Speedcar News - Forse al via anche Nannini

16 Novembre, 2008Tags:, , , , ,

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Alessandro Nannini potrebbe prendere parte alla Speedcar 2008, questa l’intervista di Cristiano Chiavegato del quotidiano ” La Stampa “.

Alessandro Nannini lei è andato in Dubai a provare una vettura della serie Speedcar. Ma a 49 anni, ha ancora voglia di tornare in pista ?

Quella non si perde mai. Dopo un pò ti mancano il rombo del motore, l’odore della benzina, l’urlo delle gomme sull’ asfalto.

E come è stata l’esperienza ?

Ottima, mi è piaciuto. L’ambiente è gradevole. Ho trovato tanti amici, a partire da  Jean Alesi e Johnny Herbert. E credo di essere andato abbastanza forte. Sono un pò grasso, dovrò perdere 7-8 chili, ma potrebbe essere una buona occasione per dimagrire. Comunque nel test sono entrato dal finestrino.

E’ difficile guidare quelle macchine ?

Sono americane, simili a quelle della Nascar. Per il mio gusto sono un pò troppo morbide, ma non ho avuto il tempo di regolarle. Però hanno solo 4 marce e non ho troppe difficoltà con il mio braccio, fatico un pò con la seconda e la terza, si possono trovare dei rimedi. Alesi mi ha dato buoni consigli, lui ci gareggia dallo scorso anno. Capita sempre così, poi in corsa finisce a sportellate ….

Quindi è anche una questione di temperamento e di passione ?

C’è anche un altro aspetto:passa il tempo e vuoi capire bene se sei veramente rincoglionito del tutto.

In ogni caso anche dopo il terribile incidente in elicottero del 1990 lei aveva ripreso guidare, superando un periodo terribile di grandi sofferenze.

Sul piano fisico forse sì. Su quello psicologico allora non m’importava  delle corse, pensavo solo a riprendere l’ uso del braccio. Tuttavia, superati i momenti peggiori, non potevo di sicuro stare a casa a guardare la televisione. Neppure ora mi interessa vedere i Gp in video. Mi servono emozioni vere, dirette. Mi riattaccarono il braccio e dopo due stagioni ero al volante di un’ Alfa Romeo nel campionato italiano turismo. Poi rimasi per tre stagioni nel DTM tedesco, riportando anche alcune vittorie nell’ Internazionale. Ho fatto anche qualche corsa con una Mercedes. Mi sono pure divertito con qualche rally. Nel 2006 ero tornato, disputando il Tour di Spagna con Gianni Giudici nella categoria GT3 con una Ferrari 360.

A proposito di Ferrari: con le sue prestazioni con la Benetton, prima della caduta dall’elicottero, era stato sul punto di approdare a Maranello. Ma tutto saltò all’ultimo momento e non si è mai saputo per quale motivo…

E’ semplice. Arrivai alla Ferrari e mi proposero un contratto che non potevo accettare. Inoltre, penso per ragioni anche di mercato, volevano puntare su un francese. Non me la presi male, anche se Briatore aveva spifferato ai quattro venti che stavo andando a firmare a Maranello…

Come farà a conciliare il suo lavoro di imprenditore nel settore dolciarioe del caffè e gli impegni con la famiglia e anche con le gare ?

Questo è un problema. Ho due figli, un maschio e una femminae a marzo ci arriverà una seconda bambina.

Vuole mettere in piedi una tribù ?

Guardi, con mia moglie faccio l’ amore ogni due o tre mesi. E in quel momento non badiamo a spese…

Quindi è deciso a tornare.

La voglia c’è tutta e anche Gianni Giudici vorrebbe fare quel campionato. Dobbiamo valutare diverse cose. Alla Speedcar ci stanno anche cercando degli sponsor. Le gare da disputare sono sei, quattro a Dubai, una in Malesia e una in Bahrein, in concomitanza con la Formula 1. Si inizierà il 4 Dicembre con la conclusione prevista per il 24 Aprile. Mia figlia nascerà nel mese di Marzo. Speriamo di trovare la data giusta. Guiderei qualsiasi tipo di macchina , anche un triciclo…

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(Fonte: eRace Motor Blog)
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Tags: Sport, Economia, Nel Mondo, In Italia, Tv

F3 Masters Review - Macao, la terra promessa!

16 Novembre, 2008Tags:, , , ,

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Da sempre appuntamento per i piloti protagonisti delle serie europee, la gara master di Macao si prospetta quest’anno quanto mai agguerrito.

In tanti a pensare al prestigioso titolo come obbiettivo, dal giovane campione di F3 inglese Alguersuari (il più giovane che la F3 abbia mia visto), ad Hartley, Mortara, Bird, Lancaster, Maki, Bianchi, Van Dam, Coletti, Jakes.

E sono solo alcuni dei possibili pretendenti al titolo!

Dalle loro stesse dichiarazioni rilasciate in questi giorni ed alla vigilia della corsa si evince la consapevolezza della portata dell’obbiettivo ma anche la forza degli avversari con cui si avrà a che fare in pista.

Alguersuari fa i nomi di Van Dam (campione di F3 giapponese), Hartley (suo compagno di squadra durante il campionato passato), Mortara e consiglia di tenere d’occhio i rookies Maki e Bianchi che per la prima volta si affacciano alla prestigiosa gara ma che durante il campionato hanno dimostrato di saper farsi valere con prestazioni di eccellenza.

Proprio Maki ha rischiato di non poter partecipare alle qualifiche e forse alla gara, a causa di una intossicazione alimentare contratta nei giorni scorsi durante la trasferta asiatica; Bianchi dichiara di voler mettersi alla prova per eguagliare la vittoria del nonno (1966, vittoria su Renault Alpine T66 per Mauro Bianchi) mentre Mortara, forte di un secondo posto in campionato F3 europeo, si conferma ai vertici in tutte le sessioni di prove e qualifiche.

Schieramento di partenza e risultati delle sessioni vedono, oltre al pilota italiano, anche Van Dam (che conquista la pole), Bird, Streit, Merhi, Alguersuari, Hartley, Van der Zande e Turvey. Buone posizioni per i rookies nordici Maki ed Ericsson. Indietro Mustonen, ma la gara è lunga e insidiosa!

Così alla partenza:

 1. Carlo van Dam          TOM’S         D/T     2:11.846
 2. Sam Bird               Manor         D/M     2:11.988  +0.142
 3. Keisuke Kunimoto       TOM’S         D/T     2:12.039  +0.193
 4. Edoardo Mortara        Signature     D/V     2:12.044  +0.198
 5. Roberto Streit         Double R      D/M     2:12.061  +0.215
 6. Roberto Merhi          Hitech        D/M     2:12.369  +0.523
 7. Renger van der Zande   Prema         D/M     2:12.402  +0.556
 8. Oliver Turvey          Carlin        D/M     2:12.404  +0.558
 9. Jaime Alguersuari      Carlin        D/M     2:12.412  +0.566
10. James Jakes            ART           D/M     2:12.423  +0.577
11. Brendon Hartley        Carlin        D/M     2:12.573  +0.727
12. Stefano Coletti        Prema         D/M     2:12.835  +0.989
13. Max Chilton            Hitech        D/M     2:12.869  +1.023
14. Mika Maki              Signature     D/V     2:12.942  +1.096
15. Marcus Ericsson        Carlin        D/M     2:12.988  +1.142
16. Kazuya Oshima          Manor         D/M     2:13.110  +1.264
17. Jules Bianchi          ART           D/M     2:13.124  +1.278
18. Kei Cozzolino          Now           D/T     2:13.504  +1.658
19. Walter Grubmuller      Hitech        D/M     2:13.710  +1.864
20. Franky Cheng           Signature     D/V     2:13.777  +1.931
21. Daniel Campos-Hull     HBR           D/M     2:14.325  +2.479
22. James Winslow          Ombra         D/H     2:14.399  +2.553
23. Jon Lancaster          Manor         D/M     2:14.620  +2.774
24. Basil Shaaban          HBR           D/M     2:15.412  +3.566
25. Koki Saga              Le Beausset   D/T     2:15.969  +4.123
26. Atte Mustonen          Double R      D/M     2:16.029  +4.183
27. Michael Ho             Double R      D/M     2:18.606  +6.760
28. Massaki Matsushita     PTRS/Ombra    D/H     2:18.667  +6.821
29. Laurens Vanthoor       RC            D/V     no time
 

Sessioni di prove, alcuni tempi di giovedì

 1. Edoardo Mortara         Signature     D/V    2:14.333
 2. Renger van der Zande    Prema         D/M    2:15.081   +0.748
 3. Roberto Streit          Double R      D/M    2:15.454   +1.121
 4. Carlo van Dam           TOM’S         D/T    2:15.745   +1.412
 5. James Jakes             ART           D/M    2:15.780   +1.447
 6. Stefano Coletti         Prema         D/M    2:16.893   +2.560
 7. Jaime Alguersuari       Carlin        D/M    2:17.165   +2.832
 8. Roberto Merhi           Hitech        D/M    2:17.214   +2.881
 9. Jon Lancaster           Manor         D/M    2:17.469   +3.136
10. Sam Bird                Manor         D/M    2:17.689   +3.356
11. James Winslow           Ombra         D/H    2:17.872   +3.539
12. Max Chilton             Hitech        D/M    2:17.932   +3.599
13. Kei Cozzolino           Now           D/T    2:18.234   +3.901
14. Walter Grubmuller       Hitech        D/M    2:18.432   +4.099
15. Jules Bianchi           ART           D/M    2:18.464   +4.131
16. Atte Mustonen           Double R      D/M    2:18.508   +4.175
17. Franky Cheng            Signature     D/V    2:18.593   +4.260
18. Oliver Turvey           Carlin        D/M    2:19.096   +4.763
19. Michael Ho              Double R      D/M    2:19.107   +4.774
20. Brendon Hartley         Carlin        D/M    2:19.483   +5.150
21. Daniel Campos-Hull      HBR           D/M    2:19.508   +5.175
22. Keisuke Kunimoto        TOM’S         D/T    2:19.958   +5.625
23. Kazuya Oshima           Manor         D/M    2:20.311   +5.978
24. Marcus Ericsson         Carlin        D/M    2:20.338   +6.005
25. Laurens Vanthoor        RC            D/V    2:20.443   +6.110
26. Mika Maki               Signature     D/M    2:20.475   +6.142
27. Koki Saga               Le Beausset   D/T    2:20.839   +6.506
28. Basil Shaaban           HBR           D/M    2:21.263   +6.930
29. Nicola de Marco         RC            D/V    2:21.526   +7.193
30. Massaki Matsushita      PTRS/Ombra    D/H    2:24.645  +10.312
D/V = Dallara Volkswagen, D/M = Dallara Mercedes, D/T = Dallara
Toyota, D/H = Dallara Mugen-Honda

E.M.

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(Fonte: eRace Motor Blog)
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In Bianco e Nero - La Storia del Brasile

1 Novembre, 2008Tags:, , , , , ,

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Da un po’ d’anni a questa parte, il GP del Brasile è la gara conclusiva del campionato, e per la quarta stagione consecutiva sarà quella che assegnerà il titolo mondiale. Tuttavia, molti ricorderanno che il Brasile per vari decenni era tradizionalmente una delle prime gare in calendario, e anzi negli anni ’80 e ’90 era proprio la prima dell’anno. Interlagos, nella città di San Paolo, è la pista che ospita il “debutto” del Brasile nel giro dei Gran Premi iridati, è il 1973. Tuttavia non era la Interlagos così come la conosciamo oggi, bensì una pista molto più lunga, quasi 8 chilometri, che alternava curve veloci, curve molto lente e rettilinei velocissimi. Fu progettato per permettere la visibilità quasi dell’intero circuito dalle tribune del traguardo. A vincere in quella prima edizione è proprio il fresco campione del mondo e idolo di casa Emerson Fittipaldi sulla intramontabile Lotus 72, vittoria poi bissata l’anno dopo ma con una McLaren al termine di una gara accorciata di otto giri per uno scroscio di pioggia. Nel 1975 c’è la sorpresa della pole position della piccola scuderia Shadow guidata da Jarier, che sembra imbattibile anche in gara, ma a sette giri dalla fine si ritira e per la terza volta in tre anni la vittoria va a un pilota brasiliano, il giovane Carlos Pace (su Brabham) alla sua prima e purtroppo unica vittoria. Nel ’76 siamo in piena era Lauda-Ferrari e Niki, iridato in carica, vince a mani basse nonostante la pole di Hunt e una sfuriata iniziale in testa di Regazzoni. Nel ’77 e ’78 vince ancora la Ferrari, entrambe le volte con Reutemann, grazie anche alle gomme Michelin, ma nel 1978 la pista è quella, inedita, di Jacarepagua, a Rio de Janeiro. Nel ’79 si ritorna a Interlagos, e le Ligier di Laffite e Depailler dominano stracciando la concorrenza, e tutti pensano che le vetture francesi domineranno il campionato, ma non sarà così. Nell’80 si assiste alla prima vittoria di Arnoux sulla Renault turbocompressa, ma alla partenza è Villeneuve a dare spettacolo partendo a razzo dalla terza posizione e scavalcando Jabouille e Pironi di traverso a ruote fumanti, portando per l’unica volta in tutta la stagione la disastrosa Ferrari T5 al comando di una gara. L’anno dopo si assiste al primo dei tanti “dissidi” di casa Williams: piove a dirotto, Piquet sbaglia le gomme, le due Williams di Reutemann e Jones (campione in carica) dominano fino a che dal box esce il cartello che segnala a Carlos di far passare Alan: Reutemann non ci sta e va a vincere. Da quel momento sarà guerra dichiarata tra i due con la squadra spaccata a metà, e a fine stagione Reutemann perderà il titolo per un punto a favore di Piquet, per la gioia di Jones…. Sembrano maturi i tempi per una vittoria di Piquet nel suo Brasile, infatti nell’82 dopo una sfuriata di Villeneuve, in testa per i primi 29 giri e poi fuori pista per le gomme finite, Piquet batte Rosberg e vince, ma a fine gara vengono entrambi squalificati per vetture sottopeso (siamo nel pieno della guerra Fisa-Foca e gli inglesi avevano il famoso trucco dei serbatoi per l’acqua “di raffreddamento” per correre sottopeso e contrastare la superiorità dei turbo Ferrari e Renault). Il vincitore diviene così Prost, alla prima di una lunga serie di vittorie in terra brasiliana. Nell’83 Piquet si riprende il dovuto, vincendo stavolta senza discussioni. L’anno successivo Alain Prost, all’esordio con la McLaren-Porsche, vince dopo un ottimo inizio di Alboreto che debutta sulla Ferrari con 11 giri al comando prima di un guasto ai freni. Prost si ripete l’anno dopo iniziando così la scalata al suo primo mondiale battendo un Alboreto ancor più competitivo partito dalla pole ma urtato da Mansell al via. Piquet vince ancora davanti alla torcida nell’86 debuttando al meglio con la Williams e arrivando davanti all’emergente connazionale Ayrton Senna. Prost ancora primo nei due anni successivi, in particolare nell’88 approfitta di un problema in partenza del suo nuovo compagno di squadra, che è proprio Senna, e va a vincere, primo atto di una rivalità che farà epoca. Nel 1989 triplice inaspettato debutto vincente: all’ultima edizione a tutt’oggi disputata a Jacarepagua, eliminatisi in partenza Patrese, Berger e Senna (che ancora una volta non riesce a vincere in casa), Mansell esordisce sulla Ferrari con una vittoria totalmente inattesa visti i ricorrenti guai di affidabilità del nuovissimo cambio automatico, anch’esso al debutto, battezzando in modo vincente anche la prima gara di Cesare Fiorio come diesse della Rossa. Dodici mesi dopo Mansell viene raggiunto in Ferrari da Prost, che vince per la sesta volta in Brasile (record di vittorie nella stessa gara) approfittando anche di un errore di Senna, leader della gara, nel doppiaggio di Nakajima (suo ex-compagno in Lotus e padre dell’attuale pilota Williams); nel pre-gara il presidente FIA Balestre, che dopo i fatti di Suzuka ’89 ha minacciato di squalificare Senna, viene fatto oggetto nella pit lane di un eccezionale lancio di arance e pomodori da parte dei tifosi brasiliani. Ayrton riesce una volta per tutte a sconfiggere la macumba che non lo voleva vincitore in Brasile e nel 1991 trionfa con una gara leggendaria, guidando negli ultimi giri col cambio rimasto in sesta marcia, battendo la sempre più forte Williams-Renault di Patrese: l’urlo di Senna sul traguardo, misto di gioia e di fatica, rimbalzano dalla cronaca direttamente alla leggenda. Dopo l’indiscutibile dominio di Mansell sulla fantascientifica Williams ’92, Senna fa il bis nel ’93 e viene premiato dal cinque volte mondiale Fangio, approfittando della pioggia amica che induce all’errore l’arcirivale Prost, che non lo aveva voluto a fianco a sé sulla sempre invincibile Williams.

Nel 1994, la stella di Senna brilla per l’ultima volta con una pole strappata coi denti all’emergente Schumacher con la Benetton, il quale però in gara è imprendibile e costringe Ayrton all’errore. Sarà l’ultima volta che i brasiliani vedranno correre il loro idolo prima che un muretto sul Santerno lo fermi per sempre. Schumacher rivince nel 1995 davanti a Coulthard, ma a fine gara ecco la grana: la benzina dei due “non è conforme”, Berger viene dichiarato vincitore, ma il tribunale FIA ridà la vittoria ai primi due, togliendo però i punti alle squadre: un guazzabuglio tipico delle non-decisioni salomoniche di questo sport. Vittorie nette di Hill e Villeneuve nei due anni successivi, e doppietta del finlandese Hakkinen nel biennio 88-89, preludio ai due titoli vinti da Mika in quelle stagioni. Nel 2000 Michael Schumacher, al quinto anno con la Ferrari riesce a vincere (Pelè ospite d’onore dimentica di sventolare la bandiera a scacchi) e a portarsi decisamente in testa al mondiale, che a fine anno prenderà finalmente la via di Maranello dopo 21 anni di digiuno. Nel 2001 (vittoria di Coulthard) la F1 rimane impressionata da Montoya, colombiano che viene dalle gare USA, che in gara affianca Schumacher e lo sposta letteralmente a ruotate per poi passare in testa, prima di venir eliminato dal doppiato Verstappen (non nuovo a incidenti spettacolari in Brasile dopo quello incredibile del 1994). Nel 2002 il dominio incontrastato della Ferrari continua con una nuova vittoria di Schumi, stavolta all’esordio con la inedita F2002 che alla vigilia sembrava troppo poco collaudata per puntare alla vittoria, invece sarà l’inizio di una stagione in cui gli avversari vedranno la Rossa solo da lontano. L’anno successivo la pioggia provoca incidenti a raffica e dal groviglio di incidenti (Schumi sfiora una gru nella via di fuga) esce fuori la sorpresa Fisichella, alla sua prima vittoria, con la Jordan, tuttavia i confusionari commissari rovinano la sua legittima gioia perchè in un primo tempo assegnano la vittoria a Raikkonen, e solo dopo due settimane Fisichella vedrà riconosciuta la vittoria. Nel 2004, altra stagione tutta-Ferrari, il Brasile viene spostato a fine stagione e Montoya si congeda dalla Williams con una vittoria, che a tutt’oggi è anche l’ultima per il team inglese, rimasto oggi l’unico concorrente indipendente in mezzo a squadre totalmente in mano ai Grandi Costruttori. Il colombiano fa il bis nel 2005 ma con la McLaren, proprio nel giorno del matematico primo titolo mondiale di Alonso con la Renault, che diventa il più giovane campione del mondo della storia della F1. Lo spagnolo rivincerà il titolo nel 2006 di nuovo in Brasile, gara che vede la vittoria del pilota di casa Felipe Massa, primo brasiliano a trionfare in casa dai tempi di Senna, mentre passa alla storia la gara d’addio alla F1 di Schumacher, che viene attardato da un guaio in prova e da un contatto in gara con Fisichella che gli provoca una foratura: Michael comincia una epica rimonta, degna di Clark e di Stewart, che lo porta a rimontare un giro di ritardo fino alla quarta posizione finale, con sorpassi eccezionali come quello a Raikkonen, suo successore in Ferrari. E proprio Raikkonen nel 2007 compie l’impresa che nessuno realisticamente pensava: è storia di ieri, ma difficilmente si potrà dimenticare ( dopo una stagione segnata dalla clamorosa spy-story) l’harakiri del giovane Hamilton che con la sua McLaren-Mercedes partiva con un vantaggio di sette punti sul finlandese della Ferrari e quattro sul suo compagno-rivale, il due volte campione in carica Alonso. Raikkonen, coadiuvato al meglio dal team-mate Massa, sempre fortissimo in casa, va a vincere la gara, mentre dietro Hamilton, prima con un errore in frenata poi con un momentaneo problema al cambio, resta invischiato in una difficile rimonta che lo relega a un inutile settimo posto finale, con Raikkonen campione del mondo per un solo punto sulla coppia, separata in casa, della McLaren. Nel dopo-corsa il colpo di scena, con la possibile squalifica per carburante irregolare di Williams e BMW che, se attuata, consegnerebbe il titolo a Hamilton, ma poi il risultato in pista viene confermato e in Ferrari si può festeggiare.

I miracoli si chiamano così anche perché accadono di rado: difficilmente la Ferrari potrà quest’anno sperare che Hamilton e la McLaren buttino via il titolo piloti, anche se il vantaggio di Lewis su Massa è identico (7 punti) a quello che separava il britannico da Kimi l’anno scorso. Nonostante siano remote le probabilità di un capovolgimento di fronte in extremis, è positivo che i titoli mondiali si decidano anche quest’anno a Interlagos, una delle ultime piste “vecchio stile”, ricche anche di variazioni altimetriche, rare negli altri circuiti “alla Tilke” dell’era moderna, una gara che quindi varrà comunque la pena di vedere. Buon gran premio a tutti e a arrivederci al 2009!!

Francesco Ferrandino - Sundance76

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1 Gp Brasile - Prove libere: Alonso e Massa comandano le classifiche

1 Novembre, 2008Tags:, , ,

massa

E’ Fernando Alonso a primeggiare nella classifica dei tempi delle prove libere. Nel venerdi di Interlagos, lo spagnolo precede di pochi centesimi un Massa comunque competitivo, tanto da conquistare il miglior tempo nel primo turno libero. Giornata in sordina per Hamilton, che ha chiuso solamente nono. Una leggera pioggia ha disturbato il lavoro delle squadre nel corso della seconda sessione, permettendo comunque ai piloti di migliorare nel finale le proprie prestazioni. Piccoli inconvenienti hanno coinvolto Trulli, Raikkonen, Glock e Bourdais, tutti protagonisti di testacoda per fortuna innoqui. A seguire, i tempi delle due sessioni.

I tempi del 1° turno libero
1 - Felipe Massa (Ferrari F2008) - 1′12″305 - 24 giri
2 - Lewis Hamilton (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′12″495 - 23
3 - Kimi Raikkonen (Ferrari F2008) - 1′12″507 - 18
4 - Robert Kubica (BMW Sauber F1.08) - 1′12″874 - 24
5 - Heikki Kovalainen (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′12″925 - 20
6 - Fernando Alonso (Renault R28) - 1′13″061 - 25
7 - Mark Webber (Red Bull RB3-Renault) - 1′13″298 - 24
8 - Nelson Piquet (Renault R28) - 1′13″378 - 39
9 - Nick Heidfeld (BMW Sauber F1.08) - 1′13″426 - 28
10 - Timo Glock (Toyota TF108) - 1′13″466 - 33
11 - Jarno Trulli (Toyota TF108) - 1′13″600 - 24
12 - Nico Rosberg (Williams FW30-Toyota) - 1′13″621 - 23
13 - Sebastien Bourdais (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′13″649 - 30
14 - Rubens Barrichello (Honda RA108) - 1′13″776 - 28
15 - Jenson Button (Honda RA108) - 1′13″766 - 13
16 - Kazuki Nakajima (Williams FW30-Toyota) - 1′13″806 - 24
17 - Sebastian Vettel (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′13″836 - 30
18 - David Coulthard (Red Bull RB3-Renault) - 1′13″861 - 19
19 - Adrian Sutil (Force India VJM01-Ferrari) - 1′14″704 - 21
20 - Giancarlo Fisichella (Force India VJM01-Ferrari) - 1′14″821 - 21

I tempi del 2° turno libero
1 - Fernando Alonso (Renault R28) - 1′12″296 - 43 giri
2 - Felipe Massa (Ferrari F2008) - 1′12″353 - 41
3 - Jarno Trulli (Toyota TF108) - 1′12″435 - 44
4 - Kimi Raikkonen (Ferrari F2008) - 1′12″600 - 32
5 - Mark Webber (Red Bull RB3-Renault) - 1′12″650 - 45
6 - Sebastian Vettel (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′12″687 - 47
7 - Nelson Piquet (Renault R28) - 1′12″703 - 44
8 - Nico Rosberg (Williams FW30-Toyota) - 1′12″761 - 42
9 - Lewis Hamilton (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′12″827 - 33
10 - Kazuki Nakajima (Williams FW30-Toyota) - 1′12″886 - 42
11 - David Coulthard (Red Bull RB3-Renault) - 1′12″896 - 38
12 - Robert Kubica (BMW Sauber F1.08) - 1′12″971 - 48
13 - Nick Heidfeld (BMW Sauber F1.08) - 1′13″038 - 49
14 - Timo Glock (Toyota TF108) - 1′13″041 - 39
15 - Heikki Kovalainen (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′13″213 - 37
16 - Rubens Barrichello (Honda RA108) - 1′13″221 - 39
17 - Sebastien Bourdais (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′13″273 - 41
18 - Jenson Button (Honda RA108) - 1′13″341 - 49
19 - Adrian Sutil (Force India VJM01-Ferrari) - 1′13″428 - 32
20 - Giancarlo Fisichella (Force India VJM01-Ferrari) - 1′13″691 - 33

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1 News - Eddie Jordan è con Hamilton

26 Ottobre, 2008Tags:,

HUNGARIAN GRAND PRIX F1/2008 - BUDAPEST 01/08/2008

Eddie Jordan crede che Lewis Hamilton debba arrivare in Brasile sapendo che dovrà fare di tutto per difendere il suo primato.

“So che molti non gradiranno quello che dico – dice Jordan – ma se Massa proverà a buttarlo fuori come ha fatto in Giappone per strappargli il titolo, Hamilton dovrà essere pronto. Quello che accadrà in Brasile ci dirà se veramente Lewis ha imparato dagli errori dello scorso anno.”

Jordan è convinto che il pilota inglese della Mclaren Mercedes nessun genere di intoppo se manterrà la calma e la serenità come nel weekend Cinese dove ha dominato fin dal venerdì. Tuttavia ricorda a Hamilton che non puà permettersi in questo GP una corsa deludente come al Fuji.

Jordan aggiunge: “In Cina è stato stratosferico a guidare fino alla vittoria senza nessun errore, ma in Giappone ha sbagliato nettamente. Se Hamilton guiderà come ha fatto a Shangai, vincerà il titolo. Deve essere cauto. Sa che il mondo è contro di lui, che gli altri piloti sono contro di lui, che i commissari sono contro di lui. Penso ancora che quello che è successo dopo la sua vittoria a Spa sia una vergogna e la sua penalità in Giappone veramente severa. Deve evitare ogni tipo di situazione dubbia per i commissari.”

Jordan infine consiglia a Ron Dennis la strategia migliore per la gara della prossima domenica: “ Credo che Dennis e la Mclaren debbano far si che Kovalainen partà dalla prima o dalla seconda fila, altrimenti il suo aiuto sarebbe davvero minimo. Kovalainen ha sempre avuto la strategia più conservativa con una macchina molto pesante che ha condizionato molto le sue partenze. E’ facile sbagliare con una macchina difficile da guidare e molto aggressiva sulle gomme.”

Nicolò Papi

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DTM Hockenheim Qualifiche - Pole di Ekstrom, Di Resta davanti a Scheider

26 Ottobre, 2008Tags:, , ,

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La Season Finale di Hockenheimring entra nel vivo del suo spettacolo con la sessione di qualifiche. Per la cronaca, pole position di Ekstrom su Audi seguito da Paul Di Resta su Mercedes. Terzo crono per Timo Scheider, il quale vede nello svedese lo scudiero perfetto per frenare le aspettative della Casa rivale.

Prosegue la situazione di bilico che molti si aspettavano, dunque la corsa di domani si prospetta eccitante e ricca di colpi di scena. Nelle tre frazioni di qualifica gli spettatori hanno potuto prender parte ad una sfida contro il tempo che si è rivelata giusta ed equilibrata. Tra Di Resta e Scheider ci sono poche differenze ed il gap tra Audi e Mercedes sullo stesso tracciato che vide nel season opener la casa di Iglostadt surclassare il rivale, si è annullato definitivamente. Vi sono motivazioni da entrambe le parti: il tedesco, dominatore della stagione, dopo anni di delusioni può definitivamente entrare nell’albo d’oro e definirsi un vero big driver una volta per tutte. Lo scozzese, prossimo ad un approdo previsto in GP2, ha testato in settimana la Mclaren per la seconda volta nella sua breve ma intensa carriera. Le motivazioni sono elevate e la spinta offerta gentilmente dalla Mercedes gli potrà regalare numerose chance di mettersi in mostra anche nella calda Domenica dell’Hockenheimring, vera patria per un Season Finale che si rispetti.

Alle spalle dei big troviamo Jaime Green su Mercedes. Il britannico dovrà partire il meglio possibile per separare il rivale Scheider dal compagno fidato scozzese. Delude invece Tomczyk, presente in quel di Hockenheimring nelle vesti di Red Bullista con aggiunta di Cola; settimo crono, dimenticando i risultati precedenti del Venerdì. Alle sue spalle il vecchio ed inossidabile Kristensen, non più in palla come mesi prima. A chiudere la top 10, Rockenfeller e Jarvis su Audi A4.

Altra corsa in salita per Ralf Schumacher che dovrà nuovamente faticare dopo aver colto un insulso sedicesimo crono. Lotta dunque per difendere la sua masculinità contro le spietate Stoddart e Legge, che si presenteranno alla griglia di domani rispettivamente in 17° e 18° piazza. Infine, nessun crono per Markus Winkelhock, autore di una stagione positiva in continua evoluzione.

Stefano Chinappi

DTM - Hockenheimring - Qualifiche:

1 - M. Ekström - Audi Sport Team Abt - 1:32.244
2 - P. di Resta - H.W.A. GmbH - 1:32.284
3 - T. Scheider - Audi Sport Team Abt - 1:32.492
4 - J. Green - H.W.A. GmbH - 1:32.615
5 - B. Schneider - H.W.A. GmbH - 1:32.680
6 - B. Spengler - H.W.A. GmbH - 1:32.769
7 - M. Tomczyk - Audi Sport Team Abt - 1:32.930
8 - T. Kristensen - Audi Sport Team Abt - 1:33.005
9 - M. Rockenfeller - Audi Sport Team Rosberg - 1:33.578
10 - O. Jarvis - Audi Sport Team Phoenix - 1:33.612
11 - A. Premat - Audi Sport Team Phoenix - 1:33.737
12 - G. Paffett - Persson Motorsport - 1:33.742
13 - C. Albers - Team Kolles T.M.E. - 1:33.770
14 - M. Engel - Mücke Motorsport - 1:33.935
15 - M. Lauda - Persson Motorsport - 1:34.459
16 - R. Schumacher - Mücke Motorsport - 1:34.499
17 - S. Stoddart - Persson Motorsport - 1:34.665
18 - K. Legge - Team Kolles T.M.E. - 1:35.756
19 - M. Winkelhock - Audi Sport Team Rosberg - nessun tempo

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1 News - Test in Portogallo per Honda e Mclaren

26 Ottobre, 2008Tags:, ,

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Honda Racing e McLaren Mercedes saranno le prime vetture di Formula 1 a testare il nuovissimo Autodromo Internazionale Algarve in Portogallo nel mese di dicembre.

Il nuovo circuito di Algarve, lungo 4700 metri, che ha ottenuto l’omologazione da parte della FIA solo un mese fa, sarà teatro nella prossima stagione della “1000 km” notturna della serie LMS. Il tracciato dovrebbe quindi sostituire il ben più rinomato Estoril, e ospitare in futuro SBK, FIAGT, nella speranza di un ritorno del circus in Portogallo.

Nel sud del Portogallo, nella regione montuosa e ricca dell’Algarve, l’Autodromo di Portimao rappresenta gli impianti del futuro. Ottimizzato per ospitare i test invernali di F1, possiede diverse varianti (disponibile anche una in grado di simulare condizioni di bagnato).

In futuro al tracciato verranno implementati un parco tecnologico, una pista per kart, nuovi hotel ed appartamenti.

Francesco Parrotta

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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DTM Hockenheim Test Day - Prosegue la lotta Audi-Mercedes!

26 Ottobre, 2008Tags:, , , ,

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Mix di emozioni ad Hockenheim durante la prima giornata di libere dell’ultimo appuntamento valevole per il campionato DTM. Nel mattino è l’Audi a recitare la parte del padrone assoluto, cogliendo un risultato di tutto rispetto grazie alla folta presenza di A4 nella top 8, ben 6. Ma a spuntarla è Tomczyk; il tedesco, soprannominato il pescatore per il suo stile di guida aggressivo, si inserisce davanti al Compagno di lusso, colui che sarà l’osservato speciale per l’intero week-end finale, dunque Timo Scheider. Lotta spettacolare che, sempre rimanendo al mattino, ha visto esclusa la Mercedes, in lotta solo con Di Resta per la speciale coppa del vincitore generale.

Ma, bando alle ciance, la situazione si capovolge nel pomeriggio, almeno parzialmente. E’ Paul Di Resta a svelare le carte in modo esplicito contro le famigerate A4; un ultimo giro da favola lo rende partecipe della battaglia, anche se è inutile notare quanto le Mercedes siano in crisi sullo stesso tracciato che la vide schiantarsi contro un muro nell’appuntamento iniziale, nella quale lo squadrone Audi si costruì il fortino che tuttora è inespugnabile. Pertanto, alle spalle dello scozzese si presenta all’appello il solito Tomczyk, il quale dimostra di avere doti inaudite nonostante la stagione opaca. Solo quarto Scheider, alle spalle di Ekstrom. Fatica nell’intento di gettare la spugna nel migliore dei modi, Bernd Schneider; il vecchio volpone della serie è risultato l’ottavo più veloce di sessione, quasi a voler dimostrare quanto talento vi è in ancora in serbo nonostante l’età che avanza.

Stefano Chinappi

DTM - Hockenheimring - Test 1:

1 - M. Tomczyk - Audi Sport Team Abt - 1:33.881 - 33 giri
2 - T. Scheider - Audi Sport Team Abt - 1:33.937 - 20 giri
3 - T. Kristensen - Audi Sport Team Abt - 1:34.092 - 22 giri
4 - O. Jarvis - Audi Sport Team Phoenix - 1:34.193 - 25 giri
5 - M. Rockenfeller - Audi Sport Team Rosberg - 1:34.258 - 28 giri
6 - M. Ekström - Audi Sport Team Abt - 1:34.378 - 26 giri
7 - M. Engel - Mücke Motorsport - 1:34.455 - 33 giri
8 - B. Spengler - H.W.A. GmbH - 1:34.707 - 28 giri
9 - B. Schneider - H.W.A. GmbH - 1:34.813 - 30 giri
10 - A. Premat - Audi Sport Team Phoenix - 1:34.813 - 28 giri
11 - C. Albers - Team Kolles T.M.E. - 1:34.869 - 21 giri
12 - P. di Resta - H.W.A. GmbH - 1:34.873 - 31 giri
13 - G. Paffett - Persson Motorsport - 1:35.028 - 32 giri
14 - M. Winkelhock - Audi Sport Team Rosberg - 1:35.033 - 25 giri
15 - J. Green - H.W.A. GmbH - 1:35.100 - 26 giri
16 - R. Schumacher - Mücke Motorsport - 1:35.287 - 32 giri
17 - S. Stoddart - Persson Motorsport - 1:35.613 - 28 giri
18 - K. Legge - Team Kolles T.M.E. - 1:36.448 - 29 giri
19 - M. Lauda - Persson Motorsport - 1:36.815 - 7 giri

DTM - Hockenheimring - Test 2:

1 - P. di Resta - H.W.A. GmbH - 1:32.783 - 31 giri
2 - M. Tomczyk - Audi Sport Team Abt - 1:33.095 - 27 giri
3 - M. Ekström - Audi Sport Team Abt - 1:33.165 - 27 giri
4 - T. Scheider - Audi Sport Team Abt - 1:33.182 - 30 giri
5 - T. Kristensen - Audi Sport Team Abt - 1:33.551 - 30 giri
6 - B. Spengler - H.W.A. GmbH - 1:33.667 - 36 giri
7 - J. Green - H.W.A. GmbH - 1:33.685 - 35 giri
8 - B. Schneider - H.W.A. GmbH - 1:33.760 - 39 giri
9 - G. Paffett - Persson Motorsport - 1:33.788 - 36 giri
10 - O. Jarvis - Audi Sport Team Phoenix - 1:33.967 - 33 giri
11 - C. Albers - Team Kolles T.M.E. - 1:33.988 - 15 giri
12 - A. Premat - Audi Sport Team Phoenix - 1:34.297 - 24 giri
13 - M. Rockenfeller - Audi Sport Team Rosberg - 1:34.300 - 36 giri
14 - M. Winkelhock - Audi Sport Team Rosberg - 1:34.519 - 34 giri
15 - R. Schumacher - Mücke Motorsport - 1:34.753 - 31 giri
16 - S. Stoddart - Persson Motorsport - 1:34.812 - 30 giri
17 - M. Engel - Mücke Motorsport - 1:34.848 - 36 giri
18 - M. Lauda - Persson Motorsport - 1:35.199 - 34 giri
19 - K. Legge - Team Kolles T.M.E. - 1:35.808 - 29 giri

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F1 Cina Prove libere 1 & 2 - Hamilton comanda, Ferrari ed Alonso si adeguano

18 Ottobre, 2008Tags:, ,

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Hamilton detta legge, mentre le Ferrari sono indietro nell’attesa di sfidare le frecce d’argento nel vero campo di battaglia, domani, quando l’intero popolo italiano si sarà appena svegliato ed i cinesi potranno assaporare in maniera diretta tutto ciò che di emozionante può offrire il motorsport, o meglio, la F1. A seguire, i tempi delle prime due sessioni di libere.

Formula 1 - Shanghai - Prime libere:

1 - Lewis Hamilton (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′35″630 – 23 giri
2 - Felipe Massa (Ferrari F2008) - 1′36″020 - 24
3 - Kimi Raikkonen (Ferrari F2008) - 1′36″052 - 23
4 - Heikki Kovalainen (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′36″103 - 21
5 - Robert Kubica (BMW Sauber F1.08) - 1′36″507 - 25
6 - Fernando Alonso (Renault R28) - 1′36″661 - 25
7 - Nick Heidfeld (BMW Sauber F1.08) - 1′37″040 - 23
8 - Sebastien Bourdais (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′37″070 - 32
9 - Nelson Piquet (Renault R28) - 1′37″180 - 30
10 - Sebastian Vettel (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′37″278 - 25
11 - Mark Webber (Red Bull RB3-Renault) - 1′37″491 - 26
12 - Jenson Button (Honda RA108) - 1′37″619 - 25
13 - Kazuki Nakajima (Williams FW30-Toyota) - 1′37″630 - 23
14 - David Coulthard (Red Bull RB3-Renault) - 1′37″638 - 22
15 - Nico Rosberg (Williams FW30-Toyota) - 1′37″638 - 26
16 - Timo Glock (Toyota TF108) - 1′37″664 - 29
17 - Rubens Barrichello (Honda RA108) - 1′37″827 - 28
18 - Jarno Trulli (Toyota TF108) - 1′38″219 - 24
19 - Adrian Sutil (Force India VJM01-Ferrari) - 1′38″285 - 25
20 - Giancarlo Fisichella (Force India VJM01-Ferrari) - 1′38″479 - 26

Formula 1 - Shanghai - Seconde libere:

1 - Lewis Hamilton (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′35″750 - 33
2 - Fernando Alonso (Renault R28) - 1′36″024 - 36
3 - Nelson Piquet (Renault R28) - 1′36″094 - 38
4 - Jarno Trulli (Toyota TF108) - 1′36″159 - 32
5 - Mark Webber (Red Bull RB3-Renault) - 1′36″375 - 38
6 - Felipe Massa (Ferrari F2008) - 1′36″480 - 31
7 - Sebastien Bourdais (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′36″529 - 32
8 - Kimi Raikkonen (Ferrari F2008) - 1′36″542 - 34
9 - Nick Heidfeld (BMW Sauber F1.08) - 1′36″553 - 38
10 - Nico Rosberg (Williams FW30-Toyota) - 1′36″556 - 33
11 - Timo Glock (Toyota TF108) - 1′36″615 - 33
12 - Robert Kubica (BMW Sauber F1.08) - 1′36″775 - 37
13 - Heikki Kovalainen (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′36″797 - 33
14 - David Coulthard (Red Bull RB4-Renault) - 1′36″808 - 36
15 - Sebastian Vettel (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 1′36″925 - 38
16 - Kazuki Nakajima (Williams FW30-Toyota) - 1′36″975 - 31
17 - Giancarlo Fisichella (Force India VJM01-Ferrari) - 1′37″473 - 38
18 - Adrian Sutil (Force India VJM01-Ferrari) - 1′37″617 - 33
19 - Jenson Button (Honda RA108) - 1′37″800 - 37
20 - Rubens Barrichello (Honda RA108) - 1′37″904 - 36

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In Bianco e Nero - La storia dei Gp Asiatici

18 Ottobre, 2008Tags:, , , , , , ,

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Con il Gp d’Italia la F1 dice ciao all’Europa e vola in Oriente, dopo uno scalo notturno sul nuovissimo circuito di Singapore, si atterra infatti in Giappone e Cina sui sacri pendii del monte Fuji e alle porte della vastissima Shanghai.

E’ qui nelle terre dei samurai che si disputano gli ultimi scampi della lotta iridata tra Lewis Hamilton e Felipe Massa, una lotta che forse proprio sugli asfalti orientali vedrà uscire il nome del vincitore o forse getterà le basi per un duello rusticano da disputarsi a San Paolo, Gran premio del Brasile e ultimo appuntamento 2008.

E’ storia relativamente recente quella dell’automobilismo in terra sino-nipponica, ma forse ricca di colpi di scena più di tutti gli altri circuiti del mondiale messi assieme.

Iniziamo Col Giappone, patria di Honda, Toyota e Bridgestone (nonché della Yamaha, autrice di una sfigatissima apparizione nella massima formula tra l’89 e il ’97) e primo sbarco “giallo” della F1, che vi posò le ruote nel lontano 1976.

Anche allora come oggi la sede del Gp fu il circuito del Fuji, che però nel ’76 contava una larghissima e velocissima parabolica al posto di quello che oggi è l’insieme di chicane che precede il rettilineo di partenza e fu un debutto di quelli che lasciano il segno, con “L’araba Fenice” Niki Lauda su Ferrari a giocarsi il titolo con il giovane James Hunt su McLaren.

In realtà l’iride sembra una formalità, a Lauda basta arrivare davanti al rivale per portare a casa il titolo, ma un violento acquazzone ci si mette di mezzo il giorno della gara.

Lì per lì i piloti pensano sia meglio non correre ma alla fine il via viene dato ugualmente, sotto l’uragano Niki si ritira al secondo giro e rientra ai box dicendo “è da pazzi correre in queste condizioni, io non ci sto” sembra tutto perduto, ma in realtà basterebbe gestire bene la gara dell’altra Ferrari in pista, quella di Regazzoni, per salvare il titolo dell’austriaco…purtroppo ciò non accade perché tutto il box va nel pallone e Rega si ritrova in balìa di se stesso consegnando quindi il campionato nella mani di Hunt.

Solo molti anni dopo lo stesso Lauda spiegherà le ragioni del suo gesto; esisteva un accordo non scritto tra lui, Fittipaldi, Andretti e Hunt che imponeva ,in caso di condizioni troppo estreme, che tutti si sarebbero fermati per protesta dopo pochi giri…peccato che l’unico che tenne fede all’impegno preso fu Niki.

L’anno dopo Il Campione austriaco si rifà dello smacco del ‘76, ma litiga con Ferrari e una volta avuta la certezza del titolo se ne va, lasciando la sua T2 al giovane e sconosciuto Canadese Gilles Villeneuve per le ultime 2 gare della stagione.

Il canadesino ha la fama di essere un duro in pista e non ci vuole molto che pure il mondo se ne accorga, in gara infatti è in lotta con un altro pilotino mica da ridere, tal Ronnie Peterson sulla fantascientifica Tyrrell P34, i due si toccano e la Ferrari inizia a piroettare travolgendo e uccidendo un fotografo e un commissario che si trovavano in una zona interdetta al pubblico, per Gilles è uno dei primi mattoni che costruiranno la sua leggenda di aviatore, per il Giappone una tragedia e una fregatura…la F1 in seguito a questo incidente abbandona il Fuji e il paese del sol levante, vi ritornerà dopo un decennio, cioè nel 1987.

Ed è un ritorno in grande stile quello del Gp del Giappone che però ha ora sede a Suzuka, circuito stupendo di proprietà della Honda e che guarda caso è terreno di scontro-iride per i 2 galletti della Williams Honda, cioè Mansell e Piquet.

La gara si prospetta infuocata, i 2 si odiano e per tutta la stagione si sono legnati di brutto, ma Nigel nelle prove esce violentemente di pista impattando col posteriore nelle gomme di protezione, la Williams piroetta in aria poi ricade pesantemente e le immagine di Nigel dolorante nell’abitacolo con le vertebre incrinate fa il giro del mondo….ovviamente il titolo finisce nelle tasche di Piquet

L’88 invece è la prima di una serie di 3 “belle” che vedono protagonisti Senna e Prost, i 2 leggendari nemici scriveranno nell’asfalto di Suzuka le pagine più “sanguinose” della loro rivalità.

A dire il vero il 1988 è forse il più “pacifico” di questi episodi, con Senna che si incarta partendo dalla Pole e finisce nei bassifondi della classifica per poi rimontare e andare a vincere gara e titolo proprio davanti all’ancora non odiato Prost, il 1989 invece è una storia che sembra uscita da un film, sono ancora Senna e Prost a giocarsela in casa McLaren Honda e ancora loro monopolizzano la prima fila, stavolta il professore scatta meglio e i 2 scappano a un ritmo insostenibile per chiunque, a un certo punto però Ayrton inizia a recuperare, sa che per sperare di tenere vive le proprie ciance iridate deve arrivare davanti al francese e nella seconda metà della gara gli è quasi a tiro.

Nella prima parte del tracciato è però Prost ad essere più rapido, mentre Ayrton lo è nella seconda, decide quindi di tentare l’attacco in quel punto a lui decisamente più congeniale, precisamente alla chicane del triangolo.

Il paulista dopo qualche giro di “riscaldamento” sferra l’attacco e tira la staccata, forse parte da troppo lontano o forse il “nemico” non aspetta altro (cosa più probabile) fattostà che le due Mp4/5 si agganciano e si fermano a bordo pista incastrate tra di loro…

Alain scende dalla sua vettura e abbandona la gara dirigendosi verso la direzione corsa, Senna invece rimane nell’abitacolo e si sbraccia per farsi rimettere in pista dai commissari, cosa che avviene puntualmente ma il brasiliano ha il muso danneggiato e deve fermarsi ai box, il comando passa quindi a Nannini su Benetton Ford.

Senna rimonta come una furia, passa la Benetton e va a vincere, ma viene stoppato poco prima di salire sul podio…è squalificato per essere rientrato in pista tagliando la chicane!

Il titolo così finisce in Francia e l’ormai ex campione da questo momento la giura all’accoppiata Balestre-Prost e sceglie di nuovo Suzuka come terreno ideale per consumare la propria personalissima vendetta.

Questa volta però Alain veste la tuta della Ferrari, che grazie alle sue “cure” è tornata a cullare sogni iridati mentre Ayrton rimane fedele alla McLaren Honda, i due si spartiscono nuovamente la prima fila e Balestre architetta l’ennesimo “dispetto” all’insolente campione brasiliano spostando la pole dal lato sporco della pista.

Scatta il verde e come prevedibile la Ferrari numero 1 va in testa seguita dalla McLaren numero 27, ma Prost frena per impostare la prima curva Senna no, centrando in pieno il retrotreno della 641…i 2 finiscono nella sabbia il titolo in Brasile e la vendetta è consumata, con somma soddisfazione dei tifosi Ferrari che aspettavano un titolo dal 1979.

Nel ’91 la Ferrari di Alain proprio non va e Senna si trova contro Mansell e la sua Super-Williams, ma non deve faticare più di tanto dato che l’inglese si autoelimina finendo nella sabbia per conto suo.

Suzuka è anche il primo Gran premio nella storia della F1 ad avere una classifica decisa dalla somma dei tempi, accade nel 1994 quando un violento nubifragio investe il circuito e mette fuori un buon numero di vetture (Brundle addirittura travolge un commissario con la sua McLaren) la gara è sospesa con bandiera rossa poi si riprende e la vittoria finisce ad Hill che prolunga il duello mondiale con Schumacher e la sua Benetton fino all’Australia.

Nel 1996 il circuito giapponese vede riproporsi un altro duello casalingo, tra Damon Hill e il suo sorprendente compagno campione Indycar Jacques Villeneuve (figlio del grande Gilles) che guidano per la Williams Renault e tanto per cambiare si contendono il primato in classifica, la spunta l’inglese dato che Jacques finisce anzitempo causa perdita di una ruota.

Il ’98 è il secondo anno-beffa della Ferrari e di Michael Schumacher, dopo aver perso il titolo all’ultima gara contro la Williams di Villeneuve nel ’97 (si chiudeva a Jerez) qui Michael tenta l’impresa contro la McLaren Mercedes del finnico Mika Hakkinen, ma prima fa spegnere la vettura al via ed è costretto a partire dal fondo e poi buca una gomma ritirandosi quand’era risalito in terza posizione, le frecce d’argento ringraziano e Mika porta a casa un meritato alloro iridato.

E giungiamo così al ’99, ancora un duello Ferrari McLaren, ancora Hakkinen ma questa volta contro Irvine dato che re Schumi si è rotto una gamba a Silverstone ed è rientrato alle gare solo in Malesia…

Ma Eddie appare spento, demolisce la sua macchina in prova, in gara corre col muletto e arriva terzo staccato di un minuto da Hakkinen che si conferma Campione.

Ed entriamo così nel ventunesimo secolo in maniera roboante con Schumacher che finalmente dopo 21 anni di tentativi riporta il mondiale a Maranello, è anche la prima di una lunga serie di successi rossi in Giappone che terminerà nel 2004, a dire il vero stava per scapparci anche l’edizione 2006 che, tanto per cambiare, era decisiva nel duello tra il vecchio Campione alla sua ultima stagione (e che stagione!) e il fresco Campione in carica Fernando Alonso, ma una biella della 248 F1 di Michael decide di cedere mentre la Ferrari numero 5 era in testa e Alonso fa bis.

Questa è, per ora, anche l’ultima edizione del Gp del Giappone nell’autodromo di proprietà della Honda che dal 2007 passa la palla alla Toyota che ripresenta il rimodernato Fuji, l’edizione dell’anno scorso ha visto Lewis Hamilton vincere una gara abbastanza controversa iniziata sotto la Safety car causa pioggia e proseguita così per ben 19 giri!…speriamo la cosa non si ripeta.

Ma l’Oriente in questi 20 anni non ha avuto solo Suzuka e Fuji, nel 1994 e ’95 infatti il Gp del Giappone è affiancato dal “Gp del pacifico” ad Aida e poi, a partire dal 2004, pure la Cina entra nella partita in pompa magna con il faraonico autodromo di Shangai, progettato come ormai consuetudine dall’architetto della F1 Tilke.

Il circuito riprende suggestivamente l’ideogramma cinese che sta a significare la parola “Shangai” ed è veramente un capolavoro d’architettura, con un’enorme struttura che sovrasta il rettilineo d’arrivo e ospita uffici stampa e hospitality, l’edizione inaugurale vede vincere Rubens Barrichello sulla fenomenale Ferrari F2004, mentre l’anno dopo lo spagnolo Alonso ipoteca il Gp al volante della sua Renault.

Lo spagnolo e la sua squadra hanno il match point iridato su questo circuito pure nel 2006, ma lo sprecano con un’indecisione ai box consegnando la vittoria a un indiavolato Schumacher che così non molla la presa in chiave iride.

L’edizione 2007 ha dell’incredibile ed è il culmine della lotta a 3 tra il pluri-iridato Alonso, l’esordiente-fenomeno Lewis Hamilton (McLaren Mercedes) e il nuovo acquisto ferrari kimi Raikkonen.

Il finnico della Ferrari da metà stagione in poi ha iniziato una rimonta inarrestabile che l’ha portato a rimontare valanghe di punti al duo di testa, mentre la McLaren è corrosa dall’interno da una feroce lotta tra i suoi 2 piloti, l’esordiente Hamilton è in testa al campionato e gli basta giungere davanti ai suoi avversari per laurearsi campione (Alonso ha sbattuto al Fuji e Raikkonen è ancora troppo staccato) ma la pressione è troppa per il giovane Lewis che si ritrova con le gomme sulle tele mentre è in testa e non ne vuole sapere di fermarsi al box…

Quando finalmente lo fa accade l’incredibile, con la McLaren numero 2 che scivola all’ingresso box e si arena nella sabbia al suo esterno (l’unico punto con via di fuga in sabbia di tutto il circuito!) gara finita per lui e vittoria al terzo incomodo Raikkonen, il resto lo sappiamo già.

Mirko Gibbi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1 News - Hamilton è pronto per Shanghai

18 Ottobre, 2008Tags:, , ,

BELGIAN GRAND PRIX F1/2008 -  SPA 05/09/2008

La punta di diamante della scuderia Vodafone Mclaren Mercedes, Lewis Hamilton non è preoccupato per le recenti dichiarazoni di Alonso riguardo al suo possibile aiuto a Felipe Massa. Lewis dichiara: “Non ho particolari opinioni riguardo al possibile aiuto di Alonso a favore di Felipe nella lotta al titolo. Sono concentrato sul mio lavoro, se riuscirò a essere competitivo questo week-end
proveremo a ottenere dei punti e a rimanare in testa alla classifica.”
L’inglese inotre parla del ritorno al vertice della scuderia Renault, dopo il doppio successo Singapore-Fuji: “Hanno fannno un lavoro fantastico ed è bello vederli conquistare molti punti dopo aver lavorato molto duramente negli ultimi due anni. I loro
piazzamenti non sono una sorpresa, e sicuramente lavoreranno molto per questo GP.

Ma il Gran Premio di Shangai è anche un brutto ricordo per Lewis e il suo team. L’anno scorso, dopo un inizio molto promettente ai fini del campionato, Hamilton consumò le sue gomme irreparabilmente e all’entrata
dei box uscì di pista bloccandosi nella ghiaia. Quella gara diede inizio alla strepitosa rimonta di Kimi
Raikkonen e al tracollo di Lewis Hamilton sempre più sotto pressione.

Ma Hamilton sembra aver imparato la lezione : “Dallo scorso anno ho pensato solo a tenere la testa alta
quando durante il campionato e ad evitare le trappole di ghiaia qui in Cina!”

Dopo il passo falso dello scorso Gp, Hamilton è fiducioso e aggiunge: “ Si viene qui e si prova a fare
del nostro meglio, come in tutte le altre gare. La macchina è veramente competitiva ed eravamo veramente
veloci l’anno scorso e quest’anno dovremm esserlo ancora di più. Ma sarà un weekend davvero duro e
dobbiamo spingere al massimo e fare il meglio che possiamo.”

Nicolò Papi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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Formula 1 Giappone Dopo l’arrivo - Impresa di Alonso, scontro Massa-Hamilton

13 Ottobre, 2008Tags:,

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Successo inaspettato per Fernando Alonso nel Gp del Giappone, cosi da ripetere l’impresa di Singapore. Dunque, porta bene l’oriente all’asturiano e lo stesso si può dire di Kubica, giunto secondo davanti ad un ritrovato Kimi Raikkonen, che purtroppo esce dalla lotta per il titolo mondiale. Solo ottavo Massa ma con grande coraggio dopo un contatto ad inizio gara con Hamilton ed il risultato di un drive through per entrambi. Ma da notare la giornata nera Mclaren anche con il ritiro per rottura del motore di Kovalainen. Infine, sospetti su Bourdais; il francese potrebbe perdere l’ottimo sesto posto raggiunto dinanzi a Vettel, poichè l’incidente che ha visto protagonista sia lui che Massa è sotto investigazione. Probabile penalità per il francese, vero colpevole del contatto. A seguire il risultato finale della corsa mentre a breve la cronaca del nostro illustre collega, Valerio Lo Muzzo. Non mancate!!!.

Formula 1 - Gp Giappone - Dopo l’arrivo:

1 - Fernando Alonso (Renault R28) - 67 laps 1.30′21″892
2 - Robert Kubica (BMW Sauber F1.08) - 5″2
3 - Kimi Raikkonen (Ferrari F2008) - 6″4
4 - Nelson Piquet (Renault R28) - 20″5
5 - Jarno Trulli (Toyota TF108) - 23″7
6 - Sebastien Bourdais (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 34″0
7 - Sebastian Vettel (Toro Rosso STR3-Ferrari) - 39″2
8 - Felipe Massa (Ferrari F2008) - 46″1
9 - Mark Webber (Red Bull RB3-Renault) - 50″8
10 - Nick Heidfeld (BMW Sauber F1.08) - 54″1
11 - Nico Rosberg (Williams FW30-Toyota) - 1′02″0
12 - Lewis Hamilton (McLaren MP4/23-Mercedes) - 1′28″9
13 - Rubens Barrichello (Honda RA108) - 1 lap
14 - Jenson Button (Honda RA108) - 1 lap
15 - Kazuki Nakajima (Williams FW30-Toyota) - 1 lap

Giro più veloce: Felipe Massa 1′18″426

Ritirati
0 giri - David Coulthard
6° giro - Timo Glock
8° giro - Adrian Sutil
16° giro - Heikki Kovalainen
21° giro - Giancarlo Fisichella

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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