P2p, disoccupata batte le major non dovrà pagare la supermulta

7 Ottobre, 2008Tags:, , , ,

Tutto da rifare per le case discografiche: Jammie Thomas, era stata sanzionata di 222mila dollari per violazione copyright. Un giudice del Minnesota dà ragione alla donna “Bisogna dimostrare che lo scambio sia avvenuto”.

I DISCOGRAFICI americani hanno perso la causa più importante per la lotta al peer to peer e adesso per loro è tutto da rifare: Jammie Thomas, 30enne disoccupata che era stata condannata a pagare 222 mila dollari per violazione del copyright, non dovrà più farlo. L’ha deciso Michael Davis, giudice distrettuale del Minnesota, dov’è stato dibattuto il caso.

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: “Rendere disponibile” (”making available”) un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l’intenzione di reato non è perseguibile).

Tutto quanto significa che ora Riaa (l’Associazione discografici americani, che aveva denunciato la donna) avrà l’onere della prova: dovrà dimostrare che lo scambio di un file protetto da copyright è in effetti avvenuto. Non basta provare che l’utente l’ha condiviso su reti peer to peer.

Per Jammie Thomas è una notizia di quelle che ti cambiano la vita: la donna, che si mantiene grazie agli assegni sociali, non aveva certo i mezzi per pagare la super multa (pari a 9.250 dollari per ogni file condiviso). Ma è anche una notizia che cambia lo scenario del confronto tra detentori di copyright e utenti di peer to peer. La sentenza è storica perché la multa a Jammie Thomas era il solo caso di vittoria dei detentori di copyright in un processo del peer to peer.

La giurisprudenza, a riguardo, ricade così nell’incertezza. Riuscire a portare in tribunale la prova dello scambio può essere peraltro impresa molto difficile (se non impossibile). Prova dello scambio potrebbe essere memorizzata nel programma peer to peer utilizzato e ottenibile quindi con il sequestro del computer. Non tutti i programmi memorizzano questi dati, però, e comunque l’utente può fare in modo di cancellarli.

I dati possono essere anche nel log (nel registro) del server utilizzato per lo scambio. Ed essere quindi ottenuti tramite il sequestro del server, cosa non facile però se è posto all’estero. Non è detto inoltre che il log ci sia e sia valido ai fini del processo (potrebbe aver registrato il traffico degli utenti in modo anonimo). Ci sono inoltre programmi peer to peer che permettono di scambiare file senza server di mezzo (per esempio eMule su rete Kad).

“Non mi risulta che in Italia qualcuno sia stato mai condannato dopo un processo completo, per aver fatto peer to peer per scopi personali”, dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti della questione. Molti hanno pagato la multa perché hanno patteggiato (da 51 a 2.065 euro, secondo la normativa italiana). Altri hanno subito un decreto penale di condanna (come capitato a settembre due utenti della rete peer to peer Direct Connect), a cui hanno poi rinunciato a opporsi. In entrambi i casi, però, si tratta di decisioni precedenti a un effettivo processo dibattuto.

“Gli utenti hanno accettato di pagare perché affrontare un processo di questo tipo costa anche 20-30 mila euro tra spese legali e di consulenza. Molto più di quanto si rischi di multa se si patteggia”, aggiunge Monti.

Sarà anche per la difficoltà ad avere vittoria certa in un processo, che i detentori di copyright stanno provando diverse strade per la lotta al peer to peer. Per esempio, la via di far bloccare certi siti oppure di ottenere leggi che obblighino i provider a cancellare gli abbonamenti Internet degli utenti peer to peer. Anche queste sono però strade in salita: è stato appena sospeso il blocco a Pirate Bay; l’Europarlamento qualche giorno fa ha bocciato le politiche anti-peer to peer contenute nel pacchetto di riforma della normativa tlc e ispirate da alcune procedure ideate dal governo francese.


(Fonte: Computermente)



(Fonte: Web Burning Blog)

Tags: calcio, Sport, Politica, Tv, Tempo Libero

Windows Mobile 6.1

11 Aprile, 2008Tags:, , , , ,

Windows Mobile Team di Microsoft ha annunciato durante la conferenza CTIA Wireless 2008 di Las Vegas ,Windows Mobile 6.1, la nuova versione del suo popolare sistema operativo mobile.



Mel Sampat, Windows Mobile Program Manager, ha pubblicato l’annuncio ufficiale sul Windows Mobile Team Blog fornendo informazioni su dispositivi e provider che si aggiorneranno al nuovo Windows Mobile 6.1.

Windows Mobile 6.1 include una serie di nuove funzionalità e miglioramenti, tra cui una schermata principale ridisegnata, Task Manager integrato, threaded SMS client, miglioramenti al browser, supporto per Copia e Incolla per i dispositivi non-touch, integrazione con SCMDM 2008, migliore integrazione con Windows Live, Getting Started Wizard, setup Bluetooth più rapido, miglioramenti anche alle performance e alla durata delle batterie.

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(Fonte: Web Burning Blog)

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Windows Mobile 6.1

10 Aprile, 2008Tags:, , , , ,

Windows Mobile Team di Microsoft ha annunciato durante la conferenza CTIA Wireless 2008 di Las Vegas ,Windows Mobile 6.1, la nuova versione del suo popolare sistema operativo mobile.



Mel Sampat, Windows Mobile Program Manager, ha pubblicato l’annuncio ufficiale sul Windows Mobile Team Blog fornendo informazioni su dispositivi e provider che si aggiorneranno al nuovo Windows Mobile 6.1.

Windows Mobile 6.1 include una serie di nuove funzionalità e miglioramenti, tra cui una schermata principale ridisegnata, Task Manager integrato, threaded SMS client, miglioramenti al browser, supporto per Copia e Incolla per i dispositivi non-touch, integrazione con SCMDM 2008, migliore integrazione con Windows Live, Getting Started Wizard, setup Bluetooth più rapido, miglioramenti anche alle performance e alla durata delle batterie.

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(Fonte: Web Burning Blog)

Tags: Auto, Ambiente, Sport, Nel Mondo, In Italia

I migliori aeroporti Wifi. Fiumicino 27° e Malpensa non c’è

23 Marzo, 2008Tags:, , ,

Gli scali Usa dominano la classifica dei “30 best wired airport” al top Atlanta, poi Denver, Las Vegas, Hong Kong e Phoenix.Secondo un sondaggio il 25% dei passeggeri ha un pc con connessione wireless e per il 42% avere una rete efficiente vuol dire migliorare la qualità del viaggio.
Forbes ha stilato la classifica dei “30 best wired airport”, ovvero degli aeroporti che offrono la miglior copertura di rete senza fili. E le notizie per gli scali di casa nostra non sono affatto buone: Fiumicino si attesta in ventisettesima posizione. E Malpensa neanche compare.

Tre i fattori fondamentali presi in considerazione: l’ampiezza della copertura Wifi, l’eventuale presenza di costi a carico dell’utente (e dunque la convenienza del servizio) e il numero di provider a cui è possibile appoggiarsi. Importante anche il comfort: postazioni ad hoc e prese elettriche.

In testa alla classifica, tra i primi cinque, ci sono gli Usa, con ben quattro scali. Al top c’è Atlanta, che vanta il primato di essere lo scalo più trafficato al mondo, con quasi 85 milioni di passeggeri all’anno. La connessione è a pagamento, ma la copertura è ottima e permette di scegliere tra i 5 principali provider.

In seconda posizione c’è il Denver International Airport, poi il McCarran Airport di Las Vegas. Quarta posizione per Hong Kong, primo non americano, e quinta per Phoenix.

Un sondaggio della Sita di Ginevra, provider svizzero specializzato in servizi per il trasporto aereo, spiega che il 25 per cento dei passeggeri viaggia con un computer dotato di connessione wireless e per il 42 per cento di questi trovare una rete Wifi efficiente vuol dire migliorare la qualità generale del viaggio. Dunque, offrire una connessione wireless agli utenti diventa sempre più importante per le strutture aeroportuali. E Denver, non a caso, aveva reso disponibile una connessione senza fili a partire dal 2002. Inizialmente il servizio aveva un costo giornaliero di 7.95 dollari, ma dallo scorso novembre l’aeroporto ha deciso di farsi carico delle spese ed offrire ai suoi utenti una connessione gratuita. In cambio ai visitatori viene proposto uno spot pubblicitario da 30 secondi.

Nello scalo di Las Vegas la connessione gratuita è disponibile già dal 2004, ma attualmente il McCarran Airport, così come altri, sta aumentando la quantità di pubblicità.

Nel mondo anche altri aeroporti si sono adeguati, anche se dalla classifica appare evidente che migliori restano gli aeroporti americani. Al di là delle differenze legate a fattori come il comfort, i costi dei servizi sono notevoli: negli Usa un abbonamento giornaliero è di circa 8-10 dollari, mentre in Europa la connessione si paga al minuto e la tariffa giornaliera può arrivare a 20-30 euro.

Ovviamente gli aeroporti soffrono dei problemi comuni a tutte le reti pubbliche senza fili, in particolare l’uniformità del segnale. E c’è chi, come nel caso del South Korea’s Incheon International Airport, tenta di correre ai ripari offrendo numerose e confortevoli postazioni di lavoro.

Ma come al solito …
Ma per chi può permetterselo e vuole evitare tutti i problemi, può ricorrere ai club lounge della varie compagnie. La Delta, per esempio, con tariffe che vanno dai 250 ai 400 dollari annuali, garantisce un servizio di connessione super-veloce nelle 40 aree riservate ai suoi membri in varie zone del mondo.

Letto su la Repubblica.it


(Fonte: Computermente)

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(Fonte: Web Burning Blog)

Tags: Cinema, Politica, Ambiente, Nel Mondo, In Italia

Adsl e Filtri Peer to Peer

Ancora molte polemiche sulla scelta recente di alcuni provider di filtrare o addirittura bloccare del tutto, il traffico peer to peer.
A venire incontro a tutti gli utenti penalizzati dai proprio provider, in questi giorni è scesa in campo l’associazione dei consumatori Aduc, invitandoli a fare battaglia.

Adsl e Filtri Peer to Peer

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