In Bianco e Nero - La Storia del Brasile

1 Novembre, 2008Tags:, , , , , ,

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Da un po’ d’anni a questa parte, il GP del Brasile è la gara conclusiva del campionato, e per la quarta stagione consecutiva sarà quella che assegnerà il titolo mondiale. Tuttavia, molti ricorderanno che il Brasile per vari decenni era tradizionalmente una delle prime gare in calendario, e anzi negli anni ’80 e ’90 era proprio la prima dell’anno. Interlagos, nella città di San Paolo, è la pista che ospita il “debutto” del Brasile nel giro dei Gran Premi iridati, è il 1973. Tuttavia non era la Interlagos così come la conosciamo oggi, bensì una pista molto più lunga, quasi 8 chilometri, che alternava curve veloci, curve molto lente e rettilinei velocissimi. Fu progettato per permettere la visibilità quasi dell’intero circuito dalle tribune del traguardo. A vincere in quella prima edizione è proprio il fresco campione del mondo e idolo di casa Emerson Fittipaldi sulla intramontabile Lotus 72, vittoria poi bissata l’anno dopo ma con una McLaren al termine di una gara accorciata di otto giri per uno scroscio di pioggia. Nel 1975 c’è la sorpresa della pole position della piccola scuderia Shadow guidata da Jarier, che sembra imbattibile anche in gara, ma a sette giri dalla fine si ritira e per la terza volta in tre anni la vittoria va a un pilota brasiliano, il giovane Carlos Pace (su Brabham) alla sua prima e purtroppo unica vittoria. Nel ’76 siamo in piena era Lauda-Ferrari e Niki, iridato in carica, vince a mani basse nonostante la pole di Hunt e una sfuriata iniziale in testa di Regazzoni. Nel ’77 e ’78 vince ancora la Ferrari, entrambe le volte con Reutemann, grazie anche alle gomme Michelin, ma nel 1978 la pista è quella, inedita, di Jacarepagua, a Rio de Janeiro. Nel ’79 si ritorna a Interlagos, e le Ligier di Laffite e Depailler dominano stracciando la concorrenza, e tutti pensano che le vetture francesi domineranno il campionato, ma non sarà così. Nell’80 si assiste alla prima vittoria di Arnoux sulla Renault turbocompressa, ma alla partenza è Villeneuve a dare spettacolo partendo a razzo dalla terza posizione e scavalcando Jabouille e Pironi di traverso a ruote fumanti, portando per l’unica volta in tutta la stagione la disastrosa Ferrari T5 al comando di una gara. L’anno dopo si assiste al primo dei tanti “dissidi” di casa Williams: piove a dirotto, Piquet sbaglia le gomme, le due Williams di Reutemann e Jones (campione in carica) dominano fino a che dal box esce il cartello che segnala a Carlos di far passare Alan: Reutemann non ci sta e va a vincere. Da quel momento sarà guerra dichiarata tra i due con la squadra spaccata a metà, e a fine stagione Reutemann perderà il titolo per un punto a favore di Piquet, per la gioia di Jones…. Sembrano maturi i tempi per una vittoria di Piquet nel suo Brasile, infatti nell’82 dopo una sfuriata di Villeneuve, in testa per i primi 29 giri e poi fuori pista per le gomme finite, Piquet batte Rosberg e vince, ma a fine gara vengono entrambi squalificati per vetture sottopeso (siamo nel pieno della guerra Fisa-Foca e gli inglesi avevano il famoso trucco dei serbatoi per l’acqua “di raffreddamento” per correre sottopeso e contrastare la superiorità dei turbo Ferrari e Renault). Il vincitore diviene così Prost, alla prima di una lunga serie di vittorie in terra brasiliana. Nell’83 Piquet si riprende il dovuto, vincendo stavolta senza discussioni. L’anno successivo Alain Prost, all’esordio con la McLaren-Porsche, vince dopo un ottimo inizio di Alboreto che debutta sulla Ferrari con 11 giri al comando prima di un guasto ai freni. Prost si ripete l’anno dopo iniziando così la scalata al suo primo mondiale battendo un Alboreto ancor più competitivo partito dalla pole ma urtato da Mansell al via. Piquet vince ancora davanti alla torcida nell’86 debuttando al meglio con la Williams e arrivando davanti all’emergente connazionale Ayrton Senna. Prost ancora primo nei due anni successivi, in particolare nell’88 approfitta di un problema in partenza del suo nuovo compagno di squadra, che è proprio Senna, e va a vincere, primo atto di una rivalità che farà epoca. Nel 1989 triplice inaspettato debutto vincente: all’ultima edizione a tutt’oggi disputata a Jacarepagua, eliminatisi in partenza Patrese, Berger e Senna (che ancora una volta non riesce a vincere in casa), Mansell esordisce sulla Ferrari con una vittoria totalmente inattesa visti i ricorrenti guai di affidabilità del nuovissimo cambio automatico, anch’esso al debutto, battezzando in modo vincente anche la prima gara di Cesare Fiorio come diesse della Rossa. Dodici mesi dopo Mansell viene raggiunto in Ferrari da Prost, che vince per la sesta volta in Brasile (record di vittorie nella stessa gara) approfittando anche di un errore di Senna, leader della gara, nel doppiaggio di Nakajima (suo ex-compagno in Lotus e padre dell’attuale pilota Williams); nel pre-gara il presidente FIA Balestre, che dopo i fatti di Suzuka ’89 ha minacciato di squalificare Senna, viene fatto oggetto nella pit lane di un eccezionale lancio di arance e pomodori da parte dei tifosi brasiliani. Ayrton riesce una volta per tutte a sconfiggere la macumba che non lo voleva vincitore in Brasile e nel 1991 trionfa con una gara leggendaria, guidando negli ultimi giri col cambio rimasto in sesta marcia, battendo la sempre più forte Williams-Renault di Patrese: l’urlo di Senna sul traguardo, misto di gioia e di fatica, rimbalzano dalla cronaca direttamente alla leggenda. Dopo l’indiscutibile dominio di Mansell sulla fantascientifica Williams ’92, Senna fa il bis nel ’93 e viene premiato dal cinque volte mondiale Fangio, approfittando della pioggia amica che induce all’errore l’arcirivale Prost, che non lo aveva voluto a fianco a sé sulla sempre invincibile Williams.

Nel 1994, la stella di Senna brilla per l’ultima volta con una pole strappata coi denti all’emergente Schumacher con la Benetton, il quale però in gara è imprendibile e costringe Ayrton all’errore. Sarà l’ultima volta che i brasiliani vedranno correre il loro idolo prima che un muretto sul Santerno lo fermi per sempre. Schumacher rivince nel 1995 davanti a Coulthard, ma a fine gara ecco la grana: la benzina dei due “non è conforme”, Berger viene dichiarato vincitore, ma il tribunale FIA ridà la vittoria ai primi due, togliendo però i punti alle squadre: un guazzabuglio tipico delle non-decisioni salomoniche di questo sport. Vittorie nette di Hill e Villeneuve nei due anni successivi, e doppietta del finlandese Hakkinen nel biennio 88-89, preludio ai due titoli vinti da Mika in quelle stagioni. Nel 2000 Michael Schumacher, al quinto anno con la Ferrari riesce a vincere (Pelè ospite d’onore dimentica di sventolare la bandiera a scacchi) e a portarsi decisamente in testa al mondiale, che a fine anno prenderà finalmente la via di Maranello dopo 21 anni di digiuno. Nel 2001 (vittoria di Coulthard) la F1 rimane impressionata da Montoya, colombiano che viene dalle gare USA, che in gara affianca Schumacher e lo sposta letteralmente a ruotate per poi passare in testa, prima di venir eliminato dal doppiato Verstappen (non nuovo a incidenti spettacolari in Brasile dopo quello incredibile del 1994). Nel 2002 il dominio incontrastato della Ferrari continua con una nuova vittoria di Schumi, stavolta all’esordio con la inedita F2002 che alla vigilia sembrava troppo poco collaudata per puntare alla vittoria, invece sarà l’inizio di una stagione in cui gli avversari vedranno la Rossa solo da lontano. L’anno successivo la pioggia provoca incidenti a raffica e dal groviglio di incidenti (Schumi sfiora una gru nella via di fuga) esce fuori la sorpresa Fisichella, alla sua prima vittoria, con la Jordan, tuttavia i confusionari commissari rovinano la sua legittima gioia perchè in un primo tempo assegnano la vittoria a Raikkonen, e solo dopo due settimane Fisichella vedrà riconosciuta la vittoria. Nel 2004, altra stagione tutta-Ferrari, il Brasile viene spostato a fine stagione e Montoya si congeda dalla Williams con una vittoria, che a tutt’oggi è anche l’ultima per il team inglese, rimasto oggi l’unico concorrente indipendente in mezzo a squadre totalmente in mano ai Grandi Costruttori. Il colombiano fa il bis nel 2005 ma con la McLaren, proprio nel giorno del matematico primo titolo mondiale di Alonso con la Renault, che diventa il più giovane campione del mondo della storia della F1. Lo spagnolo rivincerà il titolo nel 2006 di nuovo in Brasile, gara che vede la vittoria del pilota di casa Felipe Massa, primo brasiliano a trionfare in casa dai tempi di Senna, mentre passa alla storia la gara d’addio alla F1 di Schumacher, che viene attardato da un guaio in prova e da un contatto in gara con Fisichella che gli provoca una foratura: Michael comincia una epica rimonta, degna di Clark e di Stewart, che lo porta a rimontare un giro di ritardo fino alla quarta posizione finale, con sorpassi eccezionali come quello a Raikkonen, suo successore in Ferrari. E proprio Raikkonen nel 2007 compie l’impresa che nessuno realisticamente pensava: è storia di ieri, ma difficilmente si potrà dimenticare ( dopo una stagione segnata dalla clamorosa spy-story) l’harakiri del giovane Hamilton che con la sua McLaren-Mercedes partiva con un vantaggio di sette punti sul finlandese della Ferrari e quattro sul suo compagno-rivale, il due volte campione in carica Alonso. Raikkonen, coadiuvato al meglio dal team-mate Massa, sempre fortissimo in casa, va a vincere la gara, mentre dietro Hamilton, prima con un errore in frenata poi con un momentaneo problema al cambio, resta invischiato in una difficile rimonta che lo relega a un inutile settimo posto finale, con Raikkonen campione del mondo per un solo punto sulla coppia, separata in casa, della McLaren. Nel dopo-corsa il colpo di scena, con la possibile squalifica per carburante irregolare di Williams e BMW che, se attuata, consegnerebbe il titolo a Hamilton, ma poi il risultato in pista viene confermato e in Ferrari si può festeggiare.

I miracoli si chiamano così anche perché accadono di rado: difficilmente la Ferrari potrà quest’anno sperare che Hamilton e la McLaren buttino via il titolo piloti, anche se il vantaggio di Lewis su Massa è identico (7 punti) a quello che separava il britannico da Kimi l’anno scorso. Nonostante siano remote le probabilità di un capovolgimento di fronte in extremis, è positivo che i titoli mondiali si decidano anche quest’anno a Interlagos, una delle ultime piste “vecchio stile”, ricche anche di variazioni altimetriche, rare negli altri circuiti “alla Tilke” dell’era moderna, una gara che quindi varrà comunque la pena di vedere. Buon gran premio a tutti e a arrivederci al 2009!!

Francesco Ferrandino - Sundance76

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(Fonte: eRace Motor Blog)

Tags: calcio, Politica, Tv, Musica, Nel Mondo

F1 News ??? Budapest:???la Monaco senza guardrails ???

30 Luglio, 2008Tags:, ,

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Il gran premio di Budapest, che questo fine settimana sar?? la sede dell???undicesimo gran premio della stagione, ?? entrato per la prima volta nel calendario di F1 nel 1986 e fin dalla sua prima edizione, vinta dalla Williams di Nelson Piquet, si ?? sempre disputato sul tracciato dell???Hungaroring, che sorge alla periferia della capitale ungherese.

L???ingresso nel mondiale di F1 del circuito dell???Hungaroring, fu un evento storico per il grande circus, che approd?? per la prima volta nell???Est Europa, precorrendo quell???espansione verso nuovi orizzonti che ha portato la F1 in paesi come la Malesia, la Turchia o Singapore.

Il circuito che misura 4.381 km viene percorso per settanta volte in senso orario e presenta quattordici curve. La configurazione del tracciato, stretto e tortuoso, non favorisce i sorpassi. Una caratteristica che fa della pista ungherese una Montecarlo senza muretti e glamour. Si ?? cos?? spesso costretti ad assistere a quegli impietosi e noiosi ???trenini???di macchine, per la gioia degli sponsor, mentre fondamentali diventano le qualifiche, proprio perch??, come detto, le possibilit?? di sorpassare sono davvero poche (tranne che sul rettilineo principale, allungato proprio per consentire maggiori sorpassi). Qui, la vera sfida per piloti e ingegneri ?? soprattutto trovare il giusto bilanciamento, per garantire una buona aderenza sull???asfalto (sconnesso e molto polveroso in quanto ?? un tracciato inutilizzato per il resto dell???anno) ma anche una monoposto maneggevole da guidare nelle curve, agile nei numerosi cambi di direzioni e rapida in uscita. Un???altra sfida per i team ?? rappresentata dalle alte temperature che mettono in ginocchio soprattutto le coperture, senza dimenticare il motore utilizzato a pieno solo per il 58% .

Budapest, spesso criticato da tifosi e piloti, ?? stato per?? anche??teatro di memorabili gare che hanno fatto la storia della F1. Qui ad esempio il 13 Agosto 1989 il ???leone??? Nigel Mansell vinse rimontando dalla sesta fila, dopo aver battuto Ayrton Senna. Nel 1992, poi, Budapest fu lo scenario del primo trionfo mondiale di Damon Hill e nel 2001 di Michael Schumacher che insieme a Rubens Barrichello nel 2004 qui, port?? la Ferrari a vincere il suo titolo costruttori numero quattordici.

O ancora, anno 1997, Damon Hill in testa per ben sessantotto giri si ritira per noie idrauliche alla sua Arrows cedendo la vittoria a Villeneuve. Sempre su questa pista Fernando Alonso nel 2003 ottenne la sua prima affermazione in F1 diventando anche il pilota pi?? giovane ad aver vinto in F1, battendo il precedente record di Bruce McLaren. Ma l???Hungaroring evoca dolci ricordi anche a Jenson Button e la BMW ; il primo nel 2006 vinse il suo primo (e fin???ora unico) gran premio in carriera dopo 113 partecipazioni, la seconda ottenne grazie al tedesco Heidfeld, sempre lo stesso anno, il suo primo podio in F1. Fu anche la prima edizione che si svolse sotto la pioggia. Difficilmente verr?? dimenticato anche l???episodio del 2007 ai box della McLaren durante le fasi finali delle prove ufficiali, quando Alonso rallent?? il compagno Hamilton, sostando sulla piazzola nonostante avesse terminato il proprio pit stop, mentre dietro vi era accodato l???inglese in attesa di cambiare le gomme (comportamento che fu poi punito dai commissari con la retrocessione in griglia).

Il record della pista, 1:19.071, appartiene ancora a Michael Schumacher che lo realizz?? nel 2004.

Il tedesco detiene anche il maggior numero di successi (quattro), davanti ad Ayrton Senna a quota tre. Fra i team, sette vittorie per Williams e McLaren, due in pi?? della Ferrari a secco di vittorie sul circuito ungherese dal 2004 (allora vinse Michael Schumacher). Tra i piloti ancora in attivit?? hanno vinto Rubens Barrichello (nel 2002), Fernando Alonso (nel 2003), Kimi Raikkonen (nel 2005), Jenson Button (nel 2006) e Lewis Hamilton l???anno scorso.

Gli orari del weekend

Venerd?? 1 Agosto
10:00-11:30 Prima sessione di prove libere
14:00-15:30 Seconda sessione di prove libere

Sabato 2 Agosto
11:00-12:00 Terza sessione di prove libere
14:00-15:00 Prove ufficiali

Domenica 3 Agosto
14:00 Gara

Cristina Capruzzi

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(Fonte: eRace Motor Blog)

Tags: Auto, Nel Mondo, Musica, Internet, In Italia

Alain Prost a cuore aperto su Ayrton Senna..

3 Gennaio, 2008Tags:,

“A dire il vero,trovo un pò di difficoltà a parlare di Ayrton , e non solo perchè lui ora non è più fra noi. Sai, era alquanto diverso, tanto, da qualunque altro pilota o persona io abbia incontrato nella mia vita..”

prost-senna.jpg
Parlandone ora , a più di cinque anni dalla sua scomparsa, Alain Prost si trova in una
posizione invidiabile, perchè i due nell’immaginario comune , vengono sempre
rico
rdati assieme,nel bene o nel male. L’uno il compendio dell’altro,
indiscutib
ilmente i migliori della loro epoca. E si dia il caso che Prost quando c’era
Senna contro cui lottare per la vittoria, non ha potuto vincere sempre e il francese
lo sa bene. In tutta franchezza, qualcuno potrebbe dire che quando Ayrton era ancora
vivo, Alain andava imbastendo una campagna denigratoria verso il brasiliano. E molti
non lo hanno amato , anzi diffamato per aver osato criticare in vita chi oramai, è
diventato un’icona senza pari, un mito.
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