McLaren stories: Rutherford bissa la 500 Indy

500-miglia-indianapolis-1976Nato nel Kansas ma cresciuto in Texas Johnny Rutherford era un uomo molto spavaldo: si era rotto entrambe le braccia e aveva riportato numerose fratture nelle Sport Cars, mentre la prima vittoria era arrivata nella NASCAR.

Nel 1973 si era presentato in pole alla 500 miglia di Indianapolis, l’anno dopo arrivò addirittura la vittoria poi ripetuta nel 1976, tutte e due le volte con la McLaren-Offenhauser. Alle prove della 500 miglia del 30 maggio 1976 Rutherford era stato il più veloce per ben quattro dei cinque giorni a disposizione. In partenza però venne bruciato dalla Coyote-Offenhauser di Foyt che partiva dalla quinta posizione passando immediatamente al comando.

Rutherford, tuttavia, rimase calmo tranquillo alternandosi al comando durante i pit-stop e le varie bandiere gialle. Poi cominciò a piovere, la gara venne fermata e cominciò l’attesa. Due ore più tardi, con una certa agitazione, venne dato l’ok per la ripartenza e proprio in quel momento tornò a piovere.

Di nuovo vennero sventolate le bandiere rosse: Rutherford, che si trovava al comando da 48 giri, con oltre 16 secondi di vantaggio su Foyt, venne dichiarato vincitore. Quella del 1976 fu la 500 miglia più corta della storia di Indianapolis, solo 102 giri (255 miglia) poco più della metà, soltanto 1 miglio in più del minimo consentito dal regolamento. Tutti furono concordi nel dire che aveva vinto il pilota più forte con la macchina più forte.

Fonte: Racing Line

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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Moto Gp- Presentata la Yamaha YZR-M1 2009

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Stamattina alle 12 è stata presentata la nuova Yamaha YZR-M1.

Nel 2008 la scuderia giapponese ha ottenuto tutto quello che poteva vincere: mondiale piloti con Rossi, costruttori, miglior team e miglior rookie con Lorenzo.

La nuova moto si chiamerà YZR-M1 e rispetto all’anno scorso le modifiche sono il logo Packard Bell, i numeri dei piloti su sfondo bianco anziché nero e la scomparsa delle scritte Wudy e Kerserf che non sono più sponsor della Yamaha.

Jorge Lorenzo abbandonerà il suo 48 rosso per passare al 99 mantenendo sempre il solito colore; mentre Valentino Rossi rimarrà con il classico 46 giallo.

Il neo campione del mondo è abbastanza fiducioso sulla nuova moto, visto che ha provato un prototipo della versione 2009 dopo i test di Valencia.

“Ho avuto la possibilità di provare il prototipo della versione 2009 dopo i test di Valencia” – afferma Valentino Rossi – “Soprattutto a Jerez, dove sono stato molto veloce.”

“La moto mi è sembrata più veloce, sono andato più forte rispetto alla versione 2008” – prosegue il campione del mondo- “Bisogna usare questi mesi per migliorarla ancora di più per arrivare pronti alla prima gara ad Aprile.”

Secondo l’italiano i suoi rivali saranno sempre Stoner e Pedrosa ma è sicuro che il suo compagno di squadra saprà migliorare il risultato del 2008.

“Quest’anno sarà ancora più difficile del precedente, i miei avversari vorranno riscattarsi e tenteranno in tutti i modi a battermi” – afferma l’otto volte iridato – “Penso che Lorenzo sarà uno dei miei rivali più importanti, l’anno scorso gli è servito per fare esperienza e quest’anno è pronto a lottare ad armi pari.”

Vincenzo Carlesimo

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(Fonte: eRace Motor Blog)

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F3 inglese-Buzaid firma con T-Sport

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T-Sport ha annunciato l’accordo con Adriano Buzaid come primo pilota per il prossimo campionato di Formula 3 britannica. La squadra ha vinto quattro gare la scorsa stagione con Sergio Perez e la possibilità per il neo arrivato e giovane brasiliano è quella quanto meno di replicare questi risultati e trovarsi fra i piloti di punta nel prossimo campionato, anche grazie alla fornitura dei motori Volkswagen, novità di quest’anno.

Buzaid ha corso la sua prima gara in F3 nel finale di stagione 2008 a Donington Park e ha combattuto per la prima posizione al debutto in Formula Renault 2.0 piazzandosi come terzo assoluto. Determinatissimo, afferma: “Come prima esperienza nel campionato di F3 è molto difficile fare una previsione di quello che potrebbe accadere, ma so che con il team giusto posso avere possibilità per concorrere per il campionato. Il mio compito è di lavorare duramente, vincere gare e puntare al campionato. Ho lavorato molto in Brasile durante l’inverno per portare a termine la sponsorizzazione e intendo mettere a frutto l’opportunità che mi è stata data e per questo devo spingere al massimo. Sono stato felice fin da subito al momento del test con T-Sport, mi sono trovato subito molto bene e se posso continuare l’esperienza di Perez, davvero sarà un ottimo anno.”

Il team manager di T-Sport, Russell Eacott aggiunge: “Adriano è un pilota molto importante per T-Sport anche perchè quest’anno ci sarà la nuova fornitura di motori e l’ottimismo da parte nostra è ampiamente rinnovato. Penso che Adriano possa correre per puntare al titolo e vincere diverse gare in un altro ottimo anno per lui e per il nostro team”.

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F3 Euro Series-Merhi con Manor

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Roberto Merhi affiancherà per la stagione 2009 Cesar Ramos con il team Manor. La scelta del pilota spagnolo è rimasta in bilico fino all’ultimo per via della possibilità offerta da Ultimate per la serie britannica di F3, fino alla conferma della sua presenza nel campionato Euro Series grazie anche all’appoggio di Mercedes. Merhi ha infatti firmato un contratto con la Casa tedesca nei giorni immediatamente precedenti al Natale scorso, divenendo a tutti gli effetti pilota Mercedes.

Il pilota, che ha corso nel Wec di Formula Renault 2.0 nella stagione 2008 e che nel 2006 è arrivato terzo nel Winter Series di F.Renault 2.0 Italia e nel mese di novembre 2008 ha molto ben figurato nei test di World Series Renault 3.5 disputati al Paul Ricard.

Potrebbe essere così aggiornata la lista dei piloti e team partecipanti al prossimo campionato.

ART / Dallara-Mercedes

Jules Bianchi, Valtteri Bottas, Esteban Gutierrez, Adrien Tambay

Signature / Dallara-Volkswagen

Mika Maki, Jean Karl Vernay ?, Christian Vietoris?

Mucke / Dallara-Mercedes

Sam Bird, Alexander Sims, Marco Wittman

Prema / Dallara-Mercedes

Stefano Coletti, Basil Shaaban, Daniel Campos?

Manor / Dallara-Mercedes

Cesar Ramos, Roberto Merhi, Pedro Nunes ?, Daniel Campos ?

SG Formula / Dallara-Mercedes

Andrea Caldarelli, Jon Lacanster, Henki Waldschmidt

Zeller / Dallara-Mercedes

Christopher Zanella

RC Motorsport / Dallara-Mercedes

Johnny Cecotto ?

Carlin / Dallara-Volkswagen

Brendon Hartley, Mirko Bortolotti?

HBR / Dallara-Mercedes

Kevin Mirocha, ?

Motopark / Dallara-Mercedes

Atte Mustonen, Yair Godinez?

TME Kolles / Dallara-Volkswagen

Jens Klingmann, Mirko Bortolotti ?

E.M.

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F1 – Prove di aerodinamica per Renault a Kemble

renault

Il team Renault F.1 ha effettuato la scorsa settimana sul mini tracciato aeroportuale di Kemble, situato a meno di un’ora dalla sede di Enstone, dei test aerodinamici sulla nuova R29.

Che il progetto non fosse nato sotto i migliori auspici lo si poteva intuire dal clima in squadra, ciononostante va però precisato che in occasione della prima uscita a Portimao, in Portogallo, la monoposto si è rivelata incredibilmente lenta nei tempi rispetto alle (legittime) aspettative dei tecnici presenti allo shake-down. Probabile, a questo punto, l’introduzione di un nuovo muso che salvo variazioni dell’ultima ora dovrebbe essere impiegato nei test di Barcellona verso metà marzo.

Ermanno Frassoni

www.frassoni.com/angolo.htm

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USAC-CART-IRL: Midnight is where the day begins, Farewell Teddy

teddy-mayerEdward Everett “Teddy” Mayer  ci ha lasciati.
Lo ha fatto in silenzio, senza dare fastidio a nessuno. Nella serata del trenta Gennaio, nella sua dimora in Inghilterra. Dopo l’addio definitivo alle corse avvenuto nel 2007.
Una vita sempre sopra le righe per quel concerne le soddisfazioni personali avute in carriera da manager, prima da protagonista assoluto, poi da comprimario in questi ultimi trent’anni di motorsport. Un addio triste, come la scelta di ritirarsi in silenzio in ruolo apparentemente di secondo piano, senza ribalta, senza luci, in penombra. Vi è restato fino all’altro ieri, quando il suo ricordo dei successi ottenuti nella lunga decennale carriera sono stati  finalmente riabilitati dalla memoria collettiva. Proprio come spesso accade quando qualcuno ci lascia.
Nato a Scranton, in Pennsylvania, l’otto Settembre 1935 Mayer è diventato una delle più importanti personalità del motorsport internazionale, una carriera versatile a tutti i livelli, Formula Uno, Cart, IRL, Can-Am Series. Iniziò tutto  quando era soltanto uno studente di legge alla Cornell University, con una prima esperienza lavorativa nel settore con il suo giovane fratello, Tim Mayer, questi reduce da un arruolamento nelle forze armate statunitensi.
Il giovane Teddy dopo essersi  laureato nel 1962 , emigrò in Europa e fondò un team nella Rev-Em Formula Junior. Suo fratello Timmy e Peter Revson furono scelti come piloti portabandiera della scuderia.  Dopo fu la volta della collaborazione con Bruce Mclaren, che stava meditando in quegli anni di fondare una scuderia propria in Formula Uno. Due anni dopo lo sbarco nel “Vecchio continente” Teddy perde il fratello in un incidente di gara avvenuto in Tasmania. Fu allora che i rapporti con Bruce si intensificarono. Nel 1966 era già apprestata la scuderia che avrebbe presto debuttato quell’anno nella massima serie automobilistica europea a ruote scoperte.

Quando Bruce Mclaren perse la vita nel 1970 a Goodwood, in occasione di alcuni tests per la Can-Am, Mayer fu ancora più convinto di restare alle redini della scuderia, un atto dovuto alla memoria del suo amico Bruce,  e sotto la sua supervisione il team conquistò il suo primo campionato piloti nel 1974 con Emerson Fittipaldi e quello costruttori con un motore Ford Cosworth DFV.  Proprio in quel lasso di tempo decise di entrare in competizione anche oltreoceano, nel campionato USAC, il secondo campionato assoluto per prestigio e rinomanza tra quelli a ruote scoperte. L’avventura  nella serie Can-Am, dove lo stessa nomea Mclaren godeva già di grande fama, continuò florida di successi. Il 1976 fu un altro anno memorabile, Johnny Rutherford sfilò per primo sulla brickyard della 500 Miglia di Indianapolis, James Hunt vinse in Giappone, al Fuji, il suo mondiale personale, il secondo per la Mclaren. L’ultima esperienza negli USA negli anni Settanta fu nel campionato Cart, perchè alla fine della stagione 1979, Mayer concentrò le sue attenzioni soltanto in F1. In meno di un anno giunse una crisi inaspettata, John Watson ed il giovane debuttante Alain Prost non riuscirono a convincere nella stagione che vide iridato l’australiano Alan Jones. Fu allora che lo sponsor principale, la Philip Morris, con  abile lungimiranza, riusci’ a portare a termine un accordo che si sarebbe rivelato vitale, nacque un sodalizio fra la Mclaren di Teddy Mayer, e la  Project 4 Racing di Ron Dennis. Il futuro manager del team era allora impegnato a conquistare il secondo consecutivo titolo nella Formula 2. Alla Mclaren oltre a Dennis arrivarono anche il progettista Barnard, una pietra miliare dei successi del team negli anni Ottanta e lo sponsor rivelatosi poi “storico” Marlboro che il team tenne con sè fino al 1996. Mayer continuò a far parte del progetto Mclaren fino al 1982, dal 1981   la nomenclatura delle vetture passò dall’aver la sigla “M” alla versione che tutti oggi conosciamo, la “MP4/”.

Nel 1982 abbandonò momentaneamente la scene della F1 per approdare nuovamente in Cart. Diede vita ad un team, il “Mayer Motor Racing” in comproprietà con Tyler Alexander, con Tom Sneva e Howdy Holmes come piloti. Quell’anno sfiorarono il titolo piloti perdendolo per sette punti di distacco da Mario Andretti, un solo punto di divario ad una gara dalla fine, quella di Las Vegas al Caesar’s Palace.

Ritentò l’avventura in F1 nel 1985 assieme ad Alexander e Carl Haas, una vettura per Alan Jones, quattro gare in un campionato part-time, in preparazione di un impiego a tempo pieno nel 1986. Proprio per quell’annata fu allestita anche una seconda vettura per Tambay, alla sua ultima esperienza in F1. I risultati non furono dei migliori ed il quarto e quinto posto in Austria illusero la squadra troppo preventivamente. A dare il colpo di grazia, alla fine della stagione lo sponsor Beatrice che abbandonò alle sue sorti la squadra. Il team fu cosi’  costretto a sciogliersi.

Dopo un anno sabbatico Mayer tornò protagonista assoluto, nuovamente nelle vesti di comprimario ma stavolta di Roger Penske.  Lo scelse in qualità di vice-presidente della Penske Racing, conosciuta già allora come la  “Mclaren d’America” per via della colorazione bianco rossa dettata dagli sponsors Marlboro. Una posizione che ricopri’ per tutti gli anni Novanta,  nell’ultimo decennio dopo aver lasciato questo incarico onorario rimase in seno al team nelle vesti di consulente.

Il binomio vincente lo fu già dall’inizio quando al primo anno Danny Sullivan conquistò il campionato Cart 1988, con Rick Mears trionfatore alla 500 Miglia di Indianapolis. Nel 1991 una nuova vittoria nella prestigiosa gara dell’Indiana, un tris nel 1993 con Emerson Fittipaldi quaterna con Al Unser jr nel 1994, la decima assoluta nella storia della Penske. Il figlio di Al Unser fece suo il titolo di quell’anno. Gil de Ferran il nuovo talento di cui potevano disporre Roger e Teddy si impose dopo anni di digiuno nel 2000 e nel 2001.

Nel frattempo la storia delle corse automobilistiche negli States aveva intrapreso un cammino alquanto tormentato. Era stata ricostituito l’antico campionato USAC sotto una nuova nomenclatura (Indy Racing League) e il campionato Cart continuava comunque ad essere il vero punto di riferimento per quei piloti che avevano reso grande questa categoria nel decennio degli anni Novanta. Villenueve jr, Vasser, Zanardi, Montoya avevano interrotto il dominio Penske dei primi anni Novanta, Gil de Ferran aveva salutato in maniera vittoriosa e vincente l’ultimo campionato Cart della Penske. Un addio premeditato quello avvenuto a fine 2001. Un anello di congiunzione, ancora una volta la 500 Miglia di Indianapolis, non più in calendario dal 1996 nel campionato Cart. Helio Castroneves la conquista nel 2001 grazie ad una partecipazione estemporanea del team nel campionato IRL. Si ripete nel 2002, il primo campionato assoluto Penske in IRL, quando la vettura ha per la prima ed unica volta  una colorazione arancio-nera, diversa dalla storica biancorossa che sarà riabilitata presto. Nel 2003 ancora una volta vittoria in Indiana, ancora il nome di Gil de Ferran, inarrestabile il cammino del team. Nel 2006 è storia molto recente, il terzo titolo assoluto di Hornish jr ed una vittoria sofferta ad Indy conquistata contro il giovane promettente ed arrembante Marco Andretti , questi alla sua prima uscita assoluta nel catino storico.

Per tutti quelli che lo hanno conosciuto in vita, due sue grandi qualità sono risaltate: il  senso umoristico e l’abilità nell’intrattenere le relazioni interpersonali. Siamo sicuri che a molti di questi , nell’atto di ricordarlo, balzerà subito alle loro menti una istantanea. Una dai contorni un pò nitidi o un pò indefiniti, dai colori non più sgargianti ma schiariti un poco dalle conseguenze che la decorrenza del tempo impone, e ciò nonostante sempre vivi, come se quel ricordo fosse solamente di pochi giorni prima. Quella volta che avrà loro regalato una calorosa stretta di mano od un sorriso raggiante….

MN

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F1 – La nuova Force India in pista solo a marzo

Formula One World Championship

Si dovrà attendere il prossimo mese di marzo per vedere in pista la nuova Force India siglata VJM02 e spinta dal propulsore Mercedes.

“Il tempo stringe e ci resta molto da fare. Tuttavia, il nostro obiettivo è partecipare alle ultime prove prima dell’inizio di stagione”, ha rivelato in proposito il direttore tecnico del team James Key. A quanto sembra, quindi, la VJM02 scenderà in pista per la prima volta dall’1 al 4 marzo a Jerez de la Frontera e dal 9 al 12 marzo sul circuito di Montmelò a Barcellona.

Entusiasta ma realistico il commento di James Key in merito all’inedita partnership con il gruppo Mercedes: “La progettazione della VJM02 era già in stato avanzato quando si sono avviate le discussioni con la McLaren per una fornitura del motore Mercedes in chiave 2009. Da quel momento i nostri ingegneri si sono messi al lavoro per integrare questi nuovi elementi. Abbiamo dovuto ridisegnare alcune componenti e siccome questo lavoro è iniziato lo scorso novembre il compito è arduo”, ha concluso il direttore tecnico della squadra di proprietà del magnate indiano Vijay Mallya.

Ermanno Frassoni

www.frassoni.com/angolo.htm

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Un giorno da Minardi- Giancarlo Minardi analizza le prime uscite dei teams

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Il 60° campionato mondiale di Formula 1 è ufficialmente iniziato con i primi test: mentre la Ferrari con la neonata F60 ha preferito girare sul circuito di casa del Mugello, gli avversari di casa Toyota, McLaren, Renault e BMW hanno preferito battezzare le loro nuove monoposto sul circuito portoghese di Portimao. Insieme a loro anche la Scuderia Toro Rosso, in versione però 2008.

“In questo momento non è certamente facile fare un’analisi approfondita sui primi test” commenta Gian Carlo Minardiai microfoni di Minardi.it “Ho avuto l’impressione che tutte le scuderie siano leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, soprattutto per quanto riguarda il KERS. A mio avviso la Ferrari ha fatto molto bene girare al Mugello, nonostante le cattive condizioni metereologiche . Essendo molto vicini a casa hanno potuto sopperire con estrema facilità ai vari inconvenienti che si possono avere quando si porta al debutto la vettura. Come abbiamo potuto vedere anche in Portogallo il maltempo è stato il protagonista dei primi giorni di test creando non poche difficoltà ai team: un esempio su tutti la McLaren ha deciso di girare con l’alettone posteriore in versione 2008 per portare a temperature i pneumatici. In questo momento i team devono cercare di risolvere nuove problematiche derivanti dalla nuova aerodinamica, cercando di sfruttare nel migliore dei modi le gomme. Sto aspettando con impazienza i prossimi test anche se per ora non avremo tutte le squadre insieme sullo stesso circuito in quanto Ferrari, Toyota e BMW andranno a provare con le alte temperature del Bahrain (dal 10 al 13 febbraio) per cercare di mettere alla prova il KERS e la resistenza dei propulsori (visto che la nuova aerodinamica penalizza lo smaltimento dell’aria calda), mentre gli altri saranno in Spagna a Jerez”

RenaultCon l’inizio del campionato i team non potranno più scendere in pista per le sessioni di test private, avendo a disposizione solo il venerdì mattina per provare. Proprio su questo aspetto Mark Webber che Fernando Alonso hanno pareri contrastanti, in quanto il pilota Red Bull è convinto che si girerà molto per provare diverso soluzione, mentre il bi-campione di casa Renault sostiene che sarà usata solo per mettere a posto il setup della monoposto, vista anche la limitazione del numero dei propulsori per tutta la stagione “Siamo di fronte ad uno stravolgimento del regolamento e, come abbiamo già potute vedere, è stato interpretato in modo diverso dai vari team. In questo momento tutti si stanno organizzando per provare diverse soluzioni – e mai contemporaneamente – per evitare di essere copiati. Come tutti sappiamo con l’inizio del campionato non si potranno più fare test, ma si avrà solo più il venerdì mattina per girare, e chi riuscirà ad interpretare al meglio il regolamento senza farsi scoprire potrà essere avvantaggiato. Ad oggi comunque non mi pare sia stato stilato il regolamento definitivo sportivo e tecnico e sia Webber e Alonso hanno ragione, nel senso che chi sarà in difficoltà, ma che correrà con l’obiettivo di portare a casa il miglior risultato possibile senza puntare al mondial,e sfrutterà il venerdì mattina rischiando di dover usare il nono propulsore (con conseguente penalizzazione di 10 posizioni); chi corre per il mondiale dovrà invece stare molto attento all’affidabilità visto che l’unità dovrà fare 3 week end completi. Le strategie cambieranno e saranno determinate dalla classifica.”

In conclusione in questi giorni si è parlato molto della possibilità di dare vita ad un gran premio cittadino tra le vie di Roma. Questa proposta naturalmente ha fatto subito pensare al pericolo di poter perdere il gran premio di Monza “Il gran premio di Monza è intoccabile in quanto fa parte della storia di questo sport in quanto è il cosiddetto il Gran Premio di Formula 1. Proprio per questo non credo che Monza rischierebbe di perdere la sua corsa qualora entrasse in calendario anche Roma. Sinceramente un suo ingresso lo vedrei in modo positivo per diversi motivi: su un calendario di 18 gare, una percentuale di circuiti cittadini fa sicuramente bene, soprattutto considerando il buon interesse mediatico che hanno creato Valencia e Singapore. Oltretutto Roma è un biglietto da visita spettacolare dal punto di vista turistico e per questo dovrebbe essere una strada da seguire: ovviamente dovrà essere una gara che non andrà a toccare i soldi pubblici e che vive sulla propria professionalità e su propri ricavi”

comunicato stampa Minardi.it

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