDEFINITO "A CAPO AUTOMATICO" NEL NOTEPAD DI WINDOWS VISTA
(Fonte: GIANCARLO BLOG)
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DLL INUTILI PERCHE’ NON USATE ELIMINARE WINDOWS XP E WINDOWS VISTA
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Tags: Ambiente, In Italia, Spettacolo, Nel Mondo, Politica







