Berlusconi: “Il governo difenderà i piccoli risparmiatori. Stop agli speculatori”
Gli italiani non perderanno i loro soldi e il governo si impegna a fare il possibile in questo senso. L’intenzione di Silvio Berlusconi è quella di evitare che alle notizie che arrivano non solo dagli Stati Uniti ma anche dalla Borsa di Milano (dove Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare hanno passato una mattinata sull’ottovolante) si assommi il panico dei risparmiatori che altro non farebbe che rendere ancora meno gestibile la crisi.
Insomma, «non bisogna farsi prendere dal panico» perché «in Italia non ci sono patemi, non c’è una preoccupazione eccessiva e non ci deve essere paura». Ma c’è anche dell’altro, perché - spiega il Cavaliere nelle sue conversazioni private - «sono stati gli speculatori a spingere al ribasso le nostre banche» proprio mentre la Bce immetteva sui mercati denaro liquido per 50 miliardi di euro e le altre Borse europee riprendevano quota.Così, appena arrivato a Napoli, Berlusconi va dritto al punto e si schiera con i piccoli risparmiatori: «Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi». Un messaggio forte, anche nel tentativo di fare quadrato quando l’onda lunga di Wall Street arriverà anche in Europa. Tanto che nel primo pomeriggio arriva una nota ufficiale del ministero dell’Economia. «Al fine di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale - si legge nel comunicato di via XX Settembre - il ministro dell’Economia, d’intesa con il governatore della Banca d’Italia si impegna ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e a difendere i risparmiatori secondo le indicazioni del presidente del Consiglio». Una presa di posizione, quella del governo e della Banca d’Italia, che secondo gli analisti - insieme alle rassicurazioni dell’ad Alessandro Profumo - ha contribuito alla ripresa in Borsa del titolo Unicredit. «Dopo il nostro intervento - fa notare il Cavaliere durante una conferenza stampa a Napoli - Unicredit è passata da -7 a +7%». D’altra parte, spiega ancora il premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».
E ancora: «Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%». Rassicurazioni a parte, però, che Berlusconi tema le ripercussioni della crisi internazionale non è affatto un mistero, tanto che in una delle anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa, Viaggio in un’Italia diversa, ammette che la situazione economica influirà con ogni probabilità «su certe riforme che con molta chiarezza abbiamo legato all’andamento del bilancio dello Stato». Tra queste, «l’imposizione fiscale sulla base del quoziente familiare». Al taglio delle tasse, invece, si potrà procedere solo dopo che il debito sarà portato al di sotto del 100% del Pil, cosa che avverrà nel 2011. Entro il 2013, quindi, la pressione fiscale sarà portata sotto il 40%. «Il traguardo che ci siamo fissati - spiega Berlusconi - è di scendere entro il 2011 dal 106 al 100% del rapporto tra debito e prodotto interno lordo. Da quel momento, ogni risparmio sul costo dello Stato si trasformerà in riduzione delle aliquote fiscali. Contiamo di portare la pressione fiscale sotto il 40 per cento a fine legislatura. Significa un 10 per cento in meno delle tasse attuali che pagano le imprese e le persone». Il piano casa, spiega invece il Cavaliere, non dovrà essere rivisto «perché non inciderà sui costi dello Stato». E dunque le prime case saranno pronte «con molto anticipo sulla fine della legislatura».
Fonte: Il Giornale
(Fonte: Immobiliare Blog)
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USA- Crisi mutui, sì a piano salvataggio
l Senato ha approvato il piano di salvataggio di Wall Street, in una versione emendata rispetto a quella bocciata lunedì dalla Camera. Al voto, dopo aver sospeso la campagna elettorale per qualche ora, hanno partecipato anche i candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain. Per il via libera definitivo, il piano dovrà essere votato di nuovo dalla Camera. I deputati sono stati convocati per venerdì.
04.17 - Appello di Bush alla Camera
Accorato appello del presidente americano George W. Bush alla Camera dopo il via libera del Senato al piano di salvataggio di Wall Street. “Ora serve il via libera anche della Camera - ha detto Bush -. Ne ha bisogno l’economia, il piano è essenziale alla sicurezza dei mercati”. Secondo il presidente Usa, con gli emendamenti approvati, repubblicani e democratici non dovrebbero avere riserve a votare per il sì.
03.24 - Stretta di mano tra Obama e McCain
Al termine del voto di Capitol Hill sulla legge di salvataggio di Wall Street, il senatore dell’Illinois Barack Obama ha attraversato l’aula del Congresso per stringere la mano al collega e rivale repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, John McCain. Il candidato repubblicano ha reagito con uno sguardo di gelo e, girando la testa, ha risposto brevemente alla stretta.
03.20 - Senato Usa approva piano di salvataggio
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato l’emendamento che ha introdotto le modifiche bipartisan concordate al piano di salvataggio anti crisi economica da 700 miliardi di dollari. Si tratta di un passaggio preliminare decisivo per ottenere il via libera al piano nel complesso, bocciato lunedi’ dalla Camera dei Rappresentanti. I principali cambiamenti apportati riguardano un pacchetto di tagli alle tasse per la classe media e per le imprese oltre a un aumento da 100.000 a 250.000 dei depositi sui conti correnti assicurati dalla Fdic, l’organismo federale di assicurazione dei depositi bancari.
Fonte:Tgcom
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Superattico venduto a Roma per 11,5 mln
2 Ottobre, 2008Tags:classifica, milan, Mutu, REM, Roma
Un superattico di 400 mq in zona Parioli, con piscina riscaldata su una terrazza panoramica e scale in stile Impero laminate in oro. E’ la casa dei sogni che batte un primato: la più costosa venduta nel 2008 per 11,5 milioni di euro.
La dimora sta in testa alla classifica delle residenze di lusso nella Capitale e a Milano, redatta da Tirelli & Partners. Un mercato in salute, in controtendenza rispetto a quello del mattone “ordinario”.Mentre il prezzo del tipico trilocale ha iniziato ad arrestarsi e addirittura a calare in modo quasi inversamente proporzionale alla crescita del mutuo delle tante famiglie che se lo sono accollato, il costo delle abitazioni principesche continua a salire. A Roma del 6,2% e a Milano del 6,4%. Per vendere il superattico in via Sassoferrato Monte Parioli, quindi, pare che non sia stato impiegato neppure troppo tempo.
Poi, se per i comuni mortali la trattativa è lunga per cercare di rosicchiare anche qualche miglialia di euro utili a pagare il notaio o qualche utenza, per le abitazioni di lusso i tempi di vendita si accorciano e diminuiscono anche gli sconti sulle trattative.
Quanto a Milano, nella centralissima zona del Duomo, le valutazioni crescono addirittura di piu’ sul prezzo medio massimo (che si attesta a quota 11.717 euro/mq con +7,1% semestrale). Mentre, nei quartieri piu’ esclusivi della Capitale (Aventino-Gianicolo, Prati,Centro) le quotazioni minime sono piu’ elevate rispetto a quelli registrati a Brera o nel Quadrialatero della moda milanese: 9.833 euro/mq contro 8.150.
Milano, quadrilatero della moda 24mila euro/mq
Il record di prezzo spetta tuttavia al quartiere delle boutique di Milano. Lì gli immobili arrivano a toccare i 24 mila euro per metro quadrato. L’affare immobiliare più remunerativo nel 2008 a Milano è stato tuttavia concluso in zona Magenta, dove un superattico da 690 mq è stato pagato 8,2 milioni di euro. E persino completamente da ristrutturare.
Fonte:Tgcom
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Biennale Architettura, storia della casa in Padiglione Italia
Passato, presente e futuro dell’edilizia abitativa sfilano nel Padiglione Italiano dell’11/a Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
”In sintonia con la linea della Mostra, in cui si invita l’architetto a spostare il punto di vista dall’edificio a tutto cio’ che viene prima di questo - spiega il presidente della Biennale, Paolo Baratta - il Padiglione Italiano costituisce un contributo importante affinche’ l’Italia possa affrontare il problema dell’abitare senza ripetere gli errori di prospettiva sviluppati nel passato”. Videoclip, mappe, progetti e installazioni raccontano una storia che va dagli alloggi popolari degli anni ‘30 al ”piano casa” degli anni ‘80, dal boom edilizio al trading immobiliare fino alla ”casa possibile” del futuro.
”Colpisce nel Padiglione - sottolinea Baratta - la carrellata di immagini sul modo con il quale sono stati affrontati i problemi della casa, si mostra la costruzione di Scampia, fotografata in tutta la sua astrazione di edificio, quando il film ”Gomorra” ci ha dato la verita’ su come non risolve affatto il problema dell’abitare, che e’ problema di visioni, sperimentazioni, ritorno allo spazio in cui viviamo”. La mostra si articola in due sale delle Tese dell’Arsenale:un muro di immagini di 350 metri quadri mostra la casa collettiva nell’Italia del 20/o secolo; un videoclip di Maki Gherzi fornisce i dati del nuovo problema della casa, compresi quelli del debito delle famiglie italiane, che ammonta a 300 miliardi di euro di cui 250, oltre l’83%, per i mutui.
Nella sezione ”passato”, con un lavoro di curatori coordinati da Maristella Casciato, vengono affrontati i temi dei quartieri, dei grandi edifici, lo spazio pubblico, i servizi collettivi, la casa ideale, la sfera domestica. I progetti per il futuro occupano, invece, il centro del Padiglione: si tratta di 12 lavori che propongono il recupero di quartieri di edilizia sociale, la riconversione residenziale di aree produttive, idee di nuovi habitat e di case sostenibili e di quelle per gli insediamenti di specifiche comunita’ immigrate in Italia.
Fonte: Demanio.re
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Crisi mercati: perdite e svalutazioni banche Ue per 170 mld di dollari
Complessivamente le banche europee hanno registrato perdite o svalutazioni di asset per circa 170 miliardi di dollari a fronte di un ‘buco’ totale globale di oltre 500 miliardi di dollari. Nell’eurozona la perdita ammonta a oltre cento miliardi di euro.
Il calcolo appare nel rapporto previsionale intermedio della Commissione europea reso noto oggi. Secondo la Commissione Ue, tuttavia, nell’eurozona e nella Ue, prese nel loro insieme, non c’e’ un “credit crunch”. “L’impatto della restrizione degli standard di prestito e’ stata molto graduale”, e’ scritto nel rapporto di previsione intermedia. Nel rapporto comunitario si segnala come i prestiti bancari al settore privato nell’Eurozona stiano rallentando, dal 10,7% annuo in aprile al 9,4% in luglio. Il rallentamento dei prestiti alle famiglie, che e’ cominciato prima dell’inizio della turbolenza finanziaria l’anno scorso, “e’ stato il fattore piu’ importante di questa decelerazione”. La caduta dei prezzi delle case e la domanda ridotta degli investitori per titoli garantiti da collaterali hanno condotto le banche a ridurre le loro esposizioni nel mercato dei mutui.
Fonte: Radiocor - Demanio.re
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Nel Regno Unito aiuti alle famiglie per 2 mld di sterline
Una manovra da un miliardo di sterline per offrire una boccata di ossigeno alle famiglie strette dalla morsa del carovita e per incoraggiare il mercato immobiliare: il governo britannico ha illustrato oggi il pacchetto di misure preannunciato dal primo ministro Gordon Brown nelle settimane scorse.
Provvedimento che nelle intenzioni del premier vuole essere anche un’iniezione di fiducia per gli elettori e una cartina di tornasole per la sua leadership, minacciata dai fuochi incrociati e dai mal di pancia del partito laburista.I punti chiave della manovra prevedono l’esenzione del pagamento della “stamp duty”, un’imposta sull’acquisto di case con prezzo inferiore alle 175mila sterline, provvedimento che riguarderà circa metà di tutte le transazioni immobiliari. Brown ha inoltre annunciato aiuti a favore delle famiglie a basso reddito che si trovano in difficoltà nel pagamento di mutui: vi avranno accesso i nuclei familiari con redditi inferiori alle 60.000 sterline annue, circa 73.000 euro.
Un nuovo sistema di “salvataggio” dei mutui permetterà ai proprietari di vendere le loro case - estinguendo così le rate - ad un ente o un’associazione a cui dovrebbero poi versare un canone d’affitto vantaggioso. Prevista anche la “shared ownership” (proprietà condivisa)- per cui autorità e associazioni potranno comprare una partecipazione della proprietà - e la “shared equity” (quota condivisa)- in base alla quale tali enti potranno erogare un finanziamento per ridurre il pagamento delle rate. Per gli acquisti delle prime case, i cittadini con un reddito annuale inferiore alle 60mila sterline annue potranno accedere allo schema “HomeBuy Direct” che eroga finanziamenti fino al 30 per cento del valore di un immobile.
Si tratta di provvedimenti sostanziosi mirati ad arginare gli effetti del credit crunch e del crollo del mercato immobiliare da mesi in fortissima correzione al ribasso. Ma la manovra rappresenta anche l’occasione per mettere a tacere le voci sempre più insistenti di un rimpasto autunnale, dopo le dichiarazioni del cancelliere allo scacchiere Alistair Darling - secondo cui il Paese è alle prese con la peggior crisi in 60 anni- che avevano creato subbuglio tra gli uffici di Downing Street, innescando il toto-rimpasto.
Brown ha affidato ad un volto giovane del suo esecutivo il compito di gettare acqua sul fuoco: all’emittente Itv oggi il ministro per l’istruzione Ed Balls ha dichiarato: “Non mi risulta ci sia alcun piano per un cambio di poltrona alle finanze”. Poi a Channel 4 Balls ha arginato le presunte ambizioni del suo collega e coetaneo David Miliband, ministro degli Esteri, che in un articolo sul The Guardian un mese fa sembrava guardare con avidità al numero 10 di Downing Street: “Lo conosco da molti anni; è un uomo assennato, razionale, e coerente. Sono assolutamente certo che il suo obiettivo non era mirare alla leadership” scrive The Independent, citando l’intervento di Balls.
In uno scenario nefasto minacciato da dati economici impietosi, sondaggi che danno il governo ai minimi storici, in perenne affanno dietro ai Tories, e le presunte aspirazioni “golpiste” degli alleati, l’intervento varato dal governo viene considerato da molti come l’ultima chance del premier. Prossima tappa il congresso del partito, che si apre il 20 settembre. Un appuntamento che l’anno scorso sancì il trionfo di Brown nei primi mesi della sua leadership e che quest’anno rischia di segnare la sua debacle. (Apcom)
Fonte: Ilsole24ore
(Fonte: Immobiliare Blog)
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E’ tempo di ‘discount’ per il mattone italiano
Per il mattone e’ tempo di discount: complice un mercato immobiliare in decisa stagnazione, chi ha in programma l’acquisto di una casa nei prossimi mesi potra’ contare su un elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assistera’ a un crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno calare anche del 20%, a quota 650.000, i prezzi - secondo Nomisma - non scenderanno se non a livello inflazione, del 5%.
”Un mercato rallentato ma non crollato”, anche secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, per il quale pero’, i ribassi sono maggiori: ”Dopo che un appartamento e’ rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere deve ridimensionare la propria richiesta, anche del 10-15%”. La domanda e’ indebolita - aggiunge Breglia - e per le nuove costruzioni si assiste a un fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare l’acquisto: si offre il box auto ad esempio o il secondo bagno a prezzo stracciato. Piu’ limitato il margine indicato dal presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per l’usato. ”Ci potra’ essere una crescita nominale zero, una limatura all’ ingiu’ a livello d’inflazione, del 5% - dice Tamburini - a soffrire di piu’ saranno le prime e le seconde fasce delle grandi citta’: qui i costruttori, che si sono indebitati con le banche, pur di vendere concedono sconti. Il mercato dell’usato e’ invece in mano alle famiglie che non sono disposte a vendere perdendoci, quindi restano in attesa di tempi migliori”. Dopo i primi segnali di rallentamento apparsi gia’ lo scorso anno, il 2008 conferma quindi la frenata del mattone, al termine di un trend al rialzo durato oltre sette anni.
Stesso scenario ”di trincea per il mercato anche nel 2009”, secondo Nomisma. Chi invece non puo’ attendere, a fronte di compravendite che si allungano fino a 7-8 mesi nelle grandi citta’, soprattutto se e’ proprietario di un immobile di fascia media, e’ costretto a tagliare il prezzo di circa il 10%. La domanda reale e’ scesa del 20% rispetto al quarto trimestre del 2007, analizza ancora Scenari, e gli sconti servono a intercettare meglio la domanda. A soffrire di piu’ sul prezzo sono gli immobili della fascia media, il discount invece non dovrebbe riguardare la fascia alta e medio-alta, i cui prezzi sono fermi da oltre un anno. Stagnazione economica, tassi in rialzo: di fatto non vi sono ragioni perche’ la domanda immobiliare cresca, anche perche’ le famiglie devono fare i conti con bilanci sempre piu’ in sofferenza. Tuttavia gli esperti concordano sul fatto che non siamo di fronte a una crisi come quella del ‘93-’94, quando il crollo delle compravendite supero’ il 60%, o a segnali evidenti di crisi come in Spagna, dove i costruttori si sono molto indebitati con le banche, o in Francia. Sulla debolezza della domanda ”pesa il maggiore costo del denaro, acquista solo chi e’ costretto, e anche l’immobile come bene-rifugio ha perso parecchio di appeal”, dice Filippo Croce’, esperto di Tecnoborsa e gia’ presidente del Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari. Tuttavia, ”non c’e’ nessuna bolla immobiliare - dice Croce’ - in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa dei subprime” Diversamente da altri Paesi, in Italia resta a livelli fisiologici la percentuale di famiglie in difficolta’ con il mutuo e quindi costrette e vendere l’immobile, ma la propensione all’acquisto di un’abitazione nei prossimi dodici mesi e’ al minimo: 1,8%, i livelli piu’ bassi dell’ultimo ciclo immobiliare (erano al 7% all’inizio del 2000). Il ‘discount’ inoltre sembra avvantaggiare soprattutto il mercato delle grandi citta’, con un’inversione di tendenza. ”La concorrenza fa si’ che sul mercato metropolitano - osserva Breglia - la flessibilita’ del venditore sia maggiore rispetto ai piccoli centri, dove i livelli dei prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto quelli della citta’. Con l’ulteriore aggravio della corsa del prezzo della benzina e del carburante, diventa meno conveniente l’acquisto nell’ hinterland”. ”Nessuna bolla immobiliare” anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti. Alla indubbia fase di stasi l’Ance risponde puntando sul ‘piano casa’ annunciato dal governo, ”uno strumento importante per rispondere alla fase di crisi spingendo economia ed occupazione e per favorire le famiglie piu’ deboli nella domanda di casa”.
Fonte: Demaniore.com
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Guida on-line per le ristrutturazioni
27 Agosto, 2008Tags:agenzia delle entrate, agevolazioni, inter, Mutu
Il Decreto Bersani (D.L. 223/2006 convertito con L. 248/2006) aveva stabilito (l’art. 35, commi 28-34) che l’appaltatore rispondeva in solido con il subappaltatore. La Finanziaria 2008 ha prorogato fino a tutto il 2010 le agevolazioni fiscali previste per le spese sostenute per i lavori di ristrutturazione edilizia.
L’Agenzia delle Entrate ripropone così ai contribuenti, in versione aggiornata, un utile vademecum per usufruire al meglio di tutte le detrazioni. In particolare, la guida focalizza l’attenzione sugli aspetti fondamentali che regolano la concessione del beneficio (tipologie di interventi, immobili interessati, beneficiari, adempimenti richiesti).
Il pacchetto delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie, introdotte per la prima volta a partire dal 1° gennaio 1998, si compone di tre distinte misure: detrazione Irpef per i lavori di ristrutturazione, agevolazione Iva, detrazione Irpef per l’acquisto o l’assegnazione di case ristrutturate.
Un capitolo a parte è dedicato anche alla detrazione degli interessi passivi sui mutui ipotecari contratti per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.
La guida raccoglie inoltre in due utili prospetti (il primo sulle singole unità abitative, il secondo sulle parti condominiali) i principali interventi ammessi a fruire della detrazione Irpef del 36 per cento.
Fonte: Agenzia delle Entrate
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Indagine Tecnoborsa 2008
Oggi l’Italia si trova ad affrontare un nuovo ciclo immobiliare, dopo la crescita proliferante registrata dal 1998 al 2007. Come già rilevato da Tecnoborsa con la precedente Indagine 2007, è proprio a partire dalle sei grandi città italiane che sono giunti i primi segnali di crisi del mercato.
Infatti, andando ad analizzare le compravendite, è emerso che solo il 4,2% delle famiglie intervistate ha acquistato un immobile nel biennio 2006-2007, con un calo dello 0,5% rispetto all’Indagine 2006 e addirittura del 2,2% rispetto al 2004. Inoltre, si compra casa prevalentemente per necessità e ciò è dovuto sia ai costi elevati delle case, sia alla crescita dei tassi d’interesse. C’è da notare che, rispetto all’Indagine 2006, è salita di ben 34,3 punti la percentuale di chi ha tenuto conto del prezzo, motivazione che è passata dal secondo al primo posto. Molto probabilmente, proprio per questo motivo, la tipologia di abitazione più scelta è quella abitabile, che è passata dall’ultimo al primo posto. Quindi, le famiglie, pur di spendere meno sono disposte ad accontentarsi di soluzioni meno soddisfacenti di una casa nuova o già ristrutturata. Questo risultato è confermato anche dal fatto che, seppure il 70% circa degli italiani continua ad essere molto o abbastanza soddisfatto del bene acquistato, tuttavia, non si può ignorare che esiste un 30% di scarsa o nulla soddisfazione, che non rappresenta certo una quota marginale, anche perché nel 2006 il livello di soddisfazione era al 90%.
Spostando l’analisi sul mercato dell’offerta, è emerso che l’1,6% delle famiglie intervistate ha venduto casa nel biennio 2006-2007, percentuale inferiore di 1,3 punti a quelle rilevate nelle due Indagini nazionali precedenti e più della metà di coloro che hanno venduto un’abitazione principale l’hanno fatto per acquistare un’altra abitazione principale. Invece, chi ha venduto una seconda casa vacanze lo ha fatto principalmente per bisogno di liquidità o per effettuare altri investimenti immobiliari; chi ha venduto una casa destinata a parenti prossimi l’ha fatto per bisogno di liquidità; infine, chi ha ceduto una casa che teneva per investimento lo ha fatto per acquistare un’abitazione principale o per smobilitare denaro.
Per quanto riguarda i mutui, complessivamente, sono saliti i mutui che coprono oltre il 60% del prezzo del bene e, al di sotto di questo valore, c’è stata una sensibile flessione: praticamente, crescono i mutui più alti e scendono i mutui più bassi. Il 58,3% di coloro che hanno acquistato una casa ha dichiarato di aver fatto ricorso ad un finanziamento o mutuo e tale percentuale sale addirittura al 72,5% se si considerano solo coloro che hanno acquistato l’abitazione principale.
Analizzando il mercato delle locazioni, il 4,8% delle famiglie intervistate da Tecnoborsa ha preso in affitto un’abitazione negli ultimi due anni, il che rappresenta un valore leggermente più elevato rispetto agli anni passati, mentre l’offerta è stata solo del 2,8%, valore inferiore a quello rilevato in passato.
Per quanto riguarda il 2008 e il 2009, Il 5% delle famiglie intervistate pensa di acquistare un immobile ma, confrontando l’Indagine attuale con le Indagini nazionali precedenti, si riscontra un calo nelle intenzioni di acquisto. Il calo nelle intenzioni di acquisto sembra dovuto principalmente - oltre al livello dei prezzi raggiunti dagli immobili - a due fattori: alle note difficoltà economiche delle famiglie italiane e all’aumento dei tassi di interesse.
Spostando l’analisi sul fronte dell’offerta è emerso che il 2,4% degli intervistati pensa di vendere almeno un immobile, risultato leggermente in crescita rispetto a quello riscontrato nel 2006 e lievemente in calo se confrontato con quello del 2004. Dalle motivazioni che spingono le famiglie a vendere un’abitazione nel prossimo futuro è emersa una situazione abbastanza allarmante. Infatti, al primo posto troviamo coloro che cedono un’abitazione per bisogno di liquidità, facendo registrare, rispetto all’Indagine del 2006, un incremento di ben 26,5 punti percentuali.
Fonte: Donnageometra
(Fonte: Immobiliare Blog)
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L’ostinazione della Banca centrale europea
Tutti i principali Istituti di ricerca internazionali escono ultimamente rivedendo al ribasso le loro previsioni di crescita dell’economia globale per il 2008, a pochi mesi dalle loro stime.
Il Fondo monetario internazionale ha ritoccato ad aprile le proprie previsioni sul 2008 fatte a gennaio, limandole addirittura di 5 decimi di punto: ad inizio anno, la stima di crescita dell’economia internazionale era fissata al +4,2%, ad aprile è scesa al +3,7% per l’anno in corso.

Guardando alla crescita delle economie avanzate, e alla misura con la quale nel giro di pochi mesi è stata tagliata la stima, ci sembra di poter dire che esiste davvero il rischio di ricadere in una profonda crisi economica. Al momento, l’FMI stima una crescita per gli Usa non superiore allo 0,5-0,6% per il biennio 2008-2009; crescita che tuttavia è ancora tutta da verificare e che, alla luce degli scenari che si stanno profilando, potrebbe subire ulteriori ritocchi all’ingiù nei prossimi mesi. Analogo discorso per l’Area Euro, dove l’Italia sarà il fanalino di coda con una crescita prevista dello 0,3-0,5% nei prossimi due anni.
Inoltre, è di qualche giorno fa la notizia che, sempre l’FMI prevede che l’emorragia è ancora in là da terminare, annunciando che, causa la deriva dei mutui subprime, le Istituzioni finanziarie internazionali potrebbero riportare ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, pari insomma ad una manovra finanziaria tra le più alte che il nostro Paese abbia mai fatto. In America si stanno vedendo gli effetti…
L’inflazione nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi nel 2008 al +2,8%, in crescita di 7 decimi di punto sul 2007, ma tuttavia sempre inferiore a quella statunitense.
Qual è il comportamento delle 2 Banche centrali in un quadro del genere? Mentre la Federal Reserve continua nel progressivo abbassamento dei tassi di interesse, al fine di ridare fiato all’economia americana ed evitare di mettere in ginocchio ulteriormente i consumatori più poveri che hanno contratto mutui subprime, la Bce invece si ostina a dichiarare di avere il timore di un’ulteriore infiammata sui prezzi nel medio termine. Infiammata che naturalmente è quasi tutta importata!
Insomma, mentre l’una abbassa drasticamente i tassi pur in presenza di un rischio inflazione ancora più marcato di quello europeo, la Banca di Francoforte, invece, adotta una politca rialzista, poiché la sua bussola è solo l’inflazione, rischiando così di dare il colpo finale ad un’economia in evidente fase di stanca e, in modo particolare ai consumi, viste le sempre più evidenti difficoltà di molti consumatori che in questi anni hanno contratto un mutuo a tasso variabile a saldare la propria rata. Si iniziano già ad avvertire i primi effetti negativi sull’immobiliare, sull’edilizia (vedi Spagna), sugli investimenti delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Ma sempre più voci sostengono che non intervenire su questo fronte è sbagliato. Lo stesso Fondo monetario internazionale sembra caldeggiare una virata nella politica montetaria della BCE, sottolineando proprio in questi ultimi giorni come la Banca centrale europea abbia ora spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell’outlook economico.
Il Prof. Jacques Attali ha dichiarato recentemente al Tg1 che “l’inflazione non ha niente a che vedere con un rialzo dei tassi di interesse: è condizionata dal prezzo di petrolio e cibo. Questa situazione può rallentare la crescita e potremo entrare in un periodo di stagflazione, molto dannoso per il mondo e l’Europa. Serve un grande sforzo di Governi e Banca degli Investimenti Europea per un grande progetto con nuove idee e programmi.”
A fronte di ciò mi domando: quando la BCE si accorgerà di usare la terapia sbagliata e aggravare la malattia? Quando si renderanno contro che il danno potrebbe essere doppio, portandoci verso il peggior male, la stagflazione?
L’ostinazione della Banca Centrale Europea
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Pubblicato il bollettino abi: tassi mai così alti dal 2002
Non emerge nulla di confortante dall’ultimo bollettino pubblicato dall’abi, l’associazione bancaria italiana, che prende il polso alla situazione dei mutui in italia. il primo allarme riguarda i tassi di interesse che a giugno hanno raggiunto in media il 5,85%, vale a dire il livello più alto dall’agosto 2002.
Logicamente, all’aumento dei tassi corrisponde una frenata delle richieste di finanziamento: nei primi cinque mesi del 2008 sono stati aperti mutui per un totale di 18,5 miliardi di euro, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso la cifra ammontava a 21 miliardi.
Questi dati segnano la fine della più lunga espansione del mercato immobiliare della storia della repubblica che tra il 2003 e il 2007 ha visto crescere l’erogato complessivo da 31 a 53 miliardi di euro. tutto questo va a incidere sulla serenità delle famiglie. secondo un’indagine dell’adoc oggi “due famiglie su tre sono alle prese con gravi problemi di indebitamento, in media per 24 mila euro.
Fonte: Avvenire
Pubblicato il bollettino abi: tassi mai così alti dal 2002
(Fonte: Immobiliare Blog)
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Mutui subprime, centinaia di arresti da parte dell’Fbi
2 Luglio, 2008Tags:Mutu
Trecento arresti circa, che hanno portato dietro le sbarre anche due ex gestori di hedge fund di Bear Stearns, con l’accusa di aver commesso reati di frode legati ai mutui. Ad annunciarlo è stata l’Fbi, precisando che dei 300 arresti, 50 sono stati effettuati soltanto negli ultimi giorni.
Motivo della maxi retata i ripetuti reati che si sarebbero tradotti, stando a quanto hanno reso noto le autorità Usa, in più di un miliardo di dollari di perdite per i cittadini americani, sia proprietari di case che clienti di società finanziarie.
(Fonte: Immobiliare Blog)
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