Da Nvidia aggiornamenti driver per i notebook

Nvidia, dopo anni di attese da parte di tutti gli utenti appassionati di giochi 3D e normali utilizzatori di computer portatili, propone finalmente la possibilità di aggiornare direttamente i driver grafici senza dover attendere i lunghissimi tempi tecnici dei produttori.

A questo indirizzo è infatti da oggi possibile scaricare i driver più aggiornati per le schede grafiche GeForce GO e Quadro NVS notebook, disponibili sia per Windows XP sia per Vista, nelle versioni a 32 e 64 bit.

N.B.

GeForce Release 179 for Notebooks BETA

  • Supporta la tecnologia NVIDIA CUDA.
  • Supporta l’accelerazione hardware NVIDIA PhysX sulle GPU GeForce 8M e 9M con un minimo di 256 MB di memoria grafica dedicata (questo pacchetto di driver installa il software di sistema NVIDIA PhysX v8.09.04).
  • Sperimentate CUDA e NVIDIA PhysX in diverse applicazioni gratuite e demo scaricando il GeForce Plus Pack.
  • Supporta l’applicazione di calcolo distribuito Folding@home. Scaricate GeForce Plus Pack e il client ad alte prestazioni per le GPU NVIDIA e unitevi al team NVIDIA: #131015
  • New Control Panel User’s Guide

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Smartphone evoluti pronti i superdazi Ue

IL CASO

Si profila una nuova stangata sulla telefonia mobile. Germania e Olanda hanno proposto alla Ue l’aumento delle tasse di importazione fino al 14% per i telefonini evoluti provenienti da paesi extraeuropei, quelli che hanno incorporato il Gps, il WiFi o la tv digitale. La Commissione ha preso atto della richiesta e l’ha fatta propria, rinviando al Consiglio dei ministri una decisione che sarà presa entro gennaio. Si conferma che gli smartphone viaggiano controcorrente, sia nel positivo che nel negativo.
Gartner infatti annuncia che le vendite dei telefonini stanno subendo una contrazione, fermandosi ad un +6% rispetto al 2007 (quando fu registrata una crescita del 16%), ma che il segmento dei cellulari evoluti segna un +15,7% rispetto allo scorso anno. I consumatori si orientano verso i sistemi di comunicazione mobile più performanti. Dovrebbe essere una buona notizia per l’economia europea, il segnale che l’innovazione tecnologica premia anche nel campo dei risultati economici. Invece, sta per arrivare, proprio per questo segmento, la nuova “mazzata” fiscale. Mazzata che, per la verità, potrebbe estendersi dai cellulari di fascia alta anche a computer e sistemi di navigazione “mobile” che hanno al loro interno componentistica “evoluta” proveniente dai paesi al di fuori della Ue.
L’industria europea è in allarme e denuncia i rischi insiti in questa nuova stangata rispetto ai livelli occupazionali (6 milioni di posti di lavoro) e alla stabilità delle 10mila piccole e grandi imprese della tecnologia dell’informazione, della comunicazione e dell’elettronica. E chiede all’Ue di rivedere una politica “disastrosa e incoerente” che ha visto negli ultimi cinque anni il proliferare di dazi doganali su alcuni tra i prodotti hitech più diffusi, come i monitor Lcd, i settop box con disco rigido, le multifunzione (stampante/scanner/fotocopiatrice), politica in contraddizione con gli impegni assunti dalla stessa Ue con l’accordo sulle tecnologie dell’informazione (ITA) sottoscritto nel 1996 e che prevedeva l’esenzione dai dazi per l’elettronica di consumo.

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La top 10 delle minacce più pericolose per gli utenti Web stilata dai ricercatori Trend Micro

Trend Micro
Gli acquisti online per i regali di Natale potrebbero costare molto cari agli utenti di Internet.
I cybercriminali infatti, sono sempre pronti a sfruttare a proprio vantaggio uno dei periodi dell’anno più intensi per il traffico in Rete. I ricercatori Trend Micro mettono in guardia gli utenti che intendono fare shopping o semplicemente usufruire di servizi online in occasione delle prossime festività. Per scongiurare i molteplici rischi come PC infettati da botnet, operazioni indesiderate o perdite di dati riservati, gli utenti devono prestare attenzione a non cadere vittime dei tranelli escogitati dai criminali informatici che fanno leva su tecniche sempre più subdole mirate a sfruttare le debolezze umane (social engineering) e su metodi sempre più sofisticati che coinvolgono diverse tecnologie.

10. Occhio alle offerte relative a oggetti di tendenza

Sconti e offerte speciali di articoli “popolari” vengono utilizzati dagli autori di malware per indurre gli utenti a cliccare su link pericolosi e inserire informazioni personali all’interno di siti creati appositamente. Come resistere, ad esempio, alla tentazione di cogliere al volo un’offerta per l’ambitissimo iPhone? E’ il caso del recente TROJ_AYFONE.A, un trojan horse che si registra come un helper del browser (BHO, Browser Helper Object) sul browser Internet del sistema colpito in modo tale da essere eseguito ogni volta che viene lanciato il browser. Il Trojan visualizza pubblicità fasulle relative al nuovo iPhone di Apple indicando un sito Web, ugualmente falso, su cui acquistarlo.

9. Lo spirito del Natale e la falsa beneficenza

Fai un’offerta per la Croce Rossa! Aiuta le vittime dell’uragano Katrina! I cyber criminali sono esperti nello sfruttare calamità e tragedie. Sanno anche che le festività natalizie risvegliano lo spirito caritatevole nella maggior parte delle persone e sono dunque pronti ad approfittarne. Gli spammer spediscono messaggi in cui invitano i destinatari a fare donazioni benefiche. Per loro sfortuna, gli utenti che rispondono a questi messaggi non soltanto finiscono per non aiutare alcun bisognoso, ma sono vittime del furto di informazioni riservate.

8. Tanti auguri… ne avrai bisogno!

I biglietti di auguri elettronici, o e-card, vengono spesso utilizzati da spammer e autori di malware quale specchietto per le allodole per indurre gli utenti a cliccare su link pericolosi.
Questo tipo di attacchi sfrutta in genere l’approssimarsi delle festività, quando si è soliti inviare biglietti di auguri. Le e-card fasulle vengono distribuite tramite link inseriti in messaggi spam oppure sotto forma di allegati. Cliccando sul link o aprendo l’allegato l’utente ignaro scarica il malware sul suo sistema.

7. Mala-pubblicità

Gli autori di malware utilizzano pubblicità e messaggi promozionali per distribuire il malware, sfruttando la tendenza degli utenti a cercare occasioni vantaggiose a prezzi “stracciati”. Pubblicità posizionate all’interno di siti Web trafficati vengono utilizzate per indurre gli utenti a scaricare inconsapevolmente programmi malware. Siti di grande popolarità come Google, Expedia.com, e persino Myspace sono stati infettati da banner pubblicitari pericolosi che, una volta cliccati, scaricavano programmi malware sui sistemi degli utenti.

6. Risultati avvelenati di ricerche Web

I risultati ottenuti attraverso interrogazioni su motori di ricerca online riguardanti determinati argomenti possono essere infettati da codici maligni. Nel 2007 i risultati delle ricerche relative alla frase “acquisto regali natale” potevano fornire risultati pericolosi contenenti un’ampia varietà di malware. Nel corso di quest’anno, la frase “costumi di halloween” poteva indirizzare a un finto programma antivirus, in realtà pericoloso.

5. Siti Web ad alto traffico compromessi

I siti Web compromessi da cybercriminali rappresentano una grave minaccia per gli utenti, in quanto il pericolo proviene da una fonte che si ritiene sicura e fidata. Con l’approssimarsi delle festività natalizie gli utenti invaderanno probabilmente negozi online, siti d’aste e siti di e-commerce alla ricerca di regali. Ciò può essere sfruttato dai cybercriminali che prendono di mira siti Web ad alto traffico allo scopo di infettare ancora più utenti.
Nel 2008 ad es., abbiamo assistito alla ricomparsa, a un anno di distanza, del malware Italian Job, mirato a siti Web italiani oppure a diversi attacchi contro numerosi siti asiatici infettati da codice pericoloso.

4. Partecipa al sondaggio! Riceverai buoni regalo che ti sottraggono i dati personali

Gli utenti alla ricerca di promozioni online possono facilmente cadere vittime di falsi sondaggi online che promettono allettanti buoni regalo a chi partecipa. In realtà queste ricerche apparentemente innocue vengono utilizzate per raccogliere dati personali.
Gli utenti infatti ignorano che la pagina del sondaggio è in realtà un sito di phishing concepito per rubare informazioni riservate. Esempi di questo tipo sono una finta ricerca Wal-Mart volta a sottrarre dati personali e un sondaggio su Barack Obama che prometteva buoni benzina del valore di 500 dollari.

3. Phishing nell’eCommerce

eBay è stato il retailer online più popolare del 2007, con oltre 124 milioni di utenti unici.
Come conseguenza, eBay è in cima anche a un altro elenco, quello dei siti Web più utilizzati per frodi. Gli acquirenti online sono le vittime principali dei furti di informazioni e i cybercriminali sono costantemente impegnati nella messa a punto di nuovi e sofisticati modi per sottrarre loro informazioni a scopo di lucro. I cybercriminali sono anche in grado di falsificare la reputazione degli utenti eBay attraverso la manipolazione dei loro rating.

2. False ricevute di corrieri consegnano Trojan horse

Gli utenti possono ricevere messaggi infettati da Trojan provenienti da noti corrieri, che richiedono il ritiro di pacchi che non è stato possibile consegnare, unitamente a un file che sembra essere una ricevuta. Ciò può rappresentare una seria minaccia per un utente online che è realmente in attesa di ricevere un articolo acquistato. Tra i casi di attacchi che hanno coinvolto noti corrieri troviamo i messaggi di spam UPS, diventato involontariamente il corriere preferito dai Trojan horse e le notifiche fasulle FedEx, che consegnano malware anziché gli articoli ordinati online.

1. Fatture false per acquisti fantasma

Gli utenti che effettuano frequentemente acquisti online e sono abituati a ricevere fatture elettroniche possono essere tratti in inganno da e-mail che richiedono di aprire e stampare una “ricevuta” spedita come allegato di un messaggio. Il file allegato tuttavia non è una vera fattura, ma un malware. Gli attacchi spam sono noti per seguire questo schema, come conferma il recente attacco che trasmette il malware WORM_OTORUN.C ai destinatari che aprono la “ricevuta” allegata al messaggio.

Come proteggersi

Tutte queste minacce Web rendono necessario un approccio alla sicurezza multilivello e in tempo reale. L’infrastruttura Smart Protection Network, che è alla base di tutte le soluzioni Trend Micro, mette in correlazione i dati sulle minacce Web ed email utilizzando tecnologie di reputazione che analizzano questi dati confrontandoli con i database sulle minacce disponibili online.
Questo approccio alla sicurezza In the cloud assicura una protezione in tempo reale al sorgere delle minacce Internet e i clienti Trend Micro possono quindi condurre le proprie attività online con la massima tranquillità.

Il software per PC Trend Micro Internet Security Pro verifica la reputazione delle pagine Web, bloccando l’accesso ai siti pericolosi prima che gli utenti abbiano la possibilità di accedervi.

Trend Micro offre agli utenti anche una serie di strumenti e servizi gratuiti:
http://us.trendmicro.com/us/products/personal/free-tools-and-services/index.html

Per altri suggerimenti sulla sicurezza online consultare:
http://us.trendmicro.com/imperia/md/content/us/pdf/aboutus/20thanniversary/20tips_stayprotected.pdf

Le aziende possono usufruire di consigli e individuare la soluzione Trend Micro più adatta alle proprie esigenze attraverso un quiz online disponibile all’indirizzo:
http://recommender.trendmicro-europe.com
Informazioni su Trend Micro Incorporated
Trend Micro Incorporated è un pioniere della sicurezza dei contenuti e della gestione delle minacce. Fondata nel 1988, l’azienda Trend Micro fornisce a privati e aziende di ogni dimensione software, hardware e servizi per la sicurezza vincitori di numerosi premi. Con sede centrale a Tokyo e altre sedi operative in oltre 30 paesi, Trend Micro fornisce le proprie soluzioni attraverso una rete di rivenditori aziendali e a valore aggiunto e fornitori di servizi in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni e per ottenere copie di valutazione di tutti i prodotti e servizi Trend Micro, visitate il sito Web www.trendmicro.com.


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Rilascio straordinario del bollettino sulla sicurezza relativo a Internet Explorer

Microsoft TechNet
Microsoft ha rilasciato il 17 dicembre 2008 un bollettino sulla sicurezza straordinario per dare la possibilità a tutti gli utilizzatori di Internet Explorer di proteggersi dai rischi derivanti dalla diffusione di malware che sta sfruttando una vulnerabilità del browser recentemente scoperta.

E’ importante verificare che gli aggiornamenti automatici siano attivati in modo che l’installazione avvenga al più presto.

Per approfondire, leggi l’articolo dedicato.
Per informazioni tecniche, consulta il bollettino sul sito Microsoft TechNet.

Microsoft rilascia patch Internet Explorer from MClips on Vimeo.

Diffusione ed evoluzione del malware

La protezione dei computer e delle reti è una priorità per Microsoft: siamo costantemente impegnati a produrre software e servizi che aiutino a proteggere meglio i dati dei nostri clienti e delle aziende e il nostro approccio alla protezione include sia gli aspetti sociali, sia quelli tecnologici.

Recentemente abbiamo presentato i risultati del quinto volume del Microsoft Security Intelligence Report.

Si tratta di una ricerca sulla diffusione e sull’evoluzione del malware che si basa sulle informazioni provenienti da quasi 500 milioni di PC in tutto il mondo.

Alcuni risultati

1. Il numero totale delle vulnerabilità segnalate nell’intero mercato è diminuito del 4% nella prima metà del 2008 rispetto alla seconda metà del 2007. Con riferimento al solo software Microsoft, è stata registrata una diminuzione nella segnalazione di attacchi informatici pari al 33.6% nel primo semestre del 2008 rispetto al secondo semestre del 2007.

2. In Italia nei primi sei mesi del 2008 i computer infetti sono aumentati del 51%.

3. La più recente evoluzione delle tecniche di diffusione del malware è rappresentata dalle reti botnet: una rete di computer infetti che sono controllati da remoto senza che l’utente ne sia a conoscenza. Per approfondire, guarda il video che trovi sopra.

Gli investimenti nell’ingegneria del software, mirati a ottenere una costante riduzione delle vulnerabilità, rappresentano la prima soluzione messa in campo da Microsoft.

Riteniamo inoltre sia necessario informare costantemente gli utenti sugli strumenti da utilizzare per proteggere al meglio le informazioni private e i dati sensibili. Nessuna tecnologia potrà mai garantire completamente gli utenti da possibili attacchi a opera di pirati informatici, che a fronte dei continui miglioramenti del livello di sicurezza pongono in essere azioni sempre più sofisticate. Si tratta quindi non solo di lavorare sul fronte della ricerca, ma anche su quello dei comportamenti, con un’azione di alfabetizzazione diffusa, mirata a diffondere una cultura globale della sicurezza in rete, in collaborazione con le aziende, i governi e le forze dell’ordine.


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Decreto Pisanu contro il Wi-Fi italiano, oggi il rinnovo

30 dicembre, 2008Tags:,

La Stampa
E’ attesa per oggi la decisione del Consiglio dei Ministri sulla proroga all’articolo 7 del Decreto Pisanu, che assoggetta l’accesso a Internet nei pubblici esercizi a obblighi come l’identificazione degli utenti con carta d’identità, limitando l’accesso a un fondamentale mezzo di comunicazione.

Di fatto, chi mette a disposizione una connessione Wi-Fi senza rispettare tali imposizioni, può essere considerato corresponsabile di eventuali comportamenti illegali degli utenti che la utilizzano.

Se questo decreto verrà rinnovato senza modifiche, come ci si aspetta, per un altro anno non potranno nascere in Italia reti wireless accessibili gratuitamente (e legalmente), senza identificazione preventiva.

Come sottilineano gli articoli della stampa spezializzata, Punto informatico, ZeusNews, queste misure, intese come protettive contro possibili azioni terroristiche, incombono anche su circoli e associazioni private. In questa limitazione molti vedono un parallelo con i controlli da anni in vigore in Cina negli Internet café, dove sono ormai ben note le censure alla libertà di espressione.

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Arriva il primo cellulare con fotocamera da 8 megapixel.

E’ Samsung

Sta arrivando dagli States il primo cellulare con fotocamera da 8 megapixel.
Si chiama Pixon M8800L, lo ha lanciato Samsung. Una risoluzione di tutto rispetto, che fa concorrenza a un buon numero di fotocamere attualmente in commercio. Non si sa ancora di preciso il giorno del debutto europeo, ma sul nuovo modello Samsung sono già puntati tutti i riflettori: chi lo avrà in mano disporrà infatto di una vera e propria macchina fotografica integrata nel suo telefonino, non di un surrogato che scatta foto di bassa qualità e scarse dimensioni.

Il Samsung Pixon sfrutta lo stesso sistema operativo dell’F480, ma possiede la grande particolarità di essere il primo telefono del mercato a disporre di una fotocamera digitale da 8 Megapixels con auto-focus, zoom 16x e funzione di face detection. Il Pixon ha uno schermo tattile da 3,2 pollici che offre una risoluzione di 240×400 pixels per 262 mila colori, è caratterizzato da uno spessore di soli 13,8 millimetri, include un tuner FM con RDS, supporta la connettività senza fili bluetooth ed integra una memoria interna da 200 MB, ulteriormente espandibile tramite slot compatibile microSD oltre ad essere fornito di un accelerometro. Capace di registrare video (30 fps en 720×480), il Pixon di Samsung legge anche i file DivX, XviD, MPEG4 et WMV, ed integra un’uscita TV.

Nota dolente di questo dispositivo è l’inspiegabile mancanza del WiFi.
Inoltre sembrerebbe che il GPS sia a mezzo servizio, nel senso che funziona per il geotagging ma non con Google Maps che è preinstallato. Ciò lo pone in netto svantaggio nei confronti dell’annunciato LG KC910, suo diretto concorrente.

Alcune specifiche tecniche:

Connettività: Quad band GSM, tri-band HSDPA
Scheda: Qualcomm MSM6281 chipset
Sistema operativo: Windows Mobile 6.1 with TouchWiz interface 3.2 240×400px TFT Display
Sensore CMOS: 8 megapixel – 1/3.2’’; LED flash; macro distance: 10 cm; 16x digital zoom; maximum photo resolution: 3264×2448; maximum video resolution: 720×480 at 30 fps
FM Radio with RDS
Built-in accelerometer
GPS receiver
100MB of user memory
microSD card slot
Peso e dimensioni: 107.9×54.6×14.9mm and 110 g

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Una falla in Internet Explorer

La Repubblica
Mette a rischio milioni di utenti

Il buco di sicurezza scoperto dai pirati informatici. L’utente rischia il furto di password e i dati personali. Microsoft lo sa, ma al momento non ha fornito un rimedio. Forse a gennaio. Gli esperti: per ora usate browser alternativi.

Navigare tramite il browser più popolare, Internet Explorer di Microsoft, è ora piuttosto rischioso. L’utente corre il pericolo che gli rubino le password e i dati personali, per colpa di un buco di sicurezza scoperto dai pirati, nel codice del browser. Microsoft lo sa, ma al momento non ha fornito un rimedio: bisognerà aspettare, si prevede, la prossima tornata di aggiornamenti automatici per il browser, attesa per il 9 gennaio.

Il pericolo è stato scoperto la settimana scorsa, ma nel frattempo è montato a tal punto da spingere alcuni esperti di sicurezza (come quelli di Trend Micro) a dare un insolito e radicale consiglio agli utenti: di non usare il browser finché il problema non sarà risolto da Microsoft. E quindi di navigare solo con alternative quali Firefox, Safari, Chrome. Microsoft consiglia alcuni rimedi provvisori, per navigare con Internet Explorer evitando il pericolo. Sono però configurazioni da fare sul computer, complicate per gli utenti alle prime armi. Certo è più facile cambiare browser, almeno temporaneamente.

La falla di sicurezza, del resto, riguarda tutte le versioni di Internet Explorer, persino la nuovissima beta di Internet Explorer 8. Funziona così: i pirati riescono a nascondere un programma infetto su siti, anche legittimi – finora ne sono stati colpiti 10 mila e il conto continua a crescere, secondo gli esperti. Quando l’utente naviga con Internet Explorer su quei siti, riceve un attacco. Il sito cioè, sfruttando la falla del browser, gli invia il programma, che si installa sul suo computer e diventa d’allora in poi come una porta sempre aperta per i pirati. Che potranno così rubargli le password (via internet e senza che l’utente se ne accorga) o compiere altre azioni. Possono danneggiare l’utente in vario modo, non c’è limite alla fantasia: basta programmare in modo diverso il codice infetto che fa parte dell’attacco.

Ci mancava solo questa per coronare un anno terribile per il browser di Microsoft, mai come adesso super assediato dai rivali. Per la prima volta in dieci anni, la quota di mercato di Internet Explorer è scesa sotto il 70 per cento (al 69,8 per cento), secondo i rilievi di Net Applications. Al secondo posto Firefox, con il 20,8 per cento, seguono Safari di Apple (7 per cento) e Chrome di Google (0,83 per cento).

Quest’ultimo è la nuova spina nel fianco di Microsoft e certo ha solo iniziato a dargli preoccupazioni. Google infatti l’ha appena portato alla versione definitiva (togliendolo dalla beta): equivale a dare il via allo scontro diretto nella guerra dei browser. Senza più nascondersi dietro il paravento della parola “beta”.

La prima vera replica arriverà nei primi mesi del 2009, quando è attesa l’uscita della versione definitiva di Internet Explorer 8. Nel frattempo è possibile che il browser di Microsoft perda altri utenti e questa nuova falla forse contribuirà al declino. Bisogna però evitare l’errore opposto di credere gli altri browser più sicuri in senso assoluto, rispetto a Internet Explorer 7 (mentre le precedenti versioni è meglio ormai smettere di usarle, senza dubbio). Di tanto in tanto compaiono falle di sicurezza anche per gli altri browser e di recente uno studio ha visto che sono Chrome e Safari i browser meno affidabili per sicurezza delle password.

Le falle che colpiscono Internet Explorer rischiano però di fare più danni, per almeno due motivi. Primo, perché è un browser usato dall’ampia maggioranza di utenti, spesso inesperti e quindi meno capaci di proteggere il proprio computer. Secondo, perché a differenza di alcuni dei suoi concorrenti principali non è open source e quindi non si può contare su una community di utenti esperti e sviluppatori che rimedi, con tempestività, alle falle scoperte. Bisogna per forza aspettare che sia Microsoft a pubblicare una patch.

di Alessandro Longo



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Allarme Trend Micro

A rischio gli utenti di Internet Explorer

Già infettati oltre 10.000 siti Web, sfruttando la grave vulnerabilità “0 day” del browser Microsoft non ancora risolta

Gli utenti di tutte le attuali versioni di Internet Explorer corrono il rischio di compromettere il proprio PC a causa di una seria falla di sicurezza nel browser di Microsoft che non è stata ancora risolta.
Trend Micro, leader globale nella sicurezza dei contenuti Internet, raccomanda agli utenti di utilizzare un browser alternativo fino a quando Microsoft non avrà rilasciato la patch per questa vulnerabilità.

La falla permette ai cyber-criminali di impossessarsi, attraverso un attacco SQL injection, dei PC delle vittime, dirottandoli verso siti Web infettati con codici maligni.
I ricercatori Trend Micro hanno già rilevato oltre 10.000 siti infetti. La gran parte dei siti compromessi sono cinesi e utilizzano programmi che mirano a carpire password per videogiochi online, che possono essere successivamente rivendute nel mercato nero.

“La maggiore preoccupazione è che questa vulnerabilità possa essere sfruttata anche da criminali che puntano a rubare dati con un maggiore valore finanziario, come, ad esempio, password relative a conti bancari”, ha commentato Paul Ferguson, esperto di sicurezza di Trend Micro.

Se gli utenti sono impossibilitati a utilizzare un browser alternativo ad Explorer, Trend Micro suggerisce di scaricare gratuitamente il Web Protection Add-On all’indirizzo: http://us.trendmicro.com/us/products/enterprise/web-protection-add-on

Chi teme di essere già caduto vittima di questa vulnerabilità può utilizzare HouseCall, il servizio di scansione e bonifica online gratuito: http://housecall.trendmicro.com

L’infrastruttura Smart Protection Network di Trend Micro blocca proattivamente questa minaccia impedendo il dirottamento verso i siti infetti.

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