DOFUS, il videogames strategico-tattico arriva in lingua italiana!

28 Marzo, 2008

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DOFUS, il videogames tattico lanciato dall’Ankama Games arriva finalmente in lingua italiana. Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale con una scheda tecnica e alcuni commenti per l’uscita del videogioco in lingua italiana, videogioco che per ora ha avuto un grandissimo successo nei paesi in cui era stato precedentemente lanciato. (more…)


(Fonte: eGames Blog)

Tags: Musica, Gossip, Spettacolo, Tv, In Italia

Frontlines: Fuel of War

23 Febbraio, 2008

Oltre la Seconda Guerra Mondiale
Spark Unimited riparte da un’ipotesi nella nuova generazione.

Frontlines: Fuel of War


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(Fonte: eGames Blog)

Race Driver

14 Febbraio, 2008

l nuovo episodio in arrivo su PC e console viene battezzato GRID.

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(Fonte: eGames Blog)

Yu-Gi-Oh GX Tag Force 2 Trucchi/Cheat - PSP

27 Gennaio, 2008Tags:,

Trucchi/Cheat per Yu-Gi-Oh GX Tag Force 2

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(Fonte: eGames Blog)

Assassin’s Creed: requisiti di sistema

26 Gennaio, 2008

Comunicati ufficialmente i requisiti di sistema per poter mettersi nei pani di Altair

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(Fonte: eGames Blog)

Età e istruzione dei capi d’azienda

18 Gennaio, 2008Tags:, ,

Fonte: Banca d’Italia
Pubblicazione: 07/2007

All’interno dell’Analisi sulle imprese industriali e dei servizi per il 2006, la Banca d’Italia ha analizzato le classi d’età dei leader d’impresa italiani e il loro livello d’istruzione.

La classe dirigente italiana è più giovane: secondo uno studio di Bankitalia l’età media dei capi d’azienda si è abbassata. Alla guida delle imprese aumentano le persone fra i 36 e i 55 anni, e diminuiscono gli over 65. Migliora anche l’istruzione: più laureati, meno leader con titoli di studio inferiori.

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Commento di Pasquale Olivieri

Nonostante i miglioramenti in termini di età e di livello di istruzione avvenuti nel profilo dei capi d’azienda, ancora alta risulta l’incidenza degli over 65 anni (22,3%). Ero convinto che l’età media di un uomo fosse 65 anni, forse essere capo d’impresa allunga la vita…..o forse i capi d’impresa sono cosi legati alle loro aziende, che preferiscono guidare la loro creazione, sempre e comunque (anche dall’aldilà), piuttosto che realizzare un passaggio generazionale.
Se aggrego i dadi della suddetta tabella (età dei capi d’azienda) in due sole categorie (classi) plausibili, la prima corrispondente alla fascia di età compresa tra 25 e 55 anni, che denomino come “GiovaniAdulti”, e la seconda che ha classe d’età tra i 56 e i 75 anni, che denomino come “AdultiAnziani” , ottengo la nuova seguente tabella:

Si evince che alla guida delle imprese italiane prevalga la seconda categoria, che ne rappresenta il 54,1% nonostante l’ampiezza di questa classe sia minore della prima, che rappresenta rispettivamente 20 e 30 anni. Più uomini della terza età a condurre le aziende italiane.

Ma in un mercato cosi complesso e dinamico, che comporta mutamenti nella gestione d’impresa, si può definire un profilo ideale dei capi d’azienda? Ed in oltre, in paesi economicamente più performanti del nostro, come si delinea il profilo del capo d’azienda?


(Fonte: Small Business)
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Confartigianato: il Presidente Nazionale Guerrini ”Troppo alto l’infanticidio di impresa”

18 Gennaio, 2008Tags:,

Spetta all’Italia il più alto tasso di ”infanticidio” d’impresa al mondo. Ogni giorno, infatti, si registrano alla Camera di Commercio oltre mille nuove imprese, ma nel giro di quattro anni il 40% circa di queste muore.
Colpa della burocrazia da una parte e della pressione fiscale e della difficoltà di accesso al credito dall’altra”. Lo ha dichiarato Giorgio Guerrini, presidente nazionale di Confartigianato, oggi a Sanremo, per una visita alla sede locale dell’associazione di categoria.
“In questo Paese, purtroppo, passa il tempo ma è sempre difficile fare impresa e avere la certezza dell’attività economica - ha spiegato - perché la pressione fiscale tende sempre a non diminuire, malgrado tutti i richiami che vengono fatti e perché il costo della burocrazia per i cittadini e le imprese è elevatissimo”.
“Manca inoltre - ha aggiunto - una politica di sostegno allo sviluppo economico della piccola e media impresa e dell’artigianato, sistema produttivo che garantisce veramente ricchezza e sviluppo”.

Radio Amicizia
Fonte: Ansa


(Fonte: Small Business)
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FORMAZIONE - Convenienza a tutto campo

18 Gennaio, 2008Tags:,

di PASQUALE OLIVIERI

In Italia negli ultimi anni sta crescendo l’attenzione da parte del mondo aziendale verso la formazione continua, per valorizzare e riqualificare le risorse umane. A confermare questa tendenza vi è l’aumento della spesa per la formazione ai dipendenti, che è cresciuta del 70% dal 2000 al 2005 passando da 895 a 1.500 milioni di euro. La crescita è stata favorita in maniera decisiva dal fenomeno piuttosto recente dei finanziamenti alla formazione continua rivolta ai dipendenti delle imprese, una vera e propria opportunità che tuttora molte aziende non conoscono.

Le sfide del nuovo mercato “quello globale” si sono presentate a tutte le imprese (anche a quelle di piccole e medie dimensioni) ormai da un decennio su tutto il territorio nazionale. Accogliere la sfida significa cercare di ridurre al minimo le minacce e di far fruttare le opportunità. Quest’ ultima possibilità diventa realtà solo se si coltivano e si sviluppano quelle capacità interne all’azienda. Se consideriamo che l’azienda oltre che da capitali e da strutture è composta da UOMINI si deduce la rilevanza che può avere la formazione al fine di arricchire questa risorsa. Capitale umano formato, per un azienda, significa migliorarne l’efficacia e l’efficenza. Migliorano quindi i vari processi aziendali e soprattutto si facilitano quelli che danno spazio alla creatività e quindi all’innovazione. La formazione pertanto, possiamo definirla come la capacità intellettiva della nostra azienda.

Come può essere considerata una questione secondaria?



(Fonte: Small Business)
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Importanza del Passaggio Generazionale nelle piccole e medie imprese familiari

18 Gennaio, 2008Tags:

Cos’è un impresa familiare

Per impresa familiare si intende un’impresa fondata da un capostipite con doti imprenditoriali, nella quale i membri della famiglia occupano posti chiave e li occupano in quanto “membri della famiglia”, vale a dire in quanto legati, per nascita o per matrimonio, alla famiglia del capostipite.

Che cos’è la transizione imprenditoriale

“Tecnicamente”, per transizione imprenditoriale si intende il passaggio delle leve di governo da un soggetto ad un altro nell’ambito del nucleo familiare originario (solitamente da padre a figlio) o allargato (soggetti esterni alla famiglia di origine), in seguito a disposizione volontaria o a sopravvenuta incapacità fisica e/o mentale o alla morte dell’imprenditore-proprietario fondatore o leader dell’impresa familiare.

Rilevanza del fenomeno

Il passaggio generazionale è un fenomeno di consistente rilevanza nel contesto delle piccole e medie imprese, che ripercuote i suoi effetti non solo sull’impresa ma anche sull’ assetto economico del paese. Se consideriamo che il 99% delle aziende italiane sono imprese familiari (Economist, 2, 1994); il 43% degli imprenditori ha più di 60 anni, 66 mila imprenditori familiari sono coinvolti ogni anno in questo evento(SDA Bocconi, 1999) e che il 70% delle aziende al primo passaggio generazionale non sopravvive, se ne comprende l’importanza dell’ evento.

Poco ancora è stato fatto per diffondere conoscenza in merito a questa questione e poche sono le istituzioni pubbliche e private che hanno supportato la PMI in questa esperienza, critica per la sua sopravvivenza.

Pertanto un tutoraggio all’imprenditore nell’affrontare questa questione non solo è doveroso ma è anche un esigenza reale, che va soddisfatta con la consulenza in una logica trasversale (approccio economico-aziendale, giuridico, sociologico, psicologico) ma anche in via preventiva, attraverso la formazione, che crei un sano “ambiente delle relazioni” interne all’ azienda, che sia facilitatore del passaggio generazionale.

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Molto interessante è stata la partecipazione al seminario formativo sul “passaggio generazionale” organizzato dalla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Urbino e coordinato dalla Prof.ssa Francesca Maria Cesaroni e dalla Dott.ssa Annalisa Sentuti. Oltre a dare informazioni sulla questione, hanno dato la possibilità a noi partecipanti di ascoltare e analizzare delle reali testimonianze aziendali, grazie alla paretcipazione della sig.ra Teresa Mancini dell’azienda Lam S.r.l e il sig. Paolo Terenzi della Cereria Terenzi Evelino S.r.l.


(Fonte: Small Business)
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Il sistema di sicurezza aziendale in una piccola e media impresa.(Ovvero: perché operare in sicurezza conviene)

18 Gennaio, 2008Tags:,

La sicurezza sul lavoro è stata negli ultimi tempi oggetto di continui interventi da parte dei vertici istituzionali del nostro Paese, che di fronte al continuo verificarsi di infortuni effettuano un pressing sul parlamento affinché promulghi leggi idonee ad arginare questo grave fenomeno.

Anche il Presidente della Repubblica, in un video messaggio inviato lo scorso 25 gennaio alla Conferenza nazionale su “Salute e Sicurezza sul Lavoro” riferendosi alle morti per incidenti sul lavoro ha affermato che: in Italia questa è una piaga, non è un prezzo inevitabile da pagare .

Siamo tutti convinti che il rischio professionale non possa essere considerato una componente inevitabile dell’attività lavorativa, ma affinché questa affermazione abbia un riscontro concreto occorre che tale certezza sia fatta propria da ogni componente dell’organigramma aziendale: dall’imprenditore al lavoratore.

Occorre tra l’altro considerare che la carenza di sicurezza nelle aziende comporta oltre al rischio per la salute e la vita degli operatori, valori costituzionalmente tutelati e che devono pertanto essere oggetto di attenzione assoluta da parte dell’imprenditore, perché ne comporta gravi ripercussioni di carattere economico in primis sullo stesso datore di lavoro, ma anche sulla intera collettività.

E’ noto infatti che in casi in cui i lavoratori avevano rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sanitari, la Suprema Corte di Cassazione Penale ha condannato i datori di lavoro che non avevano adottato tutti i provvedimenti necessari, motivando tra l’altro la sentenza con l’onere economico che la collettività sostiene a causa del peso degli invalidi sull’economia nazionale.

Ovviamente tale motivazione deve considerarsi subordinata alla primaria motivazione della inviolabilità della salute e della vita del lavoratore, valori tutelati dall’art. 32 della nostra Costituzione, tuttavia il costo economico conseguente ad una deficienza di organizzazione in termini di sicurezza sul lavoro deve essere preso in giusta considerazione, comportando per l’impresa una perdita di giornate lavorative e maggiori costi assicurativi da corrispondere all’INAIL, e per l’economia nazionale la perdita di competitività (ed il conseguente rischio di perdita di posti di lavoro) rispetto ai paesi membri delle Comunità Europee in cui vigono standard di sicurezza più elevati.

Non ultimo l’aspetto della concorrenza sleale effettuata dall’imprenditore che fa lavorare i propri dipendenti in carenza di igiene e sicurezza sul lavoro, potendo praticare sul mercato prezzi inferiori a quelli di chi opera correttamente, ma rischiando molto in termini di rivendicazioni da parte di possibili lavoratori infortunati e di sanzioni comminate dagli Organi di Vigilanza che, non dimentichiamolo, in questa materia hanno quasi sempre una connotazione penale.

Si chiamano infatti “contravvenzioni”, ma non hanno nulla a che fare con le contravvenzioni comminate dagli agenti di Polizia Urbana, si tratta invece di reati contravvenzionali, quindi reati di gravità minore rispetto ai cosiddetti “delitti”, ma sanzionabili con la pena alternativa dell’ammenda o dell’arresto !

Gli investimenti effettuati in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali rendono quindi sia in termini economici che di immagine nei confronti dei propri clienti e fornitori, richiedendo da parte dell’imprenditore costi spesso irrisori ma consentendo una ottimizzazione ed un maggiore rendimento del lavoro prestato.

Si avrà poi una ulteriore ottimizzazione e maggiore resa del lavoro prendendo consapevolezza dell’ergonomia, scienza che studia come adattare i posti di lavoro al lavoratore, evitando che sia questi a dover assumere posture innaturali e scomode.

Il sistema di sicurezza aziendale per rendere bene in termini di prevenzione e protezione dei dipendenti da infortuni o malattie professionali, di resa ed efficienza del lavoro e di costo in termini di poche o nessuna giornata lavorativa persa per incidenti, deve essere acquisito attraverso piccoli e continui investimenti, monitoraggio dei successi raggiunti e delle eventuali manchevolezze. I risultati non mancheranno.

Ecco una rappresentazione schematica di come deve essere gestita la sicurezza in una piccola e media azienda affinché sia efficace: è evidente che si tratta di un sistema dinamico, molto diverso dai cosiddetti “pacchetti” che alcune aziende del settore ci propinano (a costi spesso molto elevati) e che finiscono per essere dimenticati in un cassetto per essere poi affannosamente cercati alla prima visita ispettiva.

Prossimamente esamineremo lo schema che anticipo, scrivetemi pure per eventuali richieste di chiarimenti, risponderò con piacere a tutti.


(Fonte: Small Business)
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L’industria dell’ospitalità riparte dal Web

17 Gennaio, 2008


Giugno 2007 - Alberghi online


Marketing online e ottimizzazione del proprio sito vanno di pari passo. Nel settore alberghiero questa è un’esigenza ormai riconosciuta.

I grandi alberghi puntano sul Web per battere la concorrenza spietata delle agenzie di viaggio online. Questo è ciò che emerge da una ricerca condotta a livello mondiale da Hospitality eBusiness Strategies, una società di consulenza di marketing online orientata proprio alle strutture d’accoglienza. Secondo questo studio, quasi il 70 per cento degli hotel sentiti sposterà parte o tutto il budget pubblicitario del 2007 dall’offline all’online.

Il web secondo tradizione
Secondo le indicazioni degli intervistati, l’aspetto che sarà maggiormente curato nel corso dell’anno sarà relativo all’usability e al Web design. Infatti, le risposte alla domanda su quale sia la forma di marketing online che permette di ottenere maggiori ritorni dall’investimento spingono in questa direzione. L’ottimizzazione del sito Web è citata da ben il 71,9 per cento degli intervistati, mentre la realizzazione di un nuovo design delle pagine si guadagna la considerazione del 62,9% degli operatori sentiti. In mezzo, con un valore del 68,3 per cento, si attesta la considerevole importanza delle ricerche online, con l’ottimizzazione per i search engine.

Quale forma di marketing online è più incisiva e permette un maggior ROI
(return of investment, ritorno dell’investimento)

La collocazione del budget
In accordo con quelle valutazioni strategiche, la budget allocation degli alberghi sentiti, per il 2007, premia il design del sito Web che si conferma al primo posto con il 14,2 per cento degli intervistati che gli assegna la priorità. Il 14 per cento degli operatori, poi, indica l’ottimizzazione del proprio sito come destinazione della spesa di marketing online. Subito dopo si collocano le strategia pubblicitarie basate sul pay per click, con il 13,6 degli operatori che vi puntano. Percentuali superiori al 10 per cento sono conquistate anche dall’e-mail marketing, la search engine optimization e il linking strategico, a conferma comunque di quanto siano diversificati gli investimenti pubblicitari del settore.

New media trascurati?
Ai banner, alle ricerche locali, ai new media basati sul contenuto generato dagli utenti come i blog, le community e i forum, e ad altre forme pubblicitarie minori vanno invece le briciole, con meno del 5 per cento degli operatori che dichiara di destinarvi il budget 2007. Se per i banner, in declino da tempo, e le ricerche locali, che mal si sposano con la ricerca della massa turistica, il risultato non stupisce, il dato invece lascia perplessi rispetto ai nuovi contenuti generati dagli utenti. Blog, community e forum possono svolgere un ruolo importante nell’assegnazione della fiducia e nel passaparola a livello turistico. Tuttavia, non rivolgere budget pubblicitari a questi strumenti non significa necessariamente tralasciarli perché su di essi meglio si può operare a livello di marketing con budget ridotti o addirittura senza budget.

Come investire ragionevolmente
Se l’ottimizzazione e il design del sito si conquistano la fetta più importante degli operatori, sia in termini di fiducia nel ritorno degli investimenti sia in termini di budget allocation, allora è bene chiarire come spendere i propri soldi in maniera appropriata. Infatti, il valore di queste tecniche nel miglioramento delle performance del sito è noto, anche se da sole non garantiscono una generazione di traffico di utenti, che deve essere invece supportata da azioni di marketing mirate, in particolare rispetto alle strategia di ricerca online. Soltanto un mix di queste azioni può condurre ai risultati sperati.

Come migliorare il sito
Di queste operazioni, quella con i maggiori margini di dubbio rimane proprio l’ottimizzazione del sito Web. Il design del sito deve essere condotto su dati certi, che indichino con chiarezza quali sono le parti funzionali e quali le parti deboli delle proprie pagine online. L’attivazione di azioni come le conversioni risulta indispensabile per capire quali risultati sono conseguiti. Andando a ritroso, l’analisi dei percorsi consente di conoscere l’atteggiamento degli utenti nel sito, e quindi cercare di intercettarli per la prenotazione secondo i loro comportamenti online e non forzandoli verso cammini prestabiliti il cui esito può non essere quello sperato. Infine, proseguendo ancora a ritroso, valutare gli arrivi sul proprio sito, sia come pagine d’entrata, sia come provenienze, sia come chiavi di ricerca dei motori permette di stabilire una campagna di marketing adeguata, senza trascurare il ruolo che hanno i Paesi di provenienza nell’ambito turistico.

(Fonte: Small Business)

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eCinemaBlog approda alla fase finale del concorso Yahoo “Le Rivelazioni del Web 2007″

16 Gennaio, 2008Tags:

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Siamo orgogliosi di annunciare a tutti i lettori del Network che il Blog tematico sul cinema www.ecinemablog.it è in finale per il concorso “Le Rivelazioni del Web 2007″ indetto da Yahoo. Tale concorso elegge i migliori siti rivelazione per ogni categoria ed eCinemaBlog è riuscito ad approdare alla fase finale di questo concorso per la categoria Entertainment. Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto questo traguardo e ormai che ci siamo cercheremo di vincere il titolo come miglior sito rivelazione del 2007 per la categoria in cui siamo in concorso!

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