Alfa Romeo MiTo: presto la Veloce da ben 180CV…

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Ad oggi il top della gamma della Alfa Romeo MiTo è rappresentato dal 1.4 Turbo Benzina da 155Cv, ma durante il Salone di Ginevra abbiamo potuto ammirare la nuova MiTo GTA, mossa da un 1750 turbo da 240CV e, pensandoci bene, il gap tra queste varianti della piccola italiana potrebbe essere colmato tra breve con il debutto della MiTo Veloce.

Sotto il cofano troveremo sempre un 1.4 Turbo Benzina, ma in queste caso il motore adotterebbe un powerstep di 180CV. Grazue a questo propulsore, la MiTo coprirà i 100 orari in soli 7,5 secondi e avrebbe una velocità massima di 215km/h.

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All’esterno, la Veloce si potrà distinguere dalla MiTo attraverso gli sticker apposti sulla carrozzeria e sul parabrezza, per la colorazione degli specchietti e la parte bassa del paraurti anteriore in contrasto con tutto il resto della vettura, mentre a riguardo dei cerchi in lega da 18 pollici possiamo rivelare che saranno disponibili solo per il chi sceglierà il bodykit superiore. Tecnicamente, la MiTo Veloce si affidata totalmente ad un sistema di sospensioni Koni e a dischi freno maggiorati nelle dimensioni.

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(Fonte: Auto Shop Italia)

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LMS News – ACO Regolamento 2011: No ibrido completo, sì al KERS

22 novembre, 2008Tags:, , ,

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Comunicato stampa ricco di novità da parte dell’Automobile Club de l’Ouest con precisazioni sul regolamento 2011. Appare confermata la direzione verso il no all’imbrido completo, l’unica forma di accumulo di energia concessa sarà quella via KERS, ovvero con il recupero energia delle frenate. Non ammesse per cui tecnologie ibride come quelle delle vetture di serie, in grado di recuperare energia anche durante la marcia.
Confermato il peso per tutte le classi e anche la riduzione prestazionale. I motori a benzina LMP1 saranno simili agli attuali LMP2 ed equiparati a Diesel biturbo da 3.7 litri, le vetture LMP2 invece rimarrano molto più legate alla produzione.

LMP1 (potenza indicativa 520 cavalli)

Peso 900KG

Diesel
3.7 litri, 8 cilindri biturbo

Benzina
3.4 litri, 8 cilindri aspirato
2 litri, 6 cilindri turbo

LMP2 (potenza indicativa 420 cavalli)

Peso 900KG

Diesel
4 litri, 8 cilindri derivato dalla produzione

Benzina
4 litri, basato sulle future regole GT2
4.5 litri, strettamente di serie

Matteo Mozzanica

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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Speedcar News – Forse al via anche Nannini

16 novembre, 2008Tags:, , , , ,

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Alessandro Nannini potrebbe prendere parte alla Speedcar 2008, questa l’intervista di Cristiano Chiavegato del quotidiano ” La Stampa “.

Alessandro Nannini lei è andato in Dubai a provare una vettura della serie Speedcar. Ma a 49 anni, ha ancora voglia di tornare in pista ?

Quella non si perde mai. Dopo un pò ti mancano il rombo del motore, l’odore della benzina, l’urlo delle gomme sull’ asfalto.

E come è stata l’esperienza ?

Ottima, mi è piaciuto. L’ambiente è gradevole. Ho trovato tanti amici, a partire da  Jean Alesi e Johnny Herbert. E credo di essere andato abbastanza forte. Sono un pò grasso, dovrò perdere 7-8 chili, ma potrebbe essere una buona occasione per dimagrire. Comunque nel test sono entrato dal finestrino.

E’ difficile guidare quelle macchine ?

Sono americane, simili a quelle della Nascar. Per il mio gusto sono un pò troppo morbide, ma non ho avuto il tempo di regolarle. Però hanno solo 4 marce e non ho troppe difficoltà con il mio braccio, fatico un pò con la seconda e la terza, si possono trovare dei rimedi. Alesi mi ha dato buoni consigli, lui ci gareggia dallo scorso anno. Capita sempre così, poi in corsa finisce a sportellate ….

Quindi è anche una questione di temperamento e di passione ?

C’è anche un altro aspetto:passa il tempo e vuoi capire bene se sei veramente rincoglionito del tutto.

In ogni caso anche dopo il terribile incidente in elicottero del 1990 lei aveva ripreso guidare, superando un periodo terribile di grandi sofferenze.

Sul piano fisico forse sì. Su quello psicologico allora non m’importava  delle corse, pensavo solo a riprendere l’ uso del braccio. Tuttavia, superati i momenti peggiori, non potevo di sicuro stare a casa a guardare la televisione. Neppure ora mi interessa vedere i Gp in video. Mi servono emozioni vere, dirette. Mi riattaccarono il braccio e dopo due stagioni ero al volante di un’ Alfa Romeo nel campionato italiano turismo. Poi rimasi per tre stagioni nel DTM tedesco, riportando anche alcune vittorie nell’ Internazionale. Ho fatto anche qualche corsa con una Mercedes. Mi sono pure divertito con qualche rally. Nel 2006 ero tornato, disputando il Tour di Spagna con Gianni Giudici nella categoria GT3 con una Ferrari 360.

A proposito di Ferrari: con le sue prestazioni con la Benetton, prima della caduta dall’elicottero, era stato sul punto di approdare a Maranello. Ma tutto saltò all’ultimo momento e non si è mai saputo per quale motivo…

E’ semplice. Arrivai alla Ferrari e mi proposero un contratto che non potevo accettare. Inoltre, penso per ragioni anche di mercato, volevano puntare su un francese. Non me la presi male, anche se Briatore aveva spifferato ai quattro venti che stavo andando a firmare a Maranello…

Come farà a conciliare il suo lavoro di imprenditore nel settore dolciarioe del caffè e gli impegni con la famiglia e anche con le gare ?

Questo è un problema. Ho due figli, un maschio e una femminae a marzo ci arriverà una seconda bambina.

Vuole mettere in piedi una tribù ?

Guardi, con mia moglie faccio l’ amore ogni due o tre mesi. E in quel momento non badiamo a spese…

Quindi è deciso a tornare.

La voglia c’è tutta e anche Gianni Giudici vorrebbe fare quel campionato. Dobbiamo valutare diverse cose. Alla Speedcar ci stanno anche cercando degli sponsor. Le gare da disputare sono sei, quattro a Dubai, una in Malesia e una in Bahrein, in concomitanza con la Formula 1. Si inizierà il 4 Dicembre con la conclusione prevista per il 24 Aprile. Mia figlia nascerà nel mese di Marzo. Speriamo di trovare la data giusta. Guiderei qualsiasi tipo di macchina , anche un triciclo…

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(Fonte: eRace Motor Blog)
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In Bianco e Nero – La Storia del Brasile

1 novembre, 2008Tags:, , , , , ,

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Da un po’ d’anni a questa parte, il GP del Brasile è la gara conclusiva del campionato, e per la quarta stagione consecutiva sarà quella che assegnerà il titolo mondiale. Tuttavia, molti ricorderanno che il Brasile per vari decenni era tradizionalmente una delle prime gare in calendario, e anzi negli anni ’80 e ’90 era proprio la prima dell’anno. Interlagos, nella città di San Paolo, è la pista che ospita il “debutto” del Brasile nel giro dei Gran Premi iridati, è il 1973. Tuttavia non era la Interlagos così come la conosciamo oggi, bensì una pista molto più lunga, quasi 8 chilometri, che alternava curve veloci, curve molto lente e rettilinei velocissimi. Fu progettato per permettere la visibilità quasi dell’intero circuito dalle tribune del traguardo. A vincere in quella prima edizione è proprio il fresco campione del mondo e idolo di casa Emerson Fittipaldi sulla intramontabile Lotus 72, vittoria poi bissata l’anno dopo ma con una McLaren al termine di una gara accorciata di otto giri per uno scroscio di pioggia. Nel 1975 c’è la sorpresa della pole position della piccola scuderia Shadow guidata da Jarier, che sembra imbattibile anche in gara, ma a sette giri dalla fine si ritira e per la terza volta in tre anni la vittoria va a un pilota brasiliano, il giovane Carlos Pace (su Brabham) alla sua prima e purtroppo unica vittoria. Nel ’76 siamo in piena era Lauda-Ferrari e Niki, iridato in carica, vince a mani basse nonostante la pole di Hunt e una sfuriata iniziale in testa di Regazzoni. Nel ’77 e ’78 vince ancora la Ferrari, entrambe le volte con Reutemann, grazie anche alle gomme Michelin, ma nel 1978 la pista è quella, inedita, di Jacarepagua, a Rio de Janeiro. Nel ’79 si ritorna a Interlagos, e le Ligier di Laffite e Depailler dominano stracciando la concorrenza, e tutti pensano che le vetture francesi domineranno il campionato, ma non sarà così. Nell’80 si assiste alla prima vittoria di Arnoux sulla Renault turbocompressa, ma alla partenza è Villeneuve a dare spettacolo partendo a razzo dalla terza posizione e scavalcando Jabouille e Pironi di traverso a ruote fumanti, portando per l’unica volta in tutta la stagione la disastrosa Ferrari T5 al comando di una gara. L’anno dopo si assiste al primo dei tanti “dissidi” di casa Williams: piove a dirotto, Piquet sbaglia le gomme, le due Williams di Reutemann e Jones (campione in carica) dominano fino a che dal box esce il cartello che segnala a Carlos di far passare Alan: Reutemann non ci sta e va a vincere. Da quel momento sarà guerra dichiarata tra i due con la squadra spaccata a metà, e a fine stagione Reutemann perderà il titolo per un punto a favore di Piquet, per la gioia di Jones…. Sembrano maturi i tempi per una vittoria di Piquet nel suo Brasile, infatti nell’82 dopo una sfuriata di Villeneuve, in testa per i primi 29 giri e poi fuori pista per le gomme finite, Piquet batte Rosberg e vince, ma a fine gara vengono entrambi squalificati per vetture sottopeso (siamo nel pieno della guerra Fisa-Foca e gli inglesi avevano il famoso trucco dei serbatoi per l’acqua “di raffreddamento” per correre sottopeso e contrastare la superiorità dei turbo Ferrari e Renault). Il vincitore diviene così Prost, alla prima di una lunga serie di vittorie in terra brasiliana. Nell’83 Piquet si riprende il dovuto, vincendo stavolta senza discussioni. L’anno successivo Alain Prost, all’esordio con la McLaren-Porsche, vince dopo un ottimo inizio di Alboreto che debutta sulla Ferrari con 11 giri al comando prima di un guasto ai freni. Prost si ripete l’anno dopo iniziando così la scalata al suo primo mondiale battendo un Alboreto ancor più competitivo partito dalla pole ma urtato da Mansell al via. Piquet vince ancora davanti alla torcida nell’86 debuttando al meglio con la Williams e arrivando davanti all’emergente connazionale Ayrton Senna. Prost ancora primo nei due anni successivi, in particolare nell’88 approfitta di un problema in partenza del suo nuovo compagno di squadra, che è proprio Senna, e va a vincere, primo atto di una rivalità che farà epoca. Nel 1989 triplice inaspettato debutto vincente: all’ultima edizione a tutt’oggi disputata a Jacarepagua, eliminatisi in partenza Patrese, Berger e Senna (che ancora una volta non riesce a vincere in casa), Mansell esordisce sulla Ferrari con una vittoria totalmente inattesa visti i ricorrenti guai di affidabilità del nuovissimo cambio automatico, anch’esso al debutto, battezzando in modo vincente anche la prima gara di Cesare Fiorio come diesse della Rossa. Dodici mesi dopo Mansell viene raggiunto in Ferrari da Prost, che vince per la sesta volta in Brasile (record di vittorie nella stessa gara) approfittando anche di un errore di Senna, leader della gara, nel doppiaggio di Nakajima (suo ex-compagno in Lotus e padre dell’attuale pilota Williams); nel pre-gara il presidente FIA Balestre, che dopo i fatti di Suzuka ’89 ha minacciato di squalificare Senna, viene fatto oggetto nella pit lane di un eccezionale lancio di arance e pomodori da parte dei tifosi brasiliani. Ayrton riesce una volta per tutte a sconfiggere la macumba che non lo voleva vincitore in Brasile e nel 1991 trionfa con una gara leggendaria, guidando negli ultimi giri col cambio rimasto in sesta marcia, battendo la sempre più forte Williams-Renault di Patrese: l’urlo di Senna sul traguardo, misto di gioia e di fatica, rimbalzano dalla cronaca direttamente alla leggenda. Dopo l’indiscutibile dominio di Mansell sulla fantascientifica Williams ’92, Senna fa il bis nel ’93 e viene premiato dal cinque volte mondiale Fangio, approfittando della pioggia amica che induce all’errore l’arcirivale Prost, che non lo aveva voluto a fianco a sé sulla sempre invincibile Williams.

Nel 1994, la stella di Senna brilla per l’ultima volta con una pole strappata coi denti all’emergente Schumacher con la Benetton, il quale però in gara è imprendibile e costringe Ayrton all’errore. Sarà l’ultima volta che i brasiliani vedranno correre il loro idolo prima che un muretto sul Santerno lo fermi per sempre. Schumacher rivince nel 1995 davanti a Coulthard, ma a fine gara ecco la grana: la benzina dei due “non è conforme”, Berger viene dichiarato vincitore, ma il tribunale FIA ridà la vittoria ai primi due, togliendo però i punti alle squadre: un guazzabuglio tipico delle non-decisioni salomoniche di questo sport. Vittorie nette di Hill e Villeneuve nei due anni successivi, e doppietta del finlandese Hakkinen nel biennio 88-89, preludio ai due titoli vinti da Mika in quelle stagioni. Nel 2000 Michael Schumacher, al quinto anno con la Ferrari riesce a vincere (Pelè ospite d’onore dimentica di sventolare la bandiera a scacchi) e a portarsi decisamente in testa al mondiale, che a fine anno prenderà finalmente la via di Maranello dopo 21 anni di digiuno. Nel 2001 (vittoria di Coulthard) la F1 rimane impressionata da Montoya, colombiano che viene dalle gare USA, che in gara affianca Schumacher e lo sposta letteralmente a ruotate per poi passare in testa, prima di venir eliminato dal doppiato Verstappen (non nuovo a incidenti spettacolari in Brasile dopo quello incredibile del 1994). Nel 2002 il dominio incontrastato della Ferrari continua con una nuova vittoria di Schumi, stavolta all’esordio con la inedita F2002 che alla vigilia sembrava troppo poco collaudata per puntare alla vittoria, invece sarà l’inizio di una stagione in cui gli avversari vedranno la Rossa solo da lontano. L’anno successivo la pioggia provoca incidenti a raffica e dal groviglio di incidenti (Schumi sfiora una gru nella via di fuga) esce fuori la sorpresa Fisichella, alla sua prima vittoria, con la Jordan, tuttavia i confusionari commissari rovinano la sua legittima gioia perchè in un primo tempo assegnano la vittoria a Raikkonen, e solo dopo due settimane Fisichella vedrà riconosciuta la vittoria. Nel 2004, altra stagione tutta-Ferrari, il Brasile viene spostato a fine stagione e Montoya si congeda dalla Williams con una vittoria, che a tutt’oggi è anche l’ultima per il team inglese, rimasto oggi l’unico concorrente indipendente in mezzo a squadre totalmente in mano ai Grandi Costruttori. Il colombiano fa il bis nel 2005 ma con la McLaren, proprio nel giorno del matematico primo titolo mondiale di Alonso con la Renault, che diventa il più giovane campione del mondo della storia della F1. Lo spagnolo rivincerà il titolo nel 2006 di nuovo in Brasile, gara che vede la vittoria del pilota di casa Felipe Massa, primo brasiliano a trionfare in casa dai tempi di Senna, mentre passa alla storia la gara d’addio alla F1 di Schumacher, che viene attardato da un guaio in prova e da un contatto in gara con Fisichella che gli provoca una foratura: Michael comincia una epica rimonta, degna di Clark e di Stewart, che lo porta a rimontare un giro di ritardo fino alla quarta posizione finale, con sorpassi eccezionali come quello a Raikkonen, suo successore in Ferrari. E proprio Raikkonen nel 2007 compie l’impresa che nessuno realisticamente pensava: è storia di ieri, ma difficilmente si potrà dimenticare ( dopo una stagione segnata dalla clamorosa spy-story) l’harakiri del giovane Hamilton che con la sua McLaren-Mercedes partiva con un vantaggio di sette punti sul finlandese della Ferrari e quattro sul suo compagno-rivale, il due volte campione in carica Alonso. Raikkonen, coadiuvato al meglio dal team-mate Massa, sempre fortissimo in casa, va a vincere la gara, mentre dietro Hamilton, prima con un errore in frenata poi con un momentaneo problema al cambio, resta invischiato in una difficile rimonta che lo relega a un inutile settimo posto finale, con Raikkonen campione del mondo per un solo punto sulla coppia, separata in casa, della McLaren. Nel dopo-corsa il colpo di scena, con la possibile squalifica per carburante irregolare di Williams e BMW che, se attuata, consegnerebbe il titolo a Hamilton, ma poi il risultato in pista viene confermato e in Ferrari si può festeggiare.

I miracoli si chiamano così anche perché accadono di rado: difficilmente la Ferrari potrà quest’anno sperare che Hamilton e la McLaren buttino via il titolo piloti, anche se il vantaggio di Lewis su Massa è identico (7 punti) a quello che separava il britannico da Kimi l’anno scorso. Nonostante siano remote le probabilità di un capovolgimento di fronte in extremis, è positivo che i titoli mondiali si decidano anche quest’anno a Interlagos, una delle ultime piste “vecchio stile”, ricche anche di variazioni altimetriche, rare negli altri circuiti “alla Tilke” dell’era moderna, una gara che quindi varrà comunque la pena di vedere. Buon gran premio a tutti e a arrivederci al 2009!!

Francesco Ferrandino – Sundance76

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1- Travel to Sao Paulo- Pioggia e Penalità incidono sul mondiale

1 novembre, 2008Tags:,

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Abbiamo lasciato il motore di Massa in fumo ed Hamilton in tranquilla quiete prima della sosta estiva in attesa del nuovo circuito di Valencia che più che il fascino spagnolo non sembra avere avuto. Il mondiale entra nel vivo, e le polemiche saranno pane quotidiano, proprio come la pioggia che accompagna la Formula Uno come la nuvola di Fantozzi.

VALENCIA Il 24 agosto si sbarca nel nuovo cittadino spagnolo tanto voluto da Bernie Ecclestone. Fin da subito si nota una strabiliante Toro Rosso, ad ottimi livelli dopo i buoni risultati di luglio. Massa battezza il circuito con una pole facile, Hamilton limita i danni, secondo, e Raikkonen chiude terzo. La gara risulterà essere la più noiosa della stagione con l’unico sorpasso in pista di Nakajima su Barrichello. L’unico evento che si segnala è il pit stop di Raikkonen. Il finlandese, infatti, riparte al “giallo” del semaforino Ferrari trascinando con sé il bocchettone della benzina ed un meccanico per qualche metro. Il motore del campione del mondo cede comunque qualche giro dopo, mentre Massa va a vincere davanti Hamilton e Kubica.

BELGIO Giunge il momento del gp più contestato dell’anno. A settembre il clima nelle ardenne non promette nulla di buono. E’ il circuito più amato dai piloti. Hamilton conquista la pole nel solito duello con Massa, secondo. Kovalainen e Raikkonen completano la top-grid mentre Kubica arranca sin dal sabato chiudendo ottavo.

La mattina pioviggina, ma per la partenza la pista è semi asciutta. Allo start Usain Trulli sembra giocare alla play-station guadagnando ben 5 posizioni. Raikkonen sembra aver smaltito il periodo di crisi e nelle fasi iniziali liquida facilmente Kovalainen e Massa gettandosi alla disperata ricerca di Hamilton. L’inglese si gira alla Source qualche giro dopo e Raikkonen coglie l’opportunità per passarlo. Il finnico conduce la sua migliore gara dell’anno, ma negli ultimi giri la pioggia comincia a scendere e si accende il duello più bello dell’anno. Hamilton e Raikkonen se li danno di santa ragione, poi l’inglese taglia la “chicane” del bus-stop, restituisce la posizione al rivale ma lo riattacca alla Source e lo passa. La pioggia si fa poi battente, Hamilton esce di pista per evitare Rosberg, Raikkonen coglie subito l’occasione, ma poi un errore lo condanna al muro. Hamilton vince senza pericolo, Massa chiude secondo, mentre Heidfeld chiude a podio dopo aver montato gomme da bagnato negli ultimi due giri.

Hamilton verrà poi penalizzato dai giudici per il taglio di chicane, la vittoria andrà quindi a Massa e l’inglese chiuderà ufficialmente terzo. In chiave mondiale così Massa è a soli 2 punti dall’inglese.

ITALIA Dopo la settimana di fuoco per i fatti di Spa, si giunge in Italia consapevoli che la pioggia sarà protagonista. Massa spera nel gp di casa per l’aggancio ma la vera sorpresa è la pole di Vettel, conquistata mentre i big arrancavano nell’acqua. Hamilton non accede alla Q3, proprio come Raikkonen, mentre Massa avrà il vantaggio di partire sesto.

La domenica piove come previsto, Vettel domina la corsa, mentre Hamilton è autore di una grande rimonta che lo porta a perdere un solo punto dal rivale Massa che chiude sesto. Kubica rilancia la sua speranza mondiale chiudendo a podio, ed ora in chiave mondiale è a -11.

SINGAPORE L’evento più atteso dell’anno giunge finalmente il 28 Settembre. La prima notturna nella storia della F1 rimarrà negli annali. La spunta Alonso, ma deve dir grazie alla fortuna. Lo spagnolo in qualifica guadagna solo il 14esimo posto mentre Massa è autore di una pole strepitosa su Hamilton e Raikkonen. La vittoria sembra essere una semplice formalità per il brasiliano, ma Piquet in gara si sfracella sui muretti del rettilineo, entra la safety-car e al solito tutti rientrano quando possibile. Massa è il primo, ma il verde del semaforo scatta troppo presto, il bocchettone è ancora inserito e il brasiliano percorre tutta la pit lane con il tubo del rifornimento attaccato. Sarà aiutato dai meccanici ma a quel punto sarà troppo tardi. Alonso si ritrova sorprendentemente primo, gestisce la gara e vince. Raikkonen si sfracella a muro a pochi giri dalla fine, mentre Hamilton chiude dietro Rosberg, al terzo posto, allungando sia su Massa che su Kubica. Adesso son sette i punti che lo separano dal rivale Massa, sette proprio come quelli che dovrà difendere dall’attacco del brasiliano in casa propria.

Il resto è storia recente…

Valerio Lo Muzzo

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F1 Giappone Cronaca Gara – Fernando Alonso colpisce ancora

13 ottobre, 2008Tags:, , , ,

BELGIAN GRAND PRIX F1/2008 -  SPA 06/09/2008

FUJI 12.10.2008 Viene raccolto con un boato lo Champagne lanciato dal podio da Alonso ai propri meccanici, come se fosse un trofeo da portare a casa, come se il mondiale fosse stato vinto dalla Renault. Ma questa Formula Uno odierna riserva tante sorprese, tante fate Morgane, che illudono continuamente piloti e tifosi stessi.

Aveva illuso Hamilton, ieri, con una pole da urlo, per poi buttare tutto al vento con una partenza inguardabile. Aveva illuso Kubica, nelle fasi iniziali del gp, saldamente in testa ma poi schiacciato dal tatticume Renault che con un pilota come Alonso può permettersi qualunque strategia. Invece lui, Zorro Alonso, non delude mai, e adesso che la carretta ING sembra esser diventata una vettura, i risultati cominciano ad arrivare.

PARTENZA Quando i semafori si spengono Raikkonen sopravanza Hamilton, ma l’inglese non demorde e ritarda la staccata della prima curva talmente tanto che nemmeno la Brembo in persona sarebbe riuscita a non farlo andare lungo. Capita così che Raikkonen, Kovalainen e tutto il gruppo son condizionati dalla manovra dell’inglese, e in tutto il parapiglia della prima curva Coulthard termina la gara dopo pochi istanti, mentre l’alettone di Nakajima vola nel cielo giapponese.

Robert Kubica prende quindi la testa seguito da Alonso, Kovalainen, Trulli, Massa, Hamilton e Raikkonen. La corsa però è nel vivo, ed Hamilton attacca subito Massa. Il brasiliano si difende come può, ma il contatto è inevitabile, l’inglese si gira e la penalità è nell’aria.

PENALITA’ In questo circus non c’è gara ove non vi siano penalità. Dopo una breve investigazione Hamilton e Massa vengono puniti per i rispettivi reati, ed un drive trough l’uno non fa male a nessuno. Hamilton dopo il contatto è rientrato subito ai box, perché quella frenata impossibile ha completamente rovinato le sue gomme. Intanto Kimi incalza Trulli e lo infila, mentre dietro Rosberg e Fisichella duellano per un intero giro prima che il tedesco liquidasse l’italiano.

Giunge il momento delle soste, ed il “lume” di Briatore si accende caricando meno benzina sulla vettura di Zorro, sopravanzando così Kubica che non vedrà più la testa.

GARA NELLA GARA Ma all’interno della gara si corre anche per il mondiale. Kovalainen è costretto al ritiro dal motore, mentre Hamilton arranca in fondo al gruppo. Massa, invece, comincia ad inanellare una serie di giri record nella speranza di recuperare qualche punto. Zorro mantiene la testa dopo le seconde soste, mentre Massa si getta a capofitto nella zona punti sopravanzando prima Heidfeld e poi Webber con un sorpasso tra muro e avversario. Fantastico. Il brasiliano nelle fasi conclusive del gp subirà un contatto con Bourdais, oggetto ancora di discussione. In tutto questo Raikkonen cerca di impensierire Kubica, ma dopo le ultime gare terminate a muro decide, saggiamente, di accontentarsi di un terzo posto. Alla fine Massa riesce a conquistare un punto, riducendo così il suo svantaggio da Hamilton a soli sei punti.

MONDIALE Ci eravamo illusi che queste ultime gare sarebbero state una sfida Ferrari-McLaren, ma era solo un’illusione. Adesso mancano due gare e oltre ai rossi e agli argentati sembrano esserci gli outsider, leggi Renault e Bmw, che hanno deciso di fare da arbitro per questo mondiale. Da segnalare l’ottima prestazione di Trulli, oggi quinti e delle Toro Rosso, ancora a punti. Già, ci eravamo illusi, non sembrano esserci solo due team in un mondiale tutt’oggi da incorniciare. E mancano ancora due gare.

Onlysicily per eRace

Valerio Lo Muzzo

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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WRC Rally Corsica Day 2 – Loeb si avvia verso la vittoria

13 ottobre, 2008Tags:, , , ,

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Sébastien Loeb, domina anche la seconda giornata del rally di Corsica, terz’ultimo appuntamento del mondiale 2008. Il francese ha portato a 52’’ il suo vantaggio su Mikko Hirvonen che precede di 4.3 secondi il compagno di squadra Francois Duval, autore della miglior prestazione nella speciale conclusiva malgrado alcuni problemi tecnici nella SS10, prima al sistema del launch control e poi nell’innesto delle marce.

“Ho cercato di rallentare un pò” ha detto Loeb, ormai vicinissimo alla vittoria quando mancano solo quattro stages alla fine. “La cosa più importante è quella di andare avanti così. Fin’ora è stato tutto perfetto per noi.”

Quarto Jari Matti Latvala che ha scavalcato Petter Solberg dopo una battaglia serrata con il norvegese. In sesta e settima posizione Chris Atkinson e Urmo Aava, quest’ultimo rallentato da un problema all’ammortizzatore nel pomeriggio.

Problemi anche per la Suzuki di Toni Gardemeister che ha perso ben quattro minuti a causa di un problema alla pressione della benzina, scivolando dall’ottava alla tredicesima piazza. L’uscita di scena di Gunnar Andersson che ricopriva la decima posizione, ha promosso Brice Tirabassi, Wilson e Ostberg rispettivamente in ottava, nona e decima posizione. Solo 15° Mikkelsen vittima di ben due forature. Stessa sorte anche per Henning Solberg e il privatista Rautenbach.

FIA WRC – Rally Corsica – Classifica dopo la seconda giornata

1. Sebastien Loeb Citroen 2h31:27.9

2. Mikko Hirvonen Ford + 52.4

3. Francois Duval Ford + 56.7

4. Jari-Matti Latvala Ford + 1:50.6

5. Petter Solberg Subaru + 2:13.0

6. Chris Atkinson Subaru + 4:06.2

7. Urmo Aava Citroen + 5:49.9

8. Brice Tirabassi Subaru + 7:04.8

9. Matthew Wilson Ford + 7:12.1

10. Mads Ostberg Subaru + 7:12.7

Cristina Capruzzi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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Parigi 2008: Mini John Cooper Works

12 ottobre, 2008Tags:,

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Oltre alla discussissima Crossover Concept, Mini ha portato al Salone di Parigi anche la John Cooper Works in versione due porte e Clubman.


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La versione più potente della Mini, che si è trasformata da kit aggiuntivo ad allestimento, può contare su 211Cv del 1.6 Turbo benzina, capace di 260Nm di coppia massima a 1850 giri/minuto e un overboost temporaneo fino a raggiungimento quota 280NM. Il tasto SPORT presente in plancia modifica direttamente la risposta dell’acceleratore ed il feeling con lo sterzo. Tra le varie modifiche quelle di maggiore importanza sono: cambio, impianto di scarico con doppia uscita da 85mm, aerodinamica, assetto impianto frenante e cerchi in lega da 17″. Il motore, rispetto alla versione S di serie, ha nuovi pistoni rafforzati, valcole e sedi valvole modificate e un rapporto di compressione più basso, oltre al nuovo compressore capace di un picco di 1,3 bar contro i 0,9 della Cooper S. Un’altra novità tra le più importanti è l’aspirazione, ma occhio a non dimenticare l’arrivo del nuovo debimetro.

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In confronto al vecchio modello, non troviamo più il differenziale autobloccante meccanico, ma un nuovo sistema elettronico di serie che lavora in collaborazione con il controllo stabilità DSC e con il controllo di trazione DTC. Le prestazioni sono da vera sportiva: 238 km/h di velocità massima, accelerazione 0-100 km/h in 6,5 sec per la versione 2 porte, mentre 6,8 per la Clubman. I consumi rimangono generosi, ovvero: 6,9 l/100km e 165g/km per la 2 porte, mentre, 7,1l/100km e 169g/km per la Clubman, in conformità alle norme Euro 5.

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(Fonte: Auto Shop Italia)

Tags: In Italia, Internet, Sport, Cinema, calcio

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